Ci sono abbastanza infermieri negli ospedali milanesi? Il Nursind chiede risposte alla Regione

Ci sono abbastanza infermieri negli ospedali milanesi? Il Nursind chiede risposte alla Regione

Ci sono abbastanza infermieri negli ospedali milanesi? Il Nursind chiede risposte alla Regione
Le informazioni, spiega Rosario Pagana, segretario territoriale NurSind Milano, serviranno a "comprendere in che modo si raggiungono determinati obiettivi qualitativi e quantitativi nell’erogazione di tutti i servizi, potenziando la dotazione organica dove insufficiente” ed “evitando il ricorso frequente e l’utilizzo improprio di istituti quali la Pronta Disponibilità”.

“Il numero di infermieri in forza negli ospedali del territorio milanese è sufficiente a coprire il reale bisogno? E soprattutto, quanti sono gli addetti effettivamente inseriti nell'organigramma di ogni singola struttura?”. Queste le domande che NurSind Segreteria Territoriale di Milano rivolge al Direttore Generale Welfare e all'Assessore al Welfare della Lombardia attraverso una lettera inviata lo scorso 19 novembre.

“La Regione Lombardia – spiega il sindacato – lo scorso agosto ha emanato le linee guide relative ai POAS (Piani di Organizzazione Aziendali Strategici) a cui le strutture sanitarie devono attenersi. In queste linee guida è anche richiesto di indicare numero e ruolo delle risorse, umane e strumentali”.
 
“La nostra iniziativa è mirata esclusivamente a fare chiarezza su un argomento così delicato come la sanità, a tutto vantaggio dei cittadini e a tutela della nostra professionalità” precisa Rosario Pagana, segretario territoriale NurSind Milano, sindacato delle professioni infermieristiche. “A oggi, infatti, sappiamo che le linee guida sono state recepite dai poli ospedalieri del milanese senza tener conto di contenuti come le risorse umane e strumentali”.

“Nella lettera inviata in Regione – prosegue Pagana – NurSind sottolinea che si è ancora all’oscuro di quanto è stato trasmesso da ogni Azienda alla DG Welfare Regione Lombardia riguardo il numero di unità ritenute necessarie e riferite esclusivamente al personale del ruolo sanitario, agli operatori socio sanitari ed agli autisti di ambulanze. In particolare, occorrono indicazioni chiare sulle Unità Operative e sui profili professionali, in primis infermieri e ostetriche, che presentano una reale necessità – a seguito delle azioni riorganizzative aziendali in attuazione della L.R. n. 23/2015 (la riforma del Servizio socio-sanitario) e ai fini del rispetto delle disposizioni in materia di articolazione dell’orario di lavoro dell’Unione europea ed a quelle contenute nel D.Lgs n. 66/2003, in coerenza al disposto dell’articolo 14, comma 1, della L. 161/2014. Si tratta di disposizioni in merito al numero di unità di personale necessarie per consentire il rispetto delle 11 ore di riposo al giorno e il riposo settimanale, e per rispettare il limite delle 48 ore settimanali dopo le azioni riorganizzative aziendali”.

“Chiediamo perciò che ogni ASST (Aziende Socio Sanitarie Territoriali) e a IRCCS (Istituti di Ricovero e di Cura a Carattere Scientifico) fornisca almeno le indicazioni riguardanti i Piani di Gestione delle Risorse Umane (PGRU) 2016. Queste informazioni ci permetterebbero di valutare le diverse situazioni, in attesa che vengano resi noti i piani di assunzione” precisa Pagana.

Nel dettaglio il Nursind ricorda che “la Regione Lombardia, con deliberazione n. X/5513 del 2 agosto 2016, indica a ASST (Aziende Socio Sanitarie Territoriali) e a IRCCS (Istituti di Ricovero e di Cura a Carattere Scientifico) le linee guida regionali relative all'adozione dei Piani di Organizzazione Aziendali Strategici (POAS) a cui ASST e IRCCS devono attenersi. Così, le ASST e gli IRCCS hanno approvato ognuna la propria proposta di POAS in attuazione della DGR n. X/5513, in coerenza con le indicazioni operative fornite dalla D.G. Welfare della Regione Lombardia”.


”Questa è la cronaca dell'iter della deliberazione” spiega Pagana. “L'aspetto che NurSind solleva, chiedendo chiarimenti alla Direzione Generale Welfare Lombardia, è che nella quasi totalità dei documenti descrittivi-POAS mancano contenuti importanti quali la dotazione di risorse, umane e strumentali che, proprio secondo la deliberazione n. X/5513, andrebbero precisate con chiarezza”.

Tra i compiti e le attività a carico dei Dipartimenti (di ASST e di IRCCS) viene chiesto – tra le varie voci – di valutare e verificare la qualità dell'assistenza fornita e delle prestazioni erogate; ottimizzare l'uso delle risorse assegnate; utilizzare in modo razionale ed ottimale le risorse materiali e professionali, i posti letto, gli spazi per assistiti e le apparecchiature; organizzare l'attività libero professionale.

“Proprio su questi aspetti noi chiediamo chiarezza. Quale prassi verrà utilizzata nella realtà?” domanda Pagana. “Nella lettera inviata alla Direzione Generale Welfare della Lombardia,  NurSind sottolinea che si è ancora all’oscuro di quanto è stato trasmesso da ogni Azienda alla DG Welfare Regione Lombardia riguardo il numero di unità ritenute necessarie e riferite esclusivamente al personale del ruolo sanitario, agli operatori socio sanitari ed agli autisti di ambulanze. In particolare, occorrono indicazioni chiare sulle Unità Operative e sui profili professionali, in primis infermieri e ostetriche, che presentano una reale necessità – a seguito delle azioni riorganizzative aziendali in attuazione della L.R. n. 23/2015 (la riforma del Servizio socio-sanitario) e ai fini del rispetto delle disposizioni in materia di articolazione dell’orario di lavoro dell’Unione europea ed a quelle contenute nel D.Lgs n. 66/2003, in coerenza al disposto dell’articolo 14, comma 1, della L. 161/2014. Si tratta di disposizioni in merito al numero di unità di personale necessarie per consentire il rispetto delle 11 ore di riposo al giorno e il riposo settimanale, e per rispettare il limite delle 48 ore settimanali dopo le azioni riorganizzative aziendali”.

“Chiediamo perciò che ogni ASST e IRCCS fornisca almeno le indicazioni riguardanti i Piani di Gestione delle Risorse Umane (PGRU) 2016. Queste informazioni ci permetterebbero di valutare le diverse situazioni, in attesa che vengano resi noti i piani di assunzione” precisa Pagana.

Per il Nursind Milano, “attraverso Regione Lombardia, con queste fondamentali informazioni da parte di ASST e IRCCS, si potrà comprendere in che modo si raggiungono determinati obiettivi qualitativi e quantitativi nell’erogazione di tutti i servizi che il SSN e il SSR mette a disposizione dei cittadini, potenziando la dotazione organica dove insufficiente. Solo così si potrà evitare il ricorso frequente e l’utilizzo improprio di istituti quali la Pronta Disponibilità (la reperibilità), garantendo una migliore tutela della salute dei cittadini e una maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro”.

29 Novembre 2016

© Riproduzione riservata

Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente
Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente

Novant'anni dalla fondazione e trent'anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS): nel 2026 lo Spallanzani celebra due ricorrenze che rappresentano l'occasione per riflettere sul...

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni
Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni

Con 1.224 Case di comunità attive al 30 giugno 2026, 186 in più rispetto al target minimo di 1.038 fissato dal Pnrr, la nuova assistenza territoriale entra nella fase decisiva:...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...