Calabria. Decreto assunzioni, Scura contro tutti: esposto alla Procura per mancata pubblicazione

Calabria. Decreto assunzioni, Scura contro tutti: esposto alla Procura per mancata pubblicazione

Calabria. Decreto assunzioni, Scura contro tutti: esposto alla Procura per mancata pubblicazione
Il commissario punta il dito contro il suo vice, Andrea Urbani, che si è rifiutato di firmare il decreto “con motivazioni pretestuose”. Poi se la prende con i ministeri per avere dichiarato il decreto non valido senza la firma di Urbani. Infine l’affondo su Oliverio: “Avrebbe scritto a Lorenzin invocando lo sblocco del Dca 50, fermo da tre mesi. Bastava chiedesse al suo Dg Fatarella di pubblicarlo”.

Il Commissario ad acta della Calabria, Massimo Scura, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Catanzaro contro la mancata pubblicazione sul Burc del Dca 50 che prevede l’assunzione di 592 addetti nei vari profili per tutti gli ospedali calabresi, Dca adottato da Scura il 13 marzo 2017. Lo comunica lo stesso commissario in una nota ripresa dall’Ansa.

“Il Dca 50 – afferma Scura – seguiva il decreto 134 del 20 dicembre, sottoscritto anche dal sub commissario”, Andrea Urbani, “che, come detto nel testo, rappresentava un primo stralcio (di 544 addetti) del totale fabbisogno degli ospedali calabresi valutato, anche dal sub commissario, che ha sottoscritto con me il documento inoltrato ai Ministeri in 1.414 unita che poi siamo riusciti a ridurre, rinviando ad un successivo decreto, il 50 appunto, il saldo delle assunzioni. Il sub commissario ha ritenuto di non dover firmare il decreto 50 con motivazioni che io stesso ho ribattuto, una per una, definendole pretestuose”.

“Il dirigente generale Fatarella”, Riccardo Fatarella, “nominato dal sig. presidente Oliverio, ha ritenuto di avere il potere di non pubblicare il Dca 50. Io la penso diversamente e ho inoltrato, al riguardo, un esposto alla Procura della Repubblica”, prosegue Scura.

Il commissario ad acta se la prende anche con i Ministeri affiancanti il percorso di recupero della sanità calabrese, perché “hanno inoltrato al commissario un parere nel quale affermano che, mancando la firma del sub commissario, per prassi consolidata (con decine di eccezioni, tre delle quali riguardanti anche il sub commissario Urbani), il Dca 50 ‘non può essere ritenuta valida’ guardandosi bene dal citare la norma a sostegno di questo parere o la norma che io avrei violato nel sottoscrivere da solo il Dca 50 per un semplice motivo: entrambe le norme non esistono. Del resto se così fosse il sub commissario avrebbe potere di veto sull’azione del commissario: assurdo!”.

“Vista la situazione – prosegue Scura – io stesso ho avanzato formale richiesta di pubblicazione del Dca 50 al direttore responsabile del Burc il 18 maggio. Allo stesso direttore del Burc ho fatto pervenire, il 29 maggio, il parere scritto dell’Avvocatura distrettuale della Stato che conferma il potere del commissario a far pubblicare i propri atti. Un continuo scarica barile di responsabilità tra il direttore responsabile del Burc, i dirigenti del dipartimento Organizzazione e Personale della Regione e l’Avvocatura regionale, porta fino ad oggi, quando mi sono visto costretto a depositare un esposto alla Procura della Repubblica di Catanzaro per verificare se sussistano fatti penalmente rilevanti al riguardo (omissione di atti di ufficio?)”.

Scura punta infine il dito contro il presidente della Regione, Mario Oliverio: “Leggo dalla stampa che avrebbe scritto alla ministra Beatrice Lorenzin invocando lo sblocco del Dca 50, fermo da tre mesi. Saluto l’iniziativa del Presidente con grande piacere, ma penso che sarebbe bastato chiedesse al suo dirigente generale o al suo dipartimento di pubblicare il decreto il 13 marzo o nei giorni successivi. Avremmo tutti perso meno tempo e, soprattutto, i servizi sanitari non ne avrebbero sofferto, molti giovani avrebbero trovato lavoro e avremmo rispettato la Legge sull’orario di lavoro. Ma a volte pare che in Calabria le leggi siano un optional”.

12 Giugno 2017

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