Autonomia differenziata, allarme della Fondazione Gimbe. Lai (PD): “Sui Lea la Sardegna retrocede”  

Autonomia differenziata, allarme della Fondazione Gimbe. Lai (PD): “Sui Lea la Sardegna retrocede”  

Autonomia differenziata, allarme della Fondazione Gimbe. Lai (PD): “Sui Lea la Sardegna retrocede”  
Un Report della Fondazione valuta l‘impatto della riforma alla luce delle criticità già esistenti. Per la Sardegna emerge, inoltre, il forte ricorso a strutture sanitarie fuori dall’isola, con un saldo sulla mobilità 2021 (riparto 2023) pari a -64,7mln di euro. Il senatore Lai (PD): “Compito della nuova Giunta sarà far risalire la qualità dei servizi sanitari pubblici e portarli all’altezza di quanto i sardi pagano con i loro tributi, che non sono inferiori al resto d’Italia”. IL REPORT

L’attuazione dell’autonomia differenziata prevista dal DdL Calderoli, il cui testo è ora al vaglio della Camera dei deputati, rischia di accentuare la grave crisi già in essere della sostenibilità del SSR della Sardegna, oltre che di quella del SSN. Lo si apprende dal report osservatorio GIMBE 2/2024 su ‘l’autonomia differenziata in sanità’, che esamina le criticità del testo del DdL Calderoni e analizza il potenziale impatto sul SSN delle maggiori autonomie richieste dalle Regioni in materia di tutela della salute.

Per citare alcuni dati riguardanti, nello specifico, il caso dell’isola. Partendo dall’analisi dei monitoraggi annuali del Ministero della Salute per il periodo 2010 il 2019 sugli adempimenti dei livelli essenziali di assistenza (Lea) regionali, ossia di quelle prestazioni e servizi che il SSN è tenuto a fornire a tutti i cittadini gratuitamente o dietro pagamento di un ticket, dal report Gimbe emerge che nel suddetto decennio la percentuale di adempimento cumulativa in Sardegna è del 56,3%, la più bassa tra le % calcolate in tutte le altre regioni italiane (pag. 15 del report).

Negli anni successivi, dal monitoraggio degli adempimenti sul mantenimento dell’erogazione dei LEA regionali valutati con il Nuovo sistema di garanzia, si evince che alla Sardegna viene assegnato per il 2020 un punteggio pari a 179, classificando l’isola al 15° posto sugli adempimenti dei Lea rispetto alle altre regioni italiane, e per il 2021 un punteggio di 169,7, posizionandola al 19° e terzultimo posto (pag. 16 e 17 del report).

Per quanto riguarda l’analisi della mobilità sanitaria che prende in considerazione il periodo 2010-2021, ossia del ricorso dei pazienti a rivolgersi a strutture sanitarie fuori dall’isola, si rileva che la Sardegna in 12 anni ha accumulato un saldo negativo che ammonta quasi al miliardo di euro. Il saldo sulla mobilità interregionale 2021 (riparto 2023) è nel dettaglio di -64,7 milioni di euro (pag. 19 e 20 del report).

“Il rapporto Gimbe – commenta a Quotidiano Sanità il senatore Silvio Lai (PD) – rileva con chiarezza che sulla sanità quarant’anni di autonomia differenziata regionale non hanno colmato le differenze tra regioni ma le hanno acuite. Le differenze tra nord e sud con il progetto Calderoli-Salvini possono solo aumentare e, per far riferimento ai dati della Sardegna, si tratta in parte di una triste conferma dell’arretramento delle performance già evidenti nei dati del Ministero dell’economia pubblicato solo qualche mese fa”.

“In questi anni in Sardegna, nel territorio e negli ospedali, non sono stati garantiti i Lea della prevenzione e questo sulle patologie più ordinarie quanto su quelle più gravi. Il compito della nuova Giunta regionale non sarà agevole, bensì dovrà affrontare la riorganizzazione della medicina territoriale riformando la continuità assistenziale e coinvolgendo i medici di medicina generale. Dovrà poi affrontare il tema della formazione in sanità per studenti e specializzati per trattenere medici nell’isola. Dovrà eliminare gli squilibri territoriali, recuperare le tante risorse necessarie per infrastrutture su territorio e ospedali dopo il definanziamento del PNRR e affrontare con visione sistemica la crescente problematica della non autosufficienza. In poche parole occorre far risalire la qualità dei servizi sanitari pubblici e portarli all’altezza di quanto i sardi pagano con i loro tributi che non sono inferiori al resto d’Italia” – conclude Lai.

Elisabetta Caredda

Elisabetta Caredda

26 Marzo 2024

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