Atto aziendale ASU GI. Per gli Ordini Tsrm-Pstrp “una delusione”

Atto aziendale ASU GI. Per gli Ordini Tsrm-Pstrp “una delusione”

Atto aziendale ASU GI. Per gli Ordini Tsrm-Pstrp “una delusione”
I sindacati contestano l’articolo 33 della proposta di Atto che, nell'ambito dell'organizzazione delle professioni sanitarie e di assistente sociale, “non prevede i servizi professionali di area, indicati nella normativa nazionale e regionale - infermieristica e ostetrica, tecnico sanitaria, della riabilitazione, prevenzione -  ma un solo servizio e anche in forma generica”. Agostini: “Dopo due anni di emergenza non ci aspettavamo un trattamento del genere”. LA PROPOSTA DI ATTO

In previsione dell’emanazione degli atti aziendali, previsto nell'art. 3 del Dlgs 502/92 che ha dato avvio al riordino in materia sanitaria, l’Ordine TSRM-PSTRP del FVG ha rappresentato a tutti i livelli istituzionali della sanità regionale la necessità di prevedere, in ogni Azienda sanitaria, modelli di organizzazione professionale a maggiore e diffusa responsabilizzazione delle professioni sanitarie. Un lavoro di mesi, spiega la presidente degli Ordini TSRM-PSTRP del FVG, Susanna Agostini, fatto di interlocuzioni ed incontri con più organi, compresi gli Ordini degli infermieri e delle ostetriche, nella speranza di trovarsi già nel primo atto aziendale di proposta un riconoscimento delle professioni sanitarie. Una speranza che, tuttavia, ha trovato una risposta “deludente” per i TSRM-PSTRP del Friuli Venezia Giulia.

“Deluso perché l’atto aziendale dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (ASU GI) – spiega la Presidente dell’Ordine TSRM-PSTRP delle Province di Gorizia, Pordenone, Trieste, Udine –, al punto 33 delle “Professioni sanitarie e di assistente sociale”, non prevede i servizi professionali di area, indicati nella normativa nazionale e regionale, che altro non sono i servizi infermieristica e ostetrica, tecnico sanitaria, della riabilitazione, prevenzione, ma un solo servizio e anche in forma generica”.
 
“La definizione degli atti aziendali si pone come momento fondamentale per la concreta attuazione delle leggi di riordino della sanità regionale. Alla lettura della proposta del Direttore Generale di ASUGI – spiega la presidente – si rileva che, per quanto riguarda alcune professioni sanitarie, c’è stato un disconoscimento che dopo due anni di emergenza, non ci aspettavamo un trattamento del genere, viste le provate capacità organizzative e le competenze nella gestione delle attività dimostrate dai professionisti delle aree tecnico sanitaria, della riabilitazione e della prevenzione al pari di altri professionisti sanitari”.

Considerato che, come ricorda la presidente Susanna Agostini, al servizio sanitario regionale non contribuiscono soltanto medici ed infermieri, la proposta di ASUGI andrebbe rivista per due motivi fondamentali. “Il primo perché la mission di ASUGI, che nasce il 1 gennaio 2020 dalla applicazione della LR 27/2018,  rimane quella di migliorare l’offerta sanitaria e le professioni di area tecnica sanitaria, della riabilitazione e della prevenzione – dice Agostini –  ne sono parte integrante; il secondo motivo è che per rispondere al meglio alle fasi di progettazione e attuazione delle risposte complesse ai bisogni di salute attuali ed emergenti, sono necessarie forme di ampia e diretta partecipazione di tutte le professioni sanitarie. L’istituzione dei servizi delle professioni sanitarie distinti in relazione alle aree è, a parere dell’Ordine, l’unica strada da percorrere per offrire sufficienti garanzie al sistema salute. Il modello proposto, se confermato, cristallizzerebbe invece un’organizzazione incentrata su un servizio unico delle professioni sanitarie, chiaramente inadeguato per la reale gestione della complessità di funzioni afferenti ad aree diverse, oltre che essere chiaramente contra legem”.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

20 Dicembre 2021

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