Assistenza sanitaria ai neo comunitari. Gallera: “Serve un impegno da parte del Governo”

Assistenza sanitaria ai neo comunitari. Gallera: “Serve un impegno da parte del Governo”

Assistenza sanitaria ai neo comunitari. Gallera: “Serve un impegno da parte del Governo”
L’assessore spiega che sulla base degli esiti del monitoraggio in corso, in particolare sull’entità dei costi, sarà valutata la possibilità di attivare il Codice Eni(Europeo non iscritto). “Ma serve un impegno da parte del Governo perché Regione Lombardia, seppur virtuosa, non può continuare a farsi carico dei problemi di tutti”. I risultati del monitoraggio sono attesi per la fine di gennaio.

“Entro la fine del mese di gennaio avremo il risultato del monitoraggio che stiamo compiendo in relazione all'applicazione sul territorio della Circolare n.4/SAN 2008 del 27 marzo 2008, con la quale offriamo a pagamento ai cittadini comunitari presenti in Lombardia, e privi di copertura sanitaria, alcune prestazioni sanitarie. In base agli esiti e valutata la consistenza del fenomeno, soprattutto dal punto di vista economico, verificheremo se è possibile o meno attivare il Codice Eni(Europeo non iscritto). E' chiaro però che serve un impegno da parte del Governo perché Regione Lombardia, seppur virtuosa, non può continuare a farsi carico dei problemi di tutti”. Lo ha detto l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, nel corso del suo intervento in Consiglio regionale rispondendo a un'interrogazione in merito all'erogazione del codice ENI per i cittadini comunitari non iscritti e non iscrivibili al SSN.

Il codice Eni, spiega la Regione, “è una misura riservata a quei cittadini comunitari (ad esempio rumeni e bulgari) che sono presenti sul territorio nazionale ma privi di copertura sanitaria, in quanto non risultano assistiti dagli Stati di provenienza e non hanno i requisiti per l'iscrizione al SSN, che se applicato imporrebbe a Regione Lombardia di farsi carico dei costi per le prestazioni sanitarie fornite. Essendo cittadini comunitari questi soggetti, infatti, non hanno più diritto ad essere assistiti con l'erogazione del codice STP (Stranieri Temporaneamente presenti) la cui prestazione sanitaria urgente o comunque necessaria viene addebitata al Ministero dell'Interno”.

“La Regione Lombardia non ha previsto l'erogazione del codice ENI – ha sottolineato l’assessore – ma, già prima dell'Accordo Stato-Regioni del dicembre 2012, con la Circolare n.4/SAN 2008 del 27 marzo 2008, ha previsto che i cittadini comunitari presenti sul territorio nazionale e privi di copertura sanitaria, abbiano diritto alle prestazioni indicate dall'art. 35 del Testo Unico sull'Immigrazione, tra le quali le prestazioni relative alla tutela della salute dei minori, alla tutela della maternità, all'interruzione volontaria di gravidanza, alle campagne di vaccinazione e agli interventi di profilassi internazionale”.

“La Circolare – ha continuato – prevedeva che per le prestazioni erogate ai cittadini comunitari privi di copertura sanitaria deve essere tenuta una contabilità separata e si debba indicare la sigla CSCS (Comunitario Senza Copertura Sanitaria). Questa contabilità separata era stata richiesta dal Ministero della Salute per poter poi arrivare a delle transazioni economiche con i paesi di origine, transazioni che non hanno avuto effetto e quindi il Ministero non ne ha più richiesto ricognizione. Quindi, in base ai contenuti della circolare 4/SAN 2008, le prestazioni devono essere garantite, ma nel contempo chi usufruisce della prestazione non è esentato dal pagamento. Per comprendere se Regione può migliorare l'accesso alle cure mediche ai cittadini neo comunitari – ha quindi ribadito Gallera dobbiamo quindi comprendere se siamo in grado di potervi far fronte da soli o se è assolutamente necessario un sostegno del Governo”.

11 Gennaio 2017

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