Cau. Cimo-Fesmed: “La gestione Centri Assistenza Urgente è fallimentare” 

Cau. Cimo-Fesmed: “La gestione Centri Assistenza Urgente è fallimentare” 

Cau. Cimo-Fesmed: “La gestione Centri Assistenza Urgente è fallimentare” 
Il sindacato ha sempre contestato la scelta della Regione e ora spiega che “le perplessità iniziali stanno trovando conferma con i dati dei primi mesi” perché “il beneficio sui PS non si vede affatto” mentre “altre discipline ospedaliere si stanno facendo invece carico di un surplus di indotto di prestazioni provenienti dai CAU”. Per la Cimo-Fesmed Emilia-Romagna, insomma, i Centri Assistenza Urgenza appaiono “un ossimoro gestionale”.

“I Centri Assistenza Urgenza nella loro attuale declinazione appaiono un ossimoro gestionale. L’obiettivo di dare risposte concrete ai pazienti senza caricare ulteriormente le attività ospedaliere appare del tutto fallito”, perché, “di fatto, vengono trasferiti pazienti non gravi in ospedale, quindi da definire non urgenti, sovraccaricando i pronto soccorsi e a cascata i posti letto attualmente carenti per i noti tagli dell’ultimo decennio nella sanità italiana”. A dichiararlo, in una nota, Luca Spinardi e Salvatore Lumia della sede Emilia Romagna della Federazione Cimo-Fesmed.

Il sindacato aveva sempre contestato la scelta della Regione sui Cau e ora spiega che “le perplessità iniziali che avevamo segnalato stanno trovando conferma con i dati dei primi mesi, ed in particolare non si vede affatto il beneficio sulle condizioni di lavoro nei PS, mentre altre discipline ospedaliere si stanno facendo invece carico di un surplus di indotto di prestazioni provenienti dai CAU. Il tutto in un contesto caratterizzato da una grave carenza di personale medico e infermieristico, il cui indice di burnout ha raggiunto livelli preoccupanti”.

“Dall’esperienza vissuta in questo breve periodo – concludono Spinardi e Lumia -, noi di Cimo Fesmed come sindacato dei medici ospedalieri riteniamo fallimentare i processi organizzativi che di fatto non migliorano né le condizioni di lavoro né l’appropriatezza dei ricoveri nelle strutture ospedaliere”.

30 Maggio 2024

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