800 chilometri in bici da Ventimiglia al World Parkinson Congress a Barcellona per dire “no” alla malattia

800 chilometri in bici da Ventimiglia al World Parkinson Congress a Barcellona per dire “no” alla malattia

800 chilometri in bici da Ventimiglia al World Parkinson Congress a Barcellona per dire “no” alla malattia
A oggi non esiste una cura per questa patologia neurologica, che colpisce 5 milioni di persone nel mondo, 300.000 solo in Italia. 800 km in 9 giorni: da sabato scorso 24 giugno li stanno percorrendo 11 atleti che convivono con il Parkinson (di cui otto italiani, due olandesi e un croato), accompagnati da due caregivers, attraversando i confini tra Italia, Francia e Spagna. Gli 11 “parkinsonauti” praticano lo sport come terapia.

800 km in 9 giorni: da sabato scorso 24 giugno li stanno percorrendo 11 atleti che convivono con il Parkinson (di cui otto italiani, due olandesi e un croato), accompagnati da due caregivers, attraversando i confini tra Italia, Francia e Spagna e percorrendo in bicicletta i chilometri che separano Ventimiglia da Barcellona, sede del VI World Parkinson Congress, l’evento mondiale dedicato a questa patologia.

Gli undici ‘parkinsonauti’, così amano farsi chiamare, praticano lo sport come strumento terapeutico, per non farsi fermare dalla patologia, dimostrando che è possibile affrontare la malattia di Parkinson condividendo esperienze di gruppo, invece di chiudersi in sé stessi, rimanendo partecipi e sempre protagonisti della propria vita.

Stefano Ghidotti, fondatore e presidente dell’associazione Parkinson&Sport che oggi conta circa 400 membri, è un atleta di triathlon al quale è stata diagnosticata la malattia di Parkinson nel 2017, a soli 55 anni. L’amore per lo sport lo ha spinto a vivere l’attività fisica come un modo per combattere la malattia. “Un viaggio che vale una vita – afferma all’Agenzia Dire – carico di speranza, alla ricerca dei propri limiti, abbattendo non solo i confini geografici ma soprattutto quelli che la malattia vorrebbe imporci. Quindi oltre le frontiere geografiche per affrontare paure e pregiudizi, pronti al sudore e alla fatica che non piacciono a ‘Mr. P.’”.

‘Parkinsonauta’ rimanda al concetto di astronauta, un esploratore, un uomo che va alla ricerca di qualcosa che possa farlo vivere meglio, un parallelo quindi con il compito del ricercatore scientifico che esplora e sperimenta altre terapie, altre cure nella malattia di Parkinson.

Le persone con malattia di Parkinson che fanno esercizio fisico hanno un declino più lento in termini di mobilità e qualità di vita rispetto a chi fa meno esercizio o per nulla. “La malattia di Parkinson – afferma il direttore Uo Neurologia Generale presso l’Istituto Neurologico Irccs Fondazione Mondino di Pavia, Antonio Pisani – è una patologia neurologica che, ad oggi, colpisce circa 5 milioni di persone nel mondo, di cui circa 300.000 solo nel nostro Paese. Purtroppo, le stime ci dicono che questo numero è destinato ad aumentare in Italia e che nei prossimi 15 anni raggiungeremo circa 6.000 nuovi casi ogni anno, di cui la metà colpiti in età lavorativa. Ad oggi non esiste una cura per questa patologia, anche se ci sono numerose terapie che permettono di gestire i sintomi anche in fase avanzata. Ormai sono numerose le evidenze scientifiche che dimostrano il beneficio dell’attività fisica nella malattia di Parkinson. L’attività sportiva facilita non solo l’esecuzione dei movimenti, ma promuove anche il benessere psicofisico, rivelandosi benefica per i pazienti, soggetti a difficoltà di movimento, all’isolamento sociale e spesso anche alla depressione”.

I protagonisti dell’iniziativa sono Samantha, Karin, Marco, Angelo, Ger, Dario, Mauro, Daniele, Fulvio, Edgardo e Roberto: con gli accompagnatori Max e Mara hanno inforcato le biciclette per andare oltre i confini italiani e quelli che la malattia di Parkinson vorrebbe imporre loro.

Stanno pedalando con l’obiettivo di testimoniare la propria esperienza diretta, come l’attività fisica, lo sport e la condivisione possano migliorare il benessere psicofisico e la qualità della vita di chi è stato colpito da questa patologia neurodegenerativa.

Il gruppo arriverà a Barcellona domenica 2 luglio per unirsi alle altre squadre provenienti da tutto il mondo e celebrare insieme la festa di apertura di questa edizione europea del World Parkinson Congress, che si terrà in Spagna dal 4 al 7 luglio.

Il congresso mondiale sulla malattia di Parkinson torna in presenza dopo lo stop causato dalla pandemia da Covid-19 e sarà l’occasione per un confronto costante e proficuo tra medici specialisti e pazienti, che parteciperanno attivamente con numerose iniziative.

Il convegno è anche l’occasione per presentare a livello internazionale ‘NonChiamatemiMorbo’, mostra fotografica promossa dalla Confederazione Parkinson Italia che in due anni ha raggiunto numeri straordinari, con oltre 40 tappe e più di 12.000 visitatori. “Il progetto, che nasce con l’obiettivo di informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla malattia – informa il presidente della Confederazione Parkinson Italia, Giangi Milesi – vanta l’adesione della maggior parte delle associazioni che in Italia si occupano di malattia di Parkinson. Questo per noi è un ottimo risultato perché la coesione, il voler andare avanti insieme è un elemento fondamentale”.

“La mostra- conclude- rende protagoniste le storie di donne uomini immortalati dall’obiettivo di Giovanni Diffidenti raccontate dalle voci di Lella Costa e Claudio Bisio: vogliamo offrire una visione differente della malattia e nello stesso tempo sensibilizzare su quanto sia importante la diagnosi precoce, dimostrando che le persone con Parkinson possano continuare una vita fatta di relazioni e attività, mantenendo una elevata qualità di vita”.

L’iniziativa ‘Bike Wpc Ventimiglia Barcellona 2023’ viene raccontata sul sito della World Parkinson Coalition e su tutti i canali social dell’Associazione Parkinson&Sport. Per tutte le informazioni sul viaggio e sulla storia dei partecipanti, è possibile visionare questo link.

29 Giugno 2023

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