Aou San Luigi Gonzaga. Appropriatezza e sicurezza con “Choosing Wisely”

Aou San Luigi Gonzaga. Appropriatezza e sicurezza con “Choosing Wisely”

Aou San Luigi Gonzaga. Appropriatezza e sicurezza con “Choosing Wisely”
In sviluppo un progetto aziendale per migliorare la qualità e la sicurezza delle prestazioni attraverso la riduzione delle pratiche (esami diagnostici e trattamenti) che non apportano benefici significativi ai pazienti e garantire, al contempo, un uso più appropriato dei servizi.

Sulla scorta dell’iniziativa americana “Choosing Wisely”, ripresa in Italia dal movimento “Slow Medicine”, l’Azienda Ospedaliera Universitaria San Luigi Gonzaga di Orbassano sta sviluppando un progetto aziendale con lo scopo di migliorare la qualità e la sicurezza delle prestazioni attraverso la riduzione delle pratiche (esami diagnostici e trattamenti) che non apportano benefici significativi ai pazienti e al contempo di garantire un uso più appropriato dei servizi e un miglioramento della qualità erogata.

“Nel corso dell’anno 2016 – spiega il commissario Franco Ripa in una nota – abbiamo disegnato il Sistema Gestione Qualità aziendale ed individuato una serie di progetti che la letteratura gestionale individua come performanti. Abbiamo quindi assegnato una serie di obiettivi, tra cui quello di individuare in ogni Struttura sanitaria dell’Azienda, in ambito clinico ed assistenziale, le pratiche a maggiore rischio d’inappropriatezza. Le pratiche sono state sviluppate a partire alle evidenze scientifiche ed è stata compilata la scheda di riferimento, che riporta la raccomandazione di buona prassi operativa ed una serie di specifiche tecniche a supporto”.

In seguito uno specifico gruppo di lavoro ha definito i criteri di analisi delle pratiche e valutato le schede inviate dalle strutture. La pratica presa in esame in particolare per essere compiutamente certificata doveva essere attinente a comportamenti/procedure cliniche ed assistenziali o alla modalità di gestione del paziente; l’ambito di applicazione doveva riguardare l’aspetto clinico, procedurale o organizzativo e doveva essere indicata la frequenza di applicazione della pratica in modo da potere costruire indicatori di processo per il monitoraggio continuo delle attività.

Nella prima fase sono state identificate dalle diverse Strutture aziendali oltre 80 pratiche in ambito diagnostico, clinico ed assistenziale, che rientrano tra i criteri definiti. Il progetto proseguirà nel corso dell’anno 2017 con la formazione del personale e l'implementazione nel contesto organizzativo delle buone pratiche di riferimento, anche in collaborazione con le associazioni dei cittadini.

08 Febbraio 2017

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