Calabria: professionisti si ribellano e chiamano cittadini a raccolta per rilanciare la sanità

Calabria: professionisti si ribellano e chiamano cittadini a raccolta per rilanciare la sanità

Calabria: professionisti si ribellano e chiamano cittadini a raccolta per rilanciare la sanità
I medici calabresi ammettono che la situazione della sanità regionale è “drammatica” e si ribellano con una raccolta di firme rivolta ai cittadini e alle istituzioni perché “si mobilitino e si adoperino con proposte e provvedimenti al fine di ripristinare nella nostra Regione  una assistenza sanitaria degna di una società civile”.

Quella calabrese non è sanità degna di una società civile, ed è ora di dirlo a voce alta e ribellarsi. Ecco il messaggio lanciato da un gruppo di luminari calabresi che hanno dato vita a una raccolta firme per chiedere alle istituzioni uno sforzo concreto per il rilancio della sanità calabrese. Primo firmatario dell’appello Francesco Plastina, primario di cardiologia dell’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza, poi tanti altri professionisti ma anche politici (come l’ex presidente della Provincia Vincenzo Zicarelli,gli ex sindaco e Vicesindaco di Cosenza Pino Jacino e Luciano Sergio Crea) e cittadini.

Ecco il testo dell’appello:

I sottoscritti firmatari
CONSTATANDO
•    che la Calabria presenta il paradosso di risultare in Italia ai primi posto per l’entità della spesa e agli ultimi per la qualità e l’efficienza della assistenza sanitaria;
•    che esiste un eccesso di strutture sanitarie pubbliche e private dal peso economico insostenibile, a cui non corrisponde l’offerta di un adeguato livello di assistenza;
•    che manca un servizio di emergenza=urgenza su tutto il territorio regionale in grado di soccorrere tempestivamente chiunque, dovunque si trovi;
•    che è assente un servizio di assistenza domiciliare necessario soprattutto per i pazienti anziani e per i malati terminali, in grado di abbattere il fenomeno dei ricoveri impropri;
•    che la sfiducia dei cittadini nei confronti di gran parte delle strutture sanitarie li spinge ad emigrare in altre aree del paese spesso per patologie non rilevanti, aggravando ulteriormente la spesa  pubblica e quella dei cittadini stessi;
AVVERTENDO
La drammaticità della situazione e l’assenza di iniziative tempestive,credibili ed adeguate al superamento della grave crisi, determinata da responsabilità ben individuabili e mai sanzionate.
RIVOLGONO UN APPELLO
a tutti i calabresi ovunque residenti, alle Istituzioni, e a quanti hanno a cuore le sorti della sanità, perché si mobilitino e si adoperino con proposte e provvedimenti al fine di ripristinare nella nostra Regione  una assistenza sanitaria degna di una società civile.

 

23 Settembre 2010

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