Cisl medici Lazio: “Bene lo stop ai gettonisti, ma ora serve un intervento deciso”

Cisl medici Lazio: “Bene lo stop ai gettonisti, ma ora serve un intervento deciso”

Cisl medici Lazio: “Bene lo stop ai gettonisti, ma ora serve un intervento deciso”
Il sindacato sull’invito che la Regione ha rivolto alle Asl a utilizzare le graduatorie esistenti e accelerare le procedure concorsuali, anche in vista della scadenza di fine mese dei contratti, come previsto dal DM 17 giugno 2014. “Senza un intervento deciso, la sanità pubblica continuerà a perdere pezzi. E saranno, come sempre, i cittadini soprattutto quelli delle periferie a pagarne il prezzo più alto”, avverte Lucilla Boschero, segretaria Cisl Medici Lazio.

“Senza un intervento deciso, la sanità pubblica continuerà a perdere pezzi. E saranno, come sempre, i cittadini soprattutto quelli delle periferie a pagarne il prezzo più alto”. Lo afferma Lucilla Boschero, segretaria della Cisl medici Lazio, all’indomani della decisione della Regione Lazio di dire basta ai “gettonisti” e contrastare la carenza di medici e dirigenti sanitari nelle ASL attraverso l’indizione di nuovi concorsi pubblici, anche in considerazione della scadenza di fine mese dei contratti, come previsto dal decreto del ministero della Salute 17 giugno 2014.

“Sosteniamo la Regione Lazio in questa scelta, ma al tempo stesso dobbiamo constatare con preoccupazione che, nonostante i bandi, interi reparti – soprattutto nelle aree periferiche – restano vuoti. I medici, semplicemente, non partecipano più ai concorsi”, spiega Boschero. Il motivo? “Il Servizio Sanitario Nazionale ha perso attrattività. I professionisti fuggono all’estero – dove trovano migliori retribuzioni e tutele legali – oppure migrano verso il privato o altri enti, lasciando sguarnita la sanità pubblica, in particolare nei territori più fragili”. A proposito di tutele legali, per il sindacato “è bene ricordare che la responsabilità per colpa grave è prevista solo in Italia e in Polonia”.

Una situazione che si è affrontata, finora, attraverso l’uso massiccio di medici a gettone o con Contratti libero professionali (CLP). “Colleghi pagati a turno, con compensi nettamente superiori a quelli dei dipendenti strutturati, e senza gli stessi vincoli, doveri o responsabilità – dice ancora la segretaria Cisl Medici Lazio – È inaccettabile che due medici che lavorano nello stesso reparto abbiano condizioni economiche e contrattuali profondamente diverse. Mentre i dipendenti affrontano carichi pesanti, turni gravosi e responsabilità continue, i medici a gettone sono pagati per ‘coprire il turno’, spesso senza reale presa in carico del paziente. Un sistema che purtroppo è sfuggito di mano”.

Cosa fare? Per Boschero “non si può continuare a vivere alla giornata in attesa che “qualcosa cambi”, mentre la sanità pubblica si regge su soluzioni temporanee e diseguali. Occorre agire con urgenza: rivedere le regole di ingaggio, assicurando che siano uguali per tutti e cioè stesso lavoro, stessi diritti e doveri”.

La proposta? “Ridistribuire parte delle risorse spese per i gettonisti sul personale strutturato, valorizzandolo economicamente e professionalmente. Ripensare radicalmente l’organizzazione sanitaria, a partire dalle aree periferiche, dove l’assenza di medici è diventata emergenza strutturale. Servono misure forti, coraggiose e strutturali per ridare dignità e stabilità alla professione medica nel Servizio sanitario nazionale”.

29 Luglio 2025

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