Assistenza sanitaria convenzionata. Caraccio (Anisap): “Siamo una risorsa per il Ssr, ma ci servono risorse in più”

Assistenza sanitaria convenzionata. Caraccio (Anisap): “Siamo una risorsa per il Ssr, ma ci servono risorse in più”

Assistenza sanitaria convenzionata. Caraccio (Anisap): “Siamo una risorsa per il Ssr, ma ci servono risorse in più”
Il Presidente regionale della Federazione nazionale delle associazioni regionali interregionali delle istituzioni sanitarie ambulatoriali private chiede che “venga riconosciuto il grosso contributo che Anisap dà al servizio sanitario regionale, valorizzandoci di più e destinandoci già nel prossimo triennio le risorse destinate fino al 2013 e pari a di 160 milioni di euro”.

Con la delibera 2166 del 2017, la Regione Veneto ha definito per l’assistenza sanitaria convenzionata, coordinata dalle nove Ulss venete e per il triennio 2018-2020, il budget di 109 milioni di euro. Rispettivamente i budget assegnati, cita la delibera, sono diretti ai singoli distretti di ciascuna Ulss per ogni erogatore privato accreditato, per l’assistenza ospedaliera e per l’assistenza ambulatoriale, in quanto si prevede che all’interno dell’intero sistema sanitario regionale ci siano delle prestazioni offerte anche da parte dei soggetti privati accreditati.
Cifre importanti che mettono in evidenza il ruolo di queste strutture.
 
“Le nostre attività danno un grosso contributo al sistema sanitario regionale – spiega Giuseppe Caraccio Presidente regionale Anisap (Federazione nazionale delle associazioni regionali interregionali delle istituzioni sanitarie ambulatoriali private) e di Gvdr (Gruppo veneto diagnostica e riabilitazione) – ed è arrivato il momento che la Regione Veneto riporti il budget, che fino al 2013 era di 160 milioni. Con un budget limitato risulta molto difficile programmare nei dodici mesi l’attività delle strutture convenzionate, se ci si aggiunge che con l’invecchiamento della popolazione la domanda di cura è aumentata, diventa ancora più difficile. Curiamo pazienti che per oltre il 50% hanno patologie ortopediche legate all’artrosi o alla riabilitazione – continua Caraccio – come ad esempio dopo un innesto di una protesi, e poi abbiamo la parte restante di pazienti affetti da problemi derivanti da malattie degenerative come l’Alzheimer, il Parkinson, Ictus che causano spesso paresi celebrali, sclerosi multipla ecc”.
 
In questi anni, tutte le azioni introdotte per il privato convenzionato hanno avuto come fine quello di cercare di fare rispettare le liste d’attesa che, nella Regione del Veneto, fra pubblico e privato convenzionato (tutti insieme), sono rispettate al 95%. In questi ultimi mesi però, data l’aumento della mole di prestazioni da parte del privato convenzionato, ha raggiunto dei costi tali per cui non riesce più ad erogare determinate prestazioni a causa dell’esaurimento del budget.
 
“Dobbiamo dire che rispetto al passato, le strutture sanitarie accreditate erano concentrate nelle grandi città, come ad esempio nei poli universitari – prosegue – negli ultimi anni la Regione ha avuto una programmazione più capillare del convenzionato, dandoci la possibilità di aprire ambulatori anche nelle periferie. Questo aumento di prestazioni, tuttavia, comporta un aumento di risorse che la Regione avrebbe dovuto, e dovrebbe, considerare. Con la delibera 1923 del 2015, gli accordi contrattuali tra Ulss ed erogatori privati accreditati devono prevedere, per tutte le branche, una calendarizzazione delle prestazioni a budget articolata in dodicesimi nell’anno solare. Il problema sorge negli ambulatori, dove diventa sempre più difficile programmare le prestazioni e quindi spalmare il budget sempre più esiguo nei dodici mesi. Nel settore dei laboratori è pressoché impossibile programmare le analisi, perché è altrettanto impossibile stabilire quante persone possono accedere ogni giorno. Ergo, se quel giorno sono finiti il numero di accessi in convenzione il paziente dovrà tornare il giorno dopo. Su un Bilancio di 9 miliardi che la Regione spende in Sanità, al convenzionato vengono attualmente destinati circa 110 milioni, oltre che qualche altra briciola di extra budget. A nome dell’Anisap – conclude il Presidente – chiedo che ci venga riconosciuto il grosso contributo che diamo al servizio sanitario regionale, valorizzandoci di più e destinandoci già nel prossimo triennio le risorse che ci venivano destinate fino al 2013”.
 
Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

18 Novembre 2019

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