Carenza psichiatri. Smi Treviso. “I mmg non possono fare le loro veci”

Carenza psichiatri. Smi Treviso. “I mmg non possono fare le loro veci”

Carenza psichiatri. Smi Treviso. “I mmg non possono fare le loro veci”
Dopo la chiusura dei reparti di psichiatria a Feltre e Pieve di Cadore, i pazienti si stanno riversando a Montebelluna, mettendo a dura prova gli psichiatri rimasti e i medici di medicina generale. Cauchi (Smi): “Addirittura le aziende sanitarie ci chiedono di non inviare i pazienti nei centri psichiatrici se con patologie di tipo depressione e ansia e monitorando da noi le sindromi deliranti lievi. Non possiamo essere gravati anche di questo compito”.

Dopo la chiusura nel 2021 della psichiatria di Feltre (Bl) e prima ancora di quella di Pieve di Cadore (Bl), a causa della mancanza di psichiatri, i pazienti si sono riversati fra l’Ospedale Civile di Montebelluna e il servizio psichiatrico territoriale di Montebelluna, ma i pochi medici psichiatri rimasti fanno fatica a fare tutto quello che c’è da fare. Una situazione di emergenza in cui si trovano coinvolti, contro la propria volontà, i medici di medicina generale, costretti in alcune circostanze a far fronte alla domanda di aiuto da parte di pazienti e famiglie.

“Da molti mesi, dopo la chiusura del reparto di Feltre e Pieve di Cadore, ancor prima – spiega il presidente Smi di Treviso, Salvatore Cauchi – si sta soffrendo ad una gravosa carenza di psichiatri rispetto agli standard previsti. Questi specialisti, che dovrebbero affiancare anche il medico di medicina generale nei Tso, non ci sono nell’organico, e quelli che ci sono devono dividersi tra i turni in reparto per acuzie per il servizio psichiatrico di diagnosi e cura e il servizio territoriale centro salute mentale, coprendo un territorio molto esteso che comprende, oltre a Montebelluna, anche i distretti di Asolo, Castelfranco Veneto e Valdobbiadene, per un’utenza che si aggira intorno ai 200.000 abitanti”.

“Ci capita, in occasione, ad esempio, dei Tso di farla da soli – riferisce Cauchi – cioè, senza la figura del psichiatra proprio perché non ce ne sono. Addirittura le aziende sanitarie ci chiedono di non inviare i pazienti nei centri psichiatrici se con patologie di tipo depressione e ansia e monitorando da noi le sindromi deliranti lievi”.

Il problema che il presidente Cauchi vuole portare all’attenzione è che il servizio Psichiatrico è un servizio specialistico, nel quale medico di medicina generale non può fare da cuscinetto, soprattutto quando si tratta di ricovero e trattamento urgente delle acuzie psichiatriche. Ad aggravare la situazione già carenziale nell’area, poi, sarà la prossima, ulteriore mancanza di ulteriori 3 psichiatri, che lasceranno il servizio sanitario pubblico.

“Chiediamo a gran voce di trovare una celere soluzione per salvare un servizio già sanguinante e lacunoso di organico. Servono risorse, servono medici sia nel territorio che ospedalieri, servono condizioni migliori di lavoro e di sicurezza, serve cooperazione e collaborazione tra noi e loro per quanto di competenza, solo così si potrà ambire ad una sanità a misura di cittadino”. Conclude Cauchi di Smi Treviso.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

18 Marzo 2024

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