Centro trapianti. Prima donazione regionale a cuore fermo. Resi disponibili polmoni, fegato e reni per malati in lista d’attesa

Centro trapianti. Prima donazione regionale a cuore fermo. Resi disponibili polmoni, fegato e reni per malati in lista d’attesa

Centro trapianti. Prima donazione regionale a cuore fermo. Resi disponibili polmoni, fegato e reni per malati in lista d’attesa
Gli organi donati sono stati valutati, prima di procedere al trapianto, mediante dei dispositivi chiamati “macchine di perfusione” per definirne l’idoneità e la sicurezza ai fini del trapianto. Oltre al Veneto, le Regioni presso cui il programma è attivo sono: Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Sicilia. Attualmente in Veneto sono più di 1200 i pazienti in attesa di un organo per trapianto.  

Il Centro Regionale Trapianti (Crt) ha ufficializzato poco fa la notizia che, per la prima volta in Veneto, è stata portata a termine una procedura di donazione a cuore fermo (organo, quindi, non trapiantabile) grazie alla quale sono stati resi disponibili polmoni, fegato e reni per pazienti che si trovavano in lista d’attesa.
 
“La donazione di organi a cuore fermo – precisano gli esperti del Crt – dopo diagnosi di morte con criterio cardiologico, si è così affiancata definitivamente a completare la realtà regionale già consolidata della donazione a cuore battente, dopo diagnosi con criterio neurologico. Essa rappresenta una ulteriore opportunità, resa pienamente possibile dalla normativa vigente e dalle attuali tecnologie, per offrire, dopo la diagnosi di morte, a coloro che si sono espressi in vita a favore della donazione, l’opportunità di vedere concretizzata la loro volontà, nonché un potente strumento per l’ampliamento della proposta di organi destinati ai pazienti in lista d’attesa al trapianto. In Veneto, il programma di donazione a cuore fermo è attivo dall’inizio del 2017 presso l’ Azienda Ospedaliera di Padova; nello scorso anno erano stati gestiti 4 potenziali donatori a cuore fermo, ma, a seguito delle valutazioni di idoneità degli organi e di sicurezza per i riceventi, non era stato possibile procedere al loro impiego per trapianto”.
 
“Questo importante risultato per la storia trapiantologica del Veneto – aggiungono al Crt – è stato il frutto della perfetta interazione di tutti i professionisti, medici e infermieri appartenenti al Coordinamento trapianti e ai Centri di trapianto dell’ Azienda Ospedaliera di Padova, con il coordinamento di tutta la Direzione della struttura e il supporto del personale del Coordinamento Regionale Trapianti del Veneto e della Rete Nazionale Trapianti. Il processo di donazione e trapianto ha visto coinvolti tutti i gruppi trapiantologici dell’Azienda: il Centro Trapianti di Cuore diretto dal Prof. Gerosa, che ha curato gli aspetti relativi alla perfusione degli organi, il Centro Trapianti di Polmone diretto dal Prof. Rea, il Centro Trapianti di Fegato diretto dal Prof. Cillo e il Centro Trapianti di Rene e Pancreas diretto dal Prof. Rigotti”.
 
Gli organi donati sono stati valutati, prima di procedere al trapianto, mediante dei dispositivi chiamati “macchine di perfusione” per definirne l’idoneità e la sicurezza ai fini del trapianto. Oltre al Veneto, le Regioni presso cui il programma è attivo sono: Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Sicilia. Attualmente in Veneto sono più di 1200 i pazienti in attesa di un organo per trapianto.  

11 Ottobre 2018

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