Campania. Cgil: “La negazione del diritto alla salute è il paradigma di una sanità da cambiare”

Campania. Cgil: “La negazione del diritto alla salute è il paradigma di una sanità da cambiare”

Campania. Cgil: “La negazione del diritto alla salute è il paradigma di una sanità da cambiare”
Dopo 9 anni di Piano di Rientro i cittadini e i lavoratori della sanità sono sempre di più “ostaggio” della politica di razionamento delle risorse e di tagli indiscriminati che stanno pregiudicando il diritto alla salute. Come certificato dalla incapacità di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza

In Campania, in maniera ricorrente con l’inizio del nuovo anno e in assenza del picco influenzale, le criticità strutturali del Sistema Salute emergono in tutta la loro drammaticità e sono oggetto, anche a seguito di eventi tragici, di articoli, di inchieste, di interventi autorevoli, di incontri istituzionali, senza che ciò produca effetti concreti sulla assistenza.
 
In questa situazione, il “Cardarelli”, che da sempre svolge un ruolo centrale nella rete della emergenza alla stregua del “Santobono”, è l’emblema di un sistema alla deriva dove il Dipartimento di Emergenza ed Accettazione sta implodendo a causa dell’aumento di accessi al P.S., dell’aumento del numero di pazienti in barella in Osservazione Breve e in Medicina di Urgenza e delle difficoltà di trasferire i pazienti stabilizzati nei reparti di competenza per la patologia accertata.
 
In generale, i Pronto Soccorso degli ospedali sono i luoghi nei quali si evidenzia il fallimento delle politiche sanitarie, dove si negano diritti costituzionali, quali il diritto alla salute ed il diritto al lavoro, e dove si offende la dignità dei cittadini e quella dei lavoratori.
 
L’incivile aumento del numero di pazienti in barella in P.S. e nelle Unità Operative afferenti al Dipartimento di Emergenza in attesa di ricovero per indisponibilità di posti letto, la assenza di un percorso territoriale definito per le patologie tempo-dipendenti in emergenza che consenta al paziente di ricevere interventi appropriati nei tempi giusti nell’ospedale più attrezzato, la desertificazione della assistenza territoriale incapace di fornire risposte adeguate al bisogno di salute del cittadino, il vergognoso allungamento dei tempi delle liste di attesa e l’aumento della migrazione extra-regionale, sono la prova degli effetti devastanti prodotti dalle politiche di austerità attuate nel corso di questi anni e dello scollamento tra narrazione mediatica e realtà oggettiva dei fatti.
 
In Campania, dopo 9 anni di Piano di Rientro, i cittadini e i lavoratori della sanità sono sempre di più “ostaggio” della politica di razionamento delle risorse e di tagli indiscriminati che stanno pregiudicando il diritto alla salute, come certificato dalla incapacità di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza.
 
Invece, non si è fatto nulla per intervenire sulle cause strutturali insite nel sistema che producono e sostengono il debito sanitario, non sono stati redatti protocolli per diminuire le prestazioni inutili, non si sono incentivate le buone pratiche cliniche, non si sono definite linee guida per la appropriatezza clinica ed organizzativa.
 
Quello che è risultato essere assente nel dibattito politico sulla sanità di questi anni è una reale azione riformatrice, capace di aggredire gli sprechi, le diseconomie e le inefficienze organizzative al fine di liberare risorse da investire per migliorare la assistenza.
Prediligere le politiche di austerità, il rinchiudersi in logiche economico-finanziarie e non affrontare la qualità del miglioramento del sistema salute ha creato le premesse per un peggioramento ulteriore della offerta sanitaria con aumento delle disuguaglianze territoriali, risposte assistenziali inappropriate ed una inefficacia complessiva del sistema salute in Campania.
 
E’ necessario un cambio di paradigma per riqualificare il Sistema Salute, perché la sanità non è solo contabilità, ma è il risultato di scelte etiche e di una politica che sappia organizzare i servizi in modo da rispondere in maniera efficace alla domanda assistenziale dei cittadini garantendo il diritto alla salute.
 
La vera sfida è rappresentata dalla riorganizzazione in termini di efficacia del sistema attraverso la adozione di nuovi modelli organizzativi di assistenza e di lavoro che abbiano al centro il cittadino con la effettiva presa in carico dei suoi bisogni.
 
E’ necessario programmare interventi strutturali che consentano di governare risposte assistenziali appropriate ai bisogni di salute della popolazione, sostenute da investimenti tecnologici e strumentali, nonché da dotazioni organiche adeguate al bisogno assistenziale.
E’ necessario stabilizzare i precari e sbloccare il turn over per garantire dotazioni organiche di personale adeguate ad assicurare la tenuta dei servizi ed anche il rispetto della normativa europea sull’orario di lavoro e sui riposi dei lavoratori del S.S.N.
 
Bisogna riorganizzare le reti di emergenza tempo-dipendenti (cardiologica, cerebrovascolare, traumatologica) ed il Sistema di Emergenza Sanitaria con attivazione dei Dipartimenti Integrati, bisogna realizzare una rete regionale di emergenza pediatrica, comprensiva di TIN e punti nascita.
 
Bisogna ridefinire un piano ospedaliero regionale con incremento dei posti letto per acuti, con riorganizzazione della rete delle eccellenze per rendere autosufficiente ciascun territorio e nel quale definire ruolo e funzioni dell’Ospedale del Mare.
 
Bisogna attuare la effettiva integrazione dei Policlinici Universitari nel sistema regionale di emergenza sanitaria.
 
Bisogna potenziare il Distretto Sanitario per consentire il governo delle Cure Primarie e della assistenza territoriale con la effettiva presa in carico dei bisogni assistenziali dei cittadini.
Bisogna potenziare la prevenzione, la rete oncologica distrettuale ed ospedaliera, la riabilitazione pubblica e la rete dei servizi territoriali per le fasce deboli della popolazione (salute mentale, sert, disabilità, materno-infantile e consultori).
 
Bisogna governare il sistema della sanità privata “accreditata” controllando le prestazioni erogate ed applicando il contratto di settore ai lavoratori al fine di evitare il “dumping” contrattuale.
 
Questi sono i nodi strutturali che giacciono irrisolti da anni, nonostante le parti sociali chiedano da tempo alla Regione un confronto di merito per un nuovo modello assistenziale che riorganizzi, riqualifichi e migliori il Sistema Salute al fine di rispondere in maniera efficace ai bisogni sanitari dei cittadini e, solo successivamente, consenta in sede di contrattazione di valorizzare le giuste aspettative professionali dei lavoratori che dovranno sostenere ed attuare il cambiamento.
 
Di fronte al perdurante silenzio istituzionale della Regione, che però affida proclami alla stampa, nelle scorse settimane la FpCgil e la Fp Cgil Medici, unitariamente con CISL e UIL di Funzione Pubblica, comparto e dirigenza, hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione dell’intero settore sanitario per denunciare all’opinione pubblica l’imminente collasso del Sistema Salute che sta determinando la negazione del diritto costituzionale alla salute.
 
Alfredo Garzi
Segretario Generale CGIL FP Campania


 


Giosué Di Maro
Segretario Regionale CGIL FP Medici-Spta


 


Anna Canzanella
Segretario Sanità CGIL FP Campania

A.Garzi, G.Di Maro, A.Canzanella

16 Gennaio 2016

© Riproduzione riservata

Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente
Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente

Novant'anni dalla fondazione e trent'anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS): nel 2026 lo Spallanzani celebra due ricorrenze che rappresentano l'occasione per riflettere sul...

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni
Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni

Con 1.224 Case di comunità attive al 30 giugno 2026, 186 in più rispetto al target minimo di 1.038 fissato dal Pnrr, la nuova assistenza territoriale entra nella fase decisiva:...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...