Berardi (Cisl Fp): “Perché i Pronto Soccorso sono andati in tilt per l’influenza? Occorrerebbe l’infermiere di famigia”

Berardi (Cisl Fp): “Perché i Pronto Soccorso sono andati in tilt per l’influenza? Occorrerebbe l’infermiere di famigia”

Berardi (Cisl Fp): “Perché i Pronto Soccorso sono andati in tilt per l’influenza? Occorrerebbe l’infermiere di famigia”
"E’ bastata un’influenza - afferma Franco Berardi, Segretario Generale Cisl Fp Lombardia - per mandare in affanno l’intero sistema dei Pronto Soccorso lombardi. Avessero istituito con la riforma la nuova figura sanitaria dell’infermiere di famiglia la situazione di criticità territoriale che si è registrata avrebbe sicuramente avuto una migliore risposta"

"E’ bastata un’influenza – afferma Franco Berardi, Segretario Generale Cisl Fp Lombardia – per mandare in affanno l’intero sistema dei Pronto Soccorso lombardi. Che basti a riaprire la discussione sul riordino del sistema socio sanitario regionale è più difficile, anche se sarebbe oltremodo auspicabile. La virulenza  della sindrome influenzale di fine/inizio anno non basta a spiegare la trasformazione di un attacco febbrile in una prestazione d’urgenza. Purtroppo la continuità nella presa in carico della persona rimane un obiettivo lontano della riforma ed è evidente la distonia dei medici di medicina generale (ma anche dei pediatri di libera scelta) con una nuova organizzazione dei servizi che dovrebbe vederli in rapporto con le Ats e collaborativi con le Asst. Avessero istituito con la riforma la nuova figura sanitaria dell’infermiere di famiglia (come in tanti avevamo sollecitato) la situazione di criticità territoriale che si è registrata avrebbe sicuramente avuto una migliore risposta, consentendo di curare le persone al proprio domicilio ed evitando di intasare gli ospedali".

"E’ passato un anno e mezzo dall’approvazione della riforma voluta dalla Giunta Maroni – prosegue Berardi – , le nuove aziende e le nuove agenzie hanno approvato i loro piani strategici ed è stata attivata l’Agenzia di controllo (facendo ricorso al personale, già carente, di Asst e Ats), ma l’annunciata rivoluzione rischia di fermarsi alla terminologia. Qualcuno ci accusa di non saper cogliere e apprezzare le novità della riforma. Forse perché la preoccupazione incombente è un’altra: si sta infatti mettendo sotto stress un buon sistema sanitario nella gestione del problema acuto, che seppur nelle difficoltà e grazie a tante differenti professionalità, continua a funzionare e riesce ancora a dare risposte di qualità".

"E’ l’insieme del sistema sanitario – continua il sindacalista – che va riorientato. Lo sforzo per l’individuazione delle patologie più remunerative (per trarne il massimo profitto), deve lasciare il campo ad un obiettivo molto più ambizioso: il mantenimento in salute della popolazione con una riduzione significativa dei costi del sistema complessivo. Per farlo devono però funzionare meglio gli interventi di prevenzione primaria e ancor di più la prevenzione secondaria, la diagnosi precoce: se alla richiesta, a dicembre 2016, di una visita reumatologica la prima data utile che viene proposta al cittadino lombardo è marzo 2018, forse il problema delle liste d’attesa deve essere affrontato più seriamente."

"La sanità lombarda ha bisogno di un cambio di approccio – spiega il Segretario Generale Cisl Fp Lombardia — e le professioni sanitarie che noi rappresentiamo sono pronte a realizzarlo intercettando nuovi bisogni dei pazienti, come nel caso della nuova figura dell’ estetista oncologica, che si occupa della paziente in una fase molto delicata ed importante del pieno recupero psico fisico.Tra le molte figure da valorizzare all’interno dello sviluppo del Sistema Socio-Sanitario, riteniamo importante quella dell’ Assistente Sociale come perno per l’integrazione della rete Ospedale – Territorio".

"Aspettiamo – conclude Berardi – di capire se saremo coinvolti nella individuazione e progettazione delle nuove risposte territoriali (attraverso i Pot e Prest) o se la politica utilizzerà i soliti criteri a volte poco trasparenti. Noi ci siamo e siamo pronti a collaborare per continuare a mantenere la risposta socio sanitaria lombarda a quel livello di eccellenza che negli anni ha saputo raggiungere. Quel che resta da appurare è il tipo di investimento che la Regione è disposta fare per dare adeguate risposte ai cittadini".


 


Lorenzo Proia

10 Gennaio 2017

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