Asl Cn1. Avanzo di gestione di 3 milioni

Asl Cn1. Avanzo di gestione di 3 milioni

Asl Cn1. Avanzo di gestione di 3 milioni
Consentiranno di portare gli investimenti per il 2017 a 8 milioni. Aumentata tutta l’attività ospedaliera e territoriale, ridotta la mobilità passiva. “All’avanzo digestione ha contribuito in parte la riduzione della spesa farmaceutica netta pro-capite (112,1 rispetto a 116,4 del 2015), dovuta soprattutto alla maggiore appropriatezza delle prescrizioni”, spiega la Asl.

“La nostra è un’azienda sana, sostenibile anche così com’è. Ci sono ancora margini di miglioramento soprattutto perché i Cuneese è sotto finanziato rispetto alla media regionale, ma stiamo recuperando”. Lo afferma il direttore generale dell’Asl CN1 Francesco Magni in una nota che fa il punto sulla conferenza stampa in cui sono stati illustrati, nella sala Einaudi della Provincia di Cuneo, insieme al direttore amministrativo Angelo Pescarmona al direttore sanitario Gloria Chiozza e al coordinatore delle attività territoriali Enrico Ferreri, i dati del rendiconto di gestione per l’anno 2016, contenuti nella relazione sulla Performance.

Il 2016 si chiude con un avanzo di gestione di 3 milioni, con una riduzione dei costi, accompagnata  da un incremento dei servizi, segno di una gestione più efficiente, se consideriamo, ad esempio, che è aumentata l’attività di ricovero dell’1,9% (27.154 ricoveri totali rispetto ai 26.80 del 2015), così come è aumentata la mobilità attiva – segno che i cittadini residenti nel territorio di riferimento dell’Asl vi trovano sempre più risposte di qualità alla loro domanda di salute – e si è invece ridotta quella passiva (cioè il ricovero fuori Asl). L’Asl CN1 è diventata dunque più attrattiva verso l’esterno e nei confronti dei residenti.

“All’avanzo digestione – spiega la Asl –  ha contribuito in parte la riduzione della spesa farmaceutica netta pro-capite (112,1 rispetto a 116,4 del 2015), dovuta soprattutto alla maggiore appropriatezza delle prescrizioni”.
 
I tre milioni di avanzo di gestione, evidenzia la Asl, consentiranno di portare gli investimenti per il 2017 a 8 milioni.

Buona la risposta delle attività sul territorio con un aumento dei ricoveri nella continuità assistenziale a valenza sanitaria (cure intermedie), “utili per detendere molte situazioni di dimissione difficile, che contano 3 mila ricoveri e 10 mila giornate di degenza in più e rispetto al 2015 con un tasso di occupazione del 78,9% e dell’ADI (attività domiciliare integrata)”.

Tra gli altri dati di attività illustrati, si sono quelli riguardanti l’emergenza territoriale. “È partito a Saluzzo il 112 (numero unico per l’emergenza attivo per tutta la Regione con l’eccezione dell’area metropolitana di Torino) con 32 nuovi operatori; sono state attivate, in accordo con i sindaci, 12 nuove postazioni di atterraggio predisposte per il volo notturno”. Ampio spazio all’attività su territorio con il progetto consenso (infermiere di comunità nelle valli Grana e Maira), gli ambulatori della cronicità nel Saluzzese, incrementata l’attività di cure palliative domiciliari, i punti prelievo in alcune case di riposo. E poi l’attività ospedaliera, soprattutto su Saluzzo con un ambulatorio di cure palliative, l’assunzione di due medici per la struttura di Oncologia, di un radiologo con un notevole incremento delle prestazioni (+20%); l’affiancamento, all’attività ambulatoriale di Urologia, di quella di sala operatoria e l’apertura di un ambulatorio di Cardiologia. Da ricordare anche i 4 posti letto di cure palliative precoci su Ceva.

Importante il governo delle liste d’attesa, soprattutto nelle specialità dove maggiori sono le criticità, affrontato aumentando l’offerta e migliorando l’appropriatezza. “La Regione ha focalizzato l’attenzione sulla tematica, è un problema da affrontare a livello di Area Piemonte Sud-Ovest. La strada non è semplice e i tempi non immediati, anche se alcuni obiettivi possono essere raggiunti nel breve. Nel medio termine si può ottenere un miglioramento più marcato, affrontando la revisione del percorso anche dal punto di vista organizzativo”, ha detto il direttore sanitario Gloria Chiozza.

16 Giugno 2017

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