Bolzano. Eterologa, Comitato Etico: “Proporre alla coppia le alternative”

Bolzano. Eterologa, Comitato Etico: “Proporre alla coppia le alternative”

Bolzano. Eterologa, Comitato Etico: “Proporre alla coppia le alternative”
Il Comitato Etico provinciale ha emesso un parere sulla fecondazione artificiale eterologa: "Apre questioni varie a livello medico, giuridico ed etico". E avverte: "Non far nascere dalla soluzione di un problema più problemi di quanti ne risolve”. IL DOCUMENTO.

L'obiettivo è permettere alle coppie interessate alla fecndazione artificiale eterologa di “arrivare a una decisione autonoma, partendo fin dall'inizio dalla responsabilità verso il figlio desiderato e dal suo benessere”. Perché "la responsabilità a livello etico, non è da intendersi solamente come diritto all'autonomia morale, cioè all'autodeterminazione, ma va intesa come responsabilità relazionale che si allarga a coloro che sono coinvolti da una decisione individuale, personale. Il diritto all'autodeterminazione e all'autonomia morale non può legittimare qualunque diritto soggettivo". E' con queste parole che, attraverso una nota provinciale, il presidente del Comitato Etico della PA di Bolzano, Herbert Heidegger, annuncia la pubblicazione, da parte del Comitato, di un parere sulla fecondazione eterologa.
 
Per il Comitato, infatti, “l’inseminazione artificiale eterologa apre questioni varie a livello medico, giuridico ed etico" e "un principio etico – scrive il Comitato nelle conclusioni del parere – afferma che tramite la soluzione di un problema, in questo caso il desiderio di trovare aiuto tramite la fecondazione artificiale eterologa per la sterilità non voluta, non devono nascere più questioni ovvero problemi rispetto a quelli che si possono risolvere". Per questo, "dal punto di vista etico è necessario, durante la consulenza, ovvero prima dell’intervento medico, discutere anche le alternative all’inseminazione artificiale eterologa”.
 
Ma il parere del Comitato Etico non finisce qui. Per l'organo, infatti, va evidenziata “una considerazione critica, specialmente dal punto di vista dell’etica femminile rispetto alla medicina riproduttiva: la possibilità medica di un’inseminazione artificiale significa da una parte un’enorme crescita delle possibilità di azione, cosicché una coppia sterile non deve arrendersi semplicemente a questa situazione. D’altro canto può generare un notevole peso personale rispetto all’utilizzo di queste possibilità, sebbene molte donne vivano la procreazione medicalmente assistita come alienante e come un’intromissione notevole nella loro integrità psichica e fisica”.

"La presa di posizione del Comitato etico provinciale – ha spiegato Heidegger – è rivolta alle coppie interessate, ai consulenti, alla politica. Parallelamente anche al personale medico ed infermieristico, che si occupa direttamente dell'inseminazione eterologa. La nostra presa di posizione si occupa delle complesse questioni etiche legate a questa tematica". E la conclusione è che “anche se nella pratica clinica l'inseminazione artificiale è ormai consolidata, ci sono parecchie questioni che vanno discusse e approfondite”.

Il fine deve quindi essere quello di “far luce sulla complessità oggettiva ed etica di tale problematica”. Perché, si ricorda nella nota, “le coppie che intendono far ricorso alla fecondazione artificiale non hanno diritto solamente a consulenza ottimale e globale, ma si devono anche confrontare con i problemi che si presentano in questa situazione. Una consulenza e un supporto qualitativi garantiti devono prendere in considerazione diversi aspetti e perciò vanno prestati a livello interdisciplinare”.

26 Giugno 2015

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