Calabria. Scura si “autonomina” Dg dell’Asp di Reggio Calabria. Spostato ad altro incarico ex Dg

Calabria. Scura si “autonomina” Dg dell’Asp di Reggio Calabria. Spostato ad altro incarico ex Dg

Calabria. Scura si “autonomina” Dg dell’Asp di Reggio Calabria. Spostato ad altro incarico ex Dg
Il Commissario ad acta anticipa le mosse della giunta regionale rimuovendo il Dg Giacomino Brancati dal suo ruolo e spostandolo in cabina di regia. Tra le motivazioni che hanno portato a questa scelta: la mancata ratifica dei bilanci dal 2013 in poi e la consistente perdita degli esercizi 2016 e 2017, oltre agli accertamenti e le indagini in corso promosse dalla Prefettura ed al mancato raggiungimento di obiettivi di salute. IL TESTO DEL DECRETO

Il Commissario ad acta per la sanità regionale Massimo Scura ha firmato il decreto con cui assume per sei mesi la direzione dell’Asp di Reggio Calabria e, contestualmente, sospende le funzioni del direttore generale Giacomino Brancati. Una mossa che anticipa le scelte della giunta regionale che, proprio in questi giorni, avrebbe dovuto procedere con la nomina di un nuovo direttore generale dopo aver avviato l’iter per la revoca del mandato.

La decisione del commissario non sembra però essere una vera bocciatura per Brancati dal momento che a quest'ultimo vengono affidate le funzioni di “coordinatore delle attività sanitarie e socio-sanitarie territoriali” fino "alla durata massima del commissariamento ovvero alla naturale scadenza del rapporto con l’ente del servizio sanitario". Una soluzione più che vantaggiosa per l'ex Dg che fino a pochi giorni fa rischiava il defenestramento, mentre ora manterrà sia il suo stipendio che un ruolo all'interno della cabina di regia dell'Asp.
 
Le motivazioni che hanno portato a questa scelta vengono così spiegate nel testo del decreto del commissario ad acta n. 166 del 3 settembre 2018:
 
– mancata ratifica dei bilanci dal 2013 in poi;
 
– consistente perdita degli esercizi 2016 e 2017;
 
– ritardo nell'implementazione del nuovo sistema informativo contabile, per i quali l'Advisor ha comunicato di aver segnalato in passato i disallineamenti contabili, ma l'azienda non ha provveduto ad avviare le azioni necessarie;
 
– mancata distinzione dei costi in merito allo stato di rilevazione delle sottovoci relative ai prodotti farmaceutici con Aic e senza Aic;
 
– grave ritardo nelle attività di sottoscrizione dei contratti con gli erogatori privati accreditati;
 
– ritardo nei pagamenti effettuati al I trimestre 2018 per anno di emissione fattura, oltre i termini previsti dal Dpcm 22/09/2014;
 
– aumento dei debiti v/Istituto Tesoriere;
 
– ritardo nell'organizzazione del sistema trasfusionale;
 
– mancato raggiungimento degli obiettivi previsti dalla Tabella Co.An. 2017;
 
– mancata conclusione della procedura di regolarizzazione delle poste debitorie.
 
A pesare sulla decisione, inoltre, "gli accertamenti e le indagini promosse dalla Prefettura, su delega del Ministero dell'Interno, della magistratura penale e di quella contabile, attualmente in corso di svolgimento, nonché il mancato raggiungimento di obiettivi di salute e di funzionamento dei servizi definiti nel quadro della programmazione regionale, con particolare riferimento all'efficienza, all'efficacia, alla sicurezza, all'ottimizzazione dei servizi sanitari e al rispetto degli obiettivi economici-finanziari e di bilancio".
 
G.R.

06 Settembre 2018

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