Arezzo, cambia il modo di prendersi cura del neonato prematuro

Arezzo, cambia il modo di prendersi cura del neonato prematuro

Arezzo, cambia il modo di prendersi cura del neonato prematuro
Si terrà sabato prossimo all’auditorium Pieraccini del San Donato il convegno “Squadra di esperti per la cura del neonato prematuro in Area Vasta Toscana sud est”, organizzato in occasione della Giornata mondiale del prematuro durante il quale verrà presentato in anteprima uno dei primi progetti regionali di integrazione di area vasta tra l'azienda Usl e l'Ospedaliera universitaria de Le Scotte. Magi: “Assistenza basata sulla relazione con il neonato e la sua famiglia”.

“Squadra di esperti per la cura del neonato prematuro in Area Vasta Toscana sud est”. E’ il titolo del convegno aziendale organizzato dalla Terapia Intensiva Neonatale di Arezzo in occasione della “Giornata mondiale del prematuro”, che si terrà sabato prossimo all’auditorium Pieraccini del San Donato dalle 8:45. A darne notizia, una nota dell'Azienda Usl Toscana sud est.
 
Nel corso del convegno verrà presentato in anteprima uno dei primi progetti regionali di integrazione di area vasta tra l'azienda Usl e l'Ospedaliera universitaria de Le Scotte.
 
“Il neonato prematuro o post critico – dichiara Flavio Civitelli, direttore del Dipartimento materno infantile Asl Toscana sud est – potrà contare su una rete che coinvolge neonatologi esperti di tutte le strutture coordinate dal centro di terzo livello di Siena. Controlli di alta specialità clinici, cardiologici, ecografici e di diagnostica per immagini saranno programmati e eseguiti in rete nelle sedi più idonee limitando al minimo gli spostamenti delle famiglie con la garanzia della migliore qualità possibile con la condivisione multidisciplinare del caso. Una collaborazione che attua lo spirito dell'area vasta e delle reti cliniche. La più importante novità organizzativa della sanità che pone la Toscana all'avanguardia nei processi di innovazione in sanità.”
 
"Il neonato prematuro – spiega la nota – è costretto ad affrontare l'ambiente extrauterino in un momento in cui il suo sistema nervoso centrale si sta sviluppando molto velocemente e le cui strutture non sono sufficientemente mature per affrontare le stimolazioni della terapia intensiva neonatale".
 
“Oggi – spiega Letizia Magi, direttore Tin Arezzo – le cure neonatali sono molto attente ai piccoli dettagli: il controllo del dolore, la protezione dalla luce e dai rumori, la presenza della famiglia e la cura posturale effettuata anche con il metodo marsupio. Tutto questo aiuta a ridurre al minimo lo stress al neonato durante il periodo di degenza e favorisce il suo sviluppo neuromotorio”.
 
Prima di tutto osservare il comportamento del neonato per mettere a punto programmi individualizzati di cure che tengano conto delle sue caratteristiche. Programmi rispettosi ed adatti ai bisogni sia del neonato che della sua famiglia.
 
“L'adozione di questo metodo chiamato NIDCAP – continua Magi – comporta necessariamente una rivoluzione del nostro lavoro: l'assistenza basata sull'esecuzione di compiti dovrebbe trasformarsi in assistenza centrata sulla relazione e sulla comunicazione con il neonato e la sua famiglia. Dal curare al prendersi cura”.
 
Un convegno che affianca alle relazioni scientifiche sulle cure mediche anche riflessioni su come implementare la centralità della famiglia nel difficile processo di cura, partendo dal periodo della gravidanza, quando a una famiglia si prospetta la nascita di un bambino prematuro con tutte le sue conseguenze. La prossima tappa sarà offrire un counseling alla famiglia per il corretto accompagnamento a questo evento emotivamente difficile.
 
Importante la formazione degli operatori nella comunicazione e nell'assistenza: i primi atti assistenziali al momento della nascita ovvero la "Golden Hour" condizioneranno in gran parte la sua evoluzione successiva.


 

“Nella nostra Area Vasta, l'assistenza neonatale – spiega Magi – è realizzata grazie ad un lavoro di rete tra gli ospedali provinciali e il terzo livello assistenziale di cura, presso l'Azienda ospedaliera senese. Un neonato con prematurità elevata, sotto le 29 settimane di età gestazionale, è assistito nel terzo livello. Quando è possibile, accompagniamo la mamma con il bambino ancora in grembo presso la struttura più indicata (trasporto in utero). Superata la fase più critica dopo la nascita, viene programmato il rientro verso casa (back transport). Un team composto da neonatologo e infermiere specializzato accompagnano il neonato, con ambulanza dedicata, nell'ospedale vicino al luogo di domicilio della famiglia, così da permettere ai familiari di stare il più vicino possibile al bambino”.


 

"Dopo la dimissione dal reparto – conclude la nota -, continua un programma di controlli successivi e follow-up che comprendono lo sviluppo neurocognitivo, la crescita strutturale, le vaccinazioni, fino all'inserimento scolastico. Il processo di follow-up vede l'integrazione degli specialisti ospedalieri con il pediatra di libera scelta in un colloquio continuo.


 

Sempre sabato, dalle 16:30 all’auditorium Pieraccini del San Donato, verrà presentata alla cittadinanza l’attività del reparto di Neonatologia e Terapia intensiva neonatale attraverso i racconti delle mamme (vedi il programma). Si esibirà il coro propedeutico e voci bianche dell’associazione Voceincanto, infine verrà presentato il progetto di Musicoterapia.


 

Per ricordare la Giornata della prematurità, in serata l’ospedale San Donato verrà illuminato di viola.

 

15 Novembre 2018

© Riproduzione riservata

Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente
Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente

Novant'anni dalla fondazione e trent'anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS): nel 2026 lo Spallanzani celebra due ricorrenze che rappresentano l'occasione per riflettere sul...

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni
Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni

Con 1.224 Case di comunità attive al 30 giugno 2026, 186 in più rispetto al target minimo di 1.038 fissato dal Pnrr, la nuova assistenza territoriale entra nella fase decisiva:...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...