Biella. Anaao: “Non serve un primario universitario per risolvere carenza medici”

Biella. Anaao: “Non serve un primario universitario per risolvere carenza medici”

Biella. Anaao: “Non serve un primario universitario per risolvere carenza medici”
Le parole della Asl di Biella sui benefici che deriverebbero dal passaggio di 4 reparti dalla direzione ospedaliera alla direzione universitaria non convincono il sindacato. Che smonta le motivazioni della Asl ed evidenzia come affermare che l'arrivo di direttori "universitari” serva a potenziare lo sfruttamento della dotazione tecnologica sia una affermazione “falsa” e “lesiva della dignità professionale dei medici ospedalieri”. Smentito anche qualsiasi coinvolgimento del sindacato nella discussione dell’accordo.

Le parole con cui la Asl di Biella ha cercato di difendere l’accordo con l’Università di Torino per il passaggio di 4 reparti dalla direzione ospedaliera alla direzione universitaria non sono non hanno convinto l’Anaao Assomed, ma potrebbero addirittura aumentato la tensione tra azienda e sindacato.

“Non è necessario avere un ‘primario universitario’ per portare gli specializzandi nel nostro nosocomio. Sarebbe sufficiente stipulare una semplice convenzione con l'Università, come del resto è già stato fatto in passato in diversi reparti del nostro ospedale”, è la riposta dell’Anaao alle dichiarazioni della Asl in merito all’opportunità offerta dall’Accordo per rispondere al problema della carenza di medici. Per l’Anaao, “altra strada per permettere agli specializzandi di operare presso i nosocomi del SSN (secondo noi la via maestra) compreso il nostro, è attuare il DL Calabria che prevede che gli specializzandi al IV e V anno possano partecipare ai concorsi pubblici. L'attuazione di questo Decreto Legge, di cui al momento mancano con colpevole latenza i decreti attuativi, permetterebbe agli specializzandi idonei di operare nel nostro ospedale con un inquadramento giuridico, giuslavoristico e di responsabilità ben definito e propedeutico alla assunzione a tempo indeterminato, in questo caso sì (ma solo in questo)  fidelizzando il medico alla azienda ed al territorio”.

“Il nostro ospedale – scrivono nella nota Chiara Rivetti, segretaria regionale Anaao Piemonte e Dario Amati Segretario Aziendale Anaao Asl BI  – ha una dotazione di professionisti tale da potere garantire la formazione dei medici in formazione. Anaao da molto tempo in tutte le sedi opportune (governo centrale, assessorato, commissione regionale, stampa) si batte affinché la rete formativa regionale venga ampliata, permettendo agli ospedali del SSN di potere formare i medici esattamente come nei reparti universitari”.

All’Anaao non sono piaciute inoltre le affermazioni in merito a come 'arrivo di direttori "universitari” possa ottimizzare la dotazione tecnologica, “alludendo – osserva l’Anaao – al fatto che i dipendente medici del Ssn non ne siano  capaci. Tale affermazione oltre che falsa, è lesiva della stessa dignità professionale dei medici ospedalieri che da tempo operano nella struttura mantenendo standard di eccellenza nonostante la gravissima carenza di organici, il pregresso piano di rientro regionale, il peggioramento delle condizioni di lavoro. Questi professionisti, non ritenuti nemmeno idonei a partecipare ad un concorso per primario (peraltro unica via ex lege per accedere al ruolo) hanno inoltre, come noto, generato un avanzo di bilancio non  trascurabile”, evidenziano Rivetti e Amato.

Per il sindacato, in definitiva, quanto dichiarato dalla Asl “non ha nulla a che vedere con la nomina, al di fuori della procedure concorsuali, di un primario che provenga dall’Università”.

“Va inoltre detto – osserva ancora il sindacato – che le fondazioni benefiche cittadine hanno investito nell'ospedale perché questo funzionasse come tale a beneficio dei cittadini biellesi, che come noto sono estremamente generosi nel fare beneficienza,  donando per esempio il 5 X 1000 alle fondazioni stesse. Troviamo quindi molto strano che l'unico modo di reinvestire i soldi dei biellesi in opere a favore della comunità locale, si traduca esclusivamente nel "finanziare" questa operazione di clinicizzazione. L’Anaao ricorda come il biellese, “secondo i dati ufficiali, è una provincia la cui popolazione è sempre più anziana, affetta da patologie croniche ed invalidanti: possibile che le fondazioni citate non trovino altri strumenti per aiutare dal punto di vista sanitario e assistenziale il territorio?”.

L’Anaao Pimoente smentisce, infine, l’idea che i medici dell’ospedale di Biella siano ostili nei confronti dei colleghi universitari o che possano temervi il confronto: “Nel nostro Ospedale si fa ricerca clinica avanzata, i medici dell’Asl BI sono presenti in moltissimi congressi nazionali ed internazionali, dove portano esempi di assistenza eccellente.  I medici del nostro nosocomio non temono certo confronti con i colleghi universitari, anzi probabilmente potrebbero concorrere essi stessi fare i professori se solo la norma lo consentisse”.

“Smentiamo infine che il sindacato Anaao sia mai stato coinvolto nella discussione dell’ accordo ASL-Regione-UniTO  o che lo abbia a su tempo validato”, concludono Rivetti e Amati.

28 Ottobre 2019

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