Campania. Porzio (Cimop): “Liste di attesa sono in aumento, Regione non garantisce risposte adeguate”

Campania. Porzio (Cimop): “Liste di attesa sono in aumento, Regione non garantisce risposte adeguate”

Campania. Porzio (Cimop): “Liste di attesa sono in aumento, Regione non garantisce risposte adeguate”
E' l'allarme lanciato dal vicesegretario regionale della Confederazione Italiana Medici Ospedalità Privata. “I continui tagli operati al budget delle strutture private accreditate  vengono risolti dalle proprietà con licenziamenti collettivi che si ripercuotono sui livelli di attività producendo ulteriori ritardi per gli pazienti e aumentato il disagio sociale legato ai licenziamenti".

"Il piano sanitario regionale non garantisce risposte concrete ai pazienti della Campania: liste di attesa in aumento per prestazioni medico-chirurgiche ed esami strumentali". A lanciare l'allarme è Salvatore Porzio, vicesegretario regionale della Cimop (Confederazione Italiana Medici Ospedalità Privata) della Campania, che in una nota denuncia la forte penalizzazione che i cittadini campani stanno subendo dopo gli ulteriori tagli operati nei confronti delle strutture sanitarie accreditate dal Ssn.

"L'entrata in vigore del ‘decreto Lorenzin’ e del decreto regionale 56 ha registrato una vera e propria involuzione del diritto alla salute per la popolazione di una Regione già messa in ginocchio dalla crisi economica. Non possiamo dimenticare che in Campania – ha continuato Porzio – sia in costante aumento il numero dei cittadini che non possono usufruire pienamente del servizio sanitario perché non possono permettersi il pagamento del ticket e che sono quindi costretti ad aspettare mesi per una visita, spesso fondamentale per la loro stessa sopravvivenza".

"Non bisogna dimenticare che le strutture accreditate garantiscono maggiore velocità e un notevolissimo risparmio. Più della metà dei neonati nasce nelle case di cura: immaginate le conseguenze se dovesse venire meno parte di questo settore e ci si dovesse rivolgere esclusivamente al pubblico, che non è in grado di accogliere tutte le richieste. I continui tagli operati al budget delle strutture private accreditate – ha sottolineato – vengono risolti dalle proprietà con licenziamenti collettivi che si ripercuotono sui livelli di attività producendo ulteriori ritardi per gli pazienti e aumentato il disagio sociale legato ai licenziamenti".

La Cimop esprime quindi viva preoccupazione: “negli ultimi anni tagli sistemici hanno progressivamente penalizzato l'assistenza a favore dei cittadini, in particolare dei meno abbienti, anche da parte delle strutture sanitarie accreditate. Tutto ciò – ha concluso Porzio – è successo in nome del risparmio, del taglio dei cosiddetti sprechi. Siamo preoccupati non solo come sanitari ma anche come utenti, perché questa impostazione rischia di disgregare il nostro servizio sanitario regionale".
 

21 Aprile 2016

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