Centri di servizio per anziani non autosufficienti. Cgil, Cisl e Uil: “Esclusi dalla Delibera sul budget”

Centri di servizio per anziani non autosufficienti. Cgil, Cisl e Uil: “Esclusi dalla Delibera sul budget”

Centri di servizio per anziani non autosufficienti. Cgil, Cisl e Uil: “Esclusi dalla Delibera sul budget”
La deliberazione norma in via sperimentale le risorse per la valorizzazione degli enti in grado di assistere persone non autosufficienti con profilo di maggior gravità cosiddette case mix. Ulss e enti sottoscriveranno il budget dal 1° gennaio 2025. I sindacati: “Ancora una volta la Regione ci ha spiegato la delibera a cose fatte, e da un punto di vista dei contenuti non si è messa al centro la persona anziana ma le strutture”. LA DELIBERA

È stata approvata la DGR n. 288 / 2024, che prevede un modello, introdotto in una logica sperimentale triennale per gli anni 2024 – 2025 – 2026, che stabilisce l’erogazione di un incentivo finalizzato a sostenere e premiare gli enti in grado di assistere persone non autosufficienti con profilo di maggior gravità e può beneficiare di una contemporanea applicazione della metodica di budget alle seguenti condizioni:

1. la remunerazione degli enti gestori dei Centri di Servizi confermando il valore di 52,00 euro pro die pro capite per le impegnative di residenzialità e di 30,00 euro per le quote sanitarie di accesso;

2. l’introduzione del case mix che determinerà un maggiore riconoscimento pari al 110% del valore delle impegnative di residenzialità a condizione che le presenze annuali correlate alla complessità assistenziale associata alla demenza rispetto al totale complessivo delle presenze prodotte dall’ente gestore di Centri di Servizi sia ricompreso tra il 25% ed il 75% per quegli enti che assistano almeno 10 utenti equivalenti anno;

3. a partire dal 1° gennaio 2024 il sistema di remunerazione sarà determinato secondo la seguente formula: (giornate di presenza annue complessive * 52,00 euro pro die * percentuale di case mix Area 1 + Area 2 + Area 3 limitatamente alle giornate >75%) + (giornate di presenza annue complessive * 52,00 euro pro die * 110% * percentuale di case mix Area 3 compreso tra 25%-75%) + (giornate di presenza annue complessive QSA * 30,00 euro pro die);

4. la negoziazione del budget complessivo con sottoscrizione dell’addendum all’accordo contrattuale avverrà dal 1° gennaio 2025;

5. per gli utenti di II livello ancora presenti all’interno dei Centri di Servizi resta confermato il trattamento economico riconosciuto in precedenza.

Con questa Delibera Regionale per i sindacati la quota non sarà più legata al paziente ma a una negoziazione di budget tra Ulss e singola struttura, dichiarando che “dal punto di vista dei contenuti denunciamo – i segretari generali di Cgil Cisl e Uil Veneto Tiziana Basso, Gianfranco Refosco e Roberto Toigo – che non si è messa al centro del provvedimento la persona non autosufficiente, con la sua famiglia e i suoi problemi, bensì la struttura che eroga i servizi. Scaricando ancora una volta il peso sui lavoratori e sul costo del lavoro, aggravando una situazione già difficile per quanto riguarda la carenza del personale, come denunciato più volte dalle categorie sindacali di riferimento. Non troviamo nel testo della delibera alcun riferimento alla qualità del servizio da garantire alla persona ospite della struttura, non vi sono standard qualitativi da prendere a riferimento, e riteniamo questa lacuna pericolosa e preoccupante”.

Detto questo, per i sindacati la seconda lacuna di questa delibera regionale è che l’approvazione è avvenuta senza il coinvolgimento delle parti sociali. Infatti, lo rimarcano direttamente nel loro comunicato i segretari Basso, Refosco e Toigo dicendo che sono “doppiamente delusi perché nell’ambito del tavolo permanente di confronto tra assessorato e sindacati, avevamo chiesto di essere coinvolti nella discussione e dall’assessore alla salute Manuela Lanzarin era venuta un’apertura. Ma si è trattata solo di una apertura a parole. Solo per caso abbiamo saputo che l’11aprile scorso ci sarebbero state le audizioni in V Commissione sulla DGR, alle quali peraltro non siamo nemmeno stati invitati quali portatori di interesse. Abbiamo chiesto un incontro urgente, che si è tradotto in un incontro tecnico, che si è svolto martedì 16 aprile, durante il quale ci sono stati illustrati i contenuti della DGR in questione e forniti alcuni chiarimenti, chiudendo le porte a un confronto che, in effetti, non c’è mai stato”.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio 

27 Maggio 2024

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