Cisti sacrococcigee. Nuovi trattamenti nella sede di Galliate dell’AOU Maggiore della Carità di Novara

Cisti sacrococcigee. Nuovi trattamenti nella sede di Galliate dell’AOU Maggiore della Carità di Novara

Cisti sacrococcigee. Nuovi trattamenti nella sede di Galliate dell’AOU Maggiore della Carità di Novara
Mutuato dalle esperienze nella terapia delle ulcere cutanee, consiste nell’utilizzo della terapia biofotonica nel post operatorio d con metodo aperto (lay open nella Letteratura anglosassone). Sono stati trattati 10 casi e il follow up è risultato estremamente soddisfacente, con guarigione completa delle ferite senza eventi infettivi incorsi nel periodo di trattamento.

Nella struttura semplice a valenza dipartimentale Chirurgia generale della sede di Galliate dell’azienda ospedaliero-universitaria di Novara, di cui è responsabile il dottor Carlo Bazzoni, è in atto un nuovo trattamento, mutuato dalle esperienze nell’ambito della terapia delle ulcere cutanee, cioè l’utilizzo della terapia biofotonica nel post operatorio delle cisti sacrococcigee con metodo aperto (lay open nella Letteratura anglosassone). “Sono stati trattati 10 casi e il follow up, seguito dal dottor Mauro Ongari e dal dottor Herald Nikaj, è risultato estremamente soddisfacente, con guarigione completa delle ferite senza eventi infettivi incorsi nel periodo di trattamento”, riferisce l’Aou in una nota.

Il trattamento della cisti sacrococcigea viene affrontato principalmente nella sede di Galliate e si è adeguato alle innovazioni tecnologiche degli ultimi anni. Dal trattamento tradizionale, che prevedeva le semplici opzioni di asportazione, (eventualmente lasciando la ferita aperta in caso di infiammazione in corso), si è passato al trattamento con medicazioni avanzate, in grado di garantire un maggior confort al paziente nel post operatorio, con riduzione delle secrezioni, del tempo di guarigione e di ripresa lavorativa.

“Attualmente – spiega la nota – il reparto opera stabilmente oltre 100 casi all’anno ed i dati raccolti su numeri importanti hanno consentito di partecipare ad uno studio multicentrico al quale hanno collaborato oltre 20 ospedali italiani; i risultati, estremamente positivi, sono stati pubblicati”.

26 Novembre 2019

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