Carenza mmg. Tiberio (Omceo Udine): “La medicina di gruppo per evitare il ricorso ai privati”

Carenza mmg. Tiberio (Omceo Udine): “La medicina di gruppo per evitare il ricorso ai privati”

Carenza mmg. Tiberio (Omceo Udine): “La medicina di gruppo per evitare il ricorso ai privati”
Per il presidente dell’Ordine dei medici di Udine solo così sarà possibile salvaguardare la capillarità dell’assistenza sul territorio. “Difficilmente uno studio con un medico singolo sarà capace di assorbire i costi per i collaboratori amministrativi, ma con gli studi associati sarà possibile, alleggerendo il nostro lavoro, che oggi per metà è burocrazia, è liberando più tempo da dedicare ai pazienti”.

“Pazienti che superano il tetto massimo per ciascun medico di medicina generale, con un eccesso di burocrazia e tanti professionisti pronti ad andare in pensione lasciando sguarnite intere aree, ma anche costi sempre più alti per mantenere un ambulatorio. Serve una nuova e profonda riorganizzazione per mantenere la capillarità dei nostri studi sul territorio, altrimenti andiamo in bocca al privato”. Ad affermarlo è il presidente OMCeO di Udine, Gian Luigi Tiberio, secondo il quale esiste però un modo per salvaguardare il sistema.

La strada da seguire per il presidente Tiberio, anche in vista ai pensionamenti (da quest’anno, 2023, al 2030 i medici di medicina generale quiescenti saranno oltre il 50%, circa 450 su 850) “sarà quella della medicina di gruppo, ovvero studi associati dove lavorano più medici assieme e dove sarà possibile sostenere i costi dei collaboratori di studio. Oggi il 60% del nostro lavoro è burocrazia se si potesse delegare a qualcun altro, per noi sarebbe più semplice seguire i pazienti e dedicare loro più tempo”.

Anche se in Friuli Venezia Giulia sono previste venti Case di comunità, per il presidente dei medici e degli odontoiatri, il problema difficilmente sarà risolto. Per salvaguardare il sistema “oggi – riflette il presidente Gian Luigi Tiberio – sarà necessario costruire studi attrezzati per dare maggiori risposte ai pazienti e incrementare la possibilità prestazionale oggi bloccata dal massimale. Ciascun medico, infatti, ha un limite massimo di pazienti, ma negli studi organizzati questo limite può essere superato”.

“Bisogna creare i presupposti per andare verso a questo tipo di organizzazione – conclude Tiberio – creando un tavolo tra le parti, medici di medicina generale, sindacati e istituzioni. È indispensabile puntare su questo per sopperire alla carenza dei medici di medicina generale”.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

17 Luglio 2023

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