Ausili protesici e tecnici. In Commissione sanità approvate norme sul riutilizzo

Ausili protesici e tecnici. In Commissione sanità approvate norme sul riutilizzo

Ausili protesici e tecnici. In Commissione sanità approvate norme sul riutilizzo
Le Asl potranno riutilizzare determinati ausili protesici dopo aver provveduto alla loro manutenzione e sanificazione. Secondo le stime, una volta a regime il riutilizzo dei dispositivi potrebbe portare ad un abbattimento del 50% dei 34 milioni di euro spesi nel 2015 per assicurare ai pazienti l’utilizzo dei dispositivi richiesti.

La commissione sanità del Consiglio regionale della Puglia, presieduta da Pino Romano, ha approvato a maggioranza una proposta di legge a firma Giuseppe Turco, Alfonsino Pisicchio e Paolo Pellegrino, componenti del gruppo consiliare “La Puglia con Emiliano”, di modifica della legge contenente norme in materia di sanità e servizi sociali (la nr. 4 del 2010).

I proponenti hanno inovato l’articolo in materia di protesi, ortesi e ausili tecnici (il nr. 32), concedendo alle Asl la possibilità di riutilizzare determinati ausili protesici dopo aver provveduto alla loro manutenzione e sanificazione.
 
Disciplinate, contestualmente, anche le procedure di cessione e comodato d’uso degli stessi. “La modifica – spiega la commissione in una nota – prevede che sia la giunta regionale a farsi carico di disciplinare la cessione in comodato d’uso di seggioloni, carrozzine, letti, materassi antidecubito, sollevatori, dispositivi acustici e di comunicazione, tutti quelli compresi negli elenchi 2 e 3 allegati al nomenclatore tariffario delle Asl, prevedendo che gli stessi , al termine dell’utilizzo, rientrino nella disponibilità delle ASL che al fine di conseguire economie di gestione, dispongono il servizio di ritiro e consegna a domicilio, stoccaggio temporaneo, manutenzione e sanificazione, al fine di conseguire notevoli economie di gestione, garantendo egualmente elevati standards ed immutati livelli di prestazioni”.

Secondo le stime, a regime il riutilizzo dei dispositivi potrebbe portare ad un abbattimento del 50% dei 34 milioni di euro spesi nel 2015 per assicurare ai pazienti l’utilizzo dei dispositivi richiesti.

30 Marzo 2017

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