Caso Bruno. Il coordinamento Salute mentale scrivono a Schillaci e Doria: “Intervengano subito”

Caso Bruno. Il coordinamento Salute mentale scrivono a Schillaci e Doria: “Intervengano subito”

Caso Bruno. Il coordinamento Salute mentale scrivono a Schillaci e Doria: “Intervengano subito”
L’uomo, affetto da una forma grave di picacismo che lo porta ad ingerire qualsiasi cosa, per la sua sicurezza vive da oltre 16 anni con le mani legate e una maschera sul viso. Con una lettera aperta indirizzata al ministro della Salute Schillaci e all’assessore alla sanità della Sardegna il Coordinamento nazionale per la salute mentale interviene sollecita interventi immediati per “porre fine ad una situazione inconcepibile e inaccettabile”. LA LETTERA

Quella di Bruno è “una situazione eccezionale” alla quale “bisogna rispondere anche con l’eccezionalità delle risorse, umane e finanziarie, che tale condizione richiede”. A dirlo, in una lettera aperta indirizzata al Ministro della Salute Orazio Schillaci e all’Assessore alla sanità della Sardegna, Carlo Doria, è il Coordinamento nazionale per la salute mentale interviene sollecita interventi “porre fine ad una situazione inconcepibile e inaccettabile”, quella dell’uomo ricoverato in una struttura della Sardegna e tenuto da oltre 16 anni con le mani legate e una maschera sul viso per evitare che, a causa della sua patologia (una forma grave di picacismo che lo porta ad ingerire qualsiasi cosa) possa danneggiare se stesso.

“Riteniamo che l’indifferenza con cui viene affrontato un problema di salute facendo ricorso ad atti di violenza reiterati addirittura negli anni sia un insulto oltre che alla persona e alla dignità del sig. Bruno A. anche alla professionalità e alla capacità di intervento e progettuale di chi si occupa di persone malate”, scrive il Coordinamento nazionale per la salute mentale.

Non si tratta – aggiunge il Coordinamento – di mettere in campo ipotetiche tecniche raffinate oppure speciali cure farmacologiche. Assistenza e cura coincidono, come dice Eugenio Borgna hanno la stessa radice, ma mai come in questo caso assistere in maniera umana è il primo atto di cura. Riteniamo che un’Istituzione che voglia dirsi minimamente civile lo debba al sig. Bruno A. e a tutti noi”. Per questo, “nell’esprimere la nostra ferma riprovazione per tale inconcepibile condizione che dovrebbe essere affrontata con interventi sanitari e sociali adeguati e umanamente accettabili, proponiamo che venga attivato un programma riabilitativo con messa a disposizione delle risorse necessarie, anche h 24, nel caso e per il tempo necessario”. Soluzione in realtà già prospettata dall’assessore Doria, che a Quotidiano Sanità evidenziava come, tuttavia, “a livello nazionale non sia prevista ancora una disciplina normativa”. Per l’assessore, dunque, la soluzione “va studiata confrontandosi con altre esperienze a livello nazionale anche interessando la commissione Salute nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni affinché pazienti come Bruno possano essere seguiti con dignità ovunque in tutta Italia alla luce di norme di legge chiare ed eque”.

21 Aprile 2023

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