Conegliano (Treviso), potenziamento in vista per il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita

Conegliano (Treviso), potenziamento in vista per il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita

Conegliano (Treviso), potenziamento in vista per il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita
L’annuncio è giunto oggi, dal Direttore Generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi, nel corso di una visita alla struttura, effettuata assieme al Presidente del Comitato dei Sindaci Sonia Fregolent e al Sindaco di Conegliano Fabio Chies. “L’incubatore a cassettini andrà ad affiancare i due incubatori già disponibili. La presenza dei cassettini ci permetterà di riservare uno spazio a ciascun paziente”, dichiara il responsabile del Centro

Potenziamento in vista per il Centro di Procreazione medicalmente assistita di Conegliano (Treviso). L’annuncio è giunto oggi, dal Direttore Generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi, nel corso di una visita alla struttura, effettuata assieme al Presidente del Comitato dei Sindaci Sonia Fregolent e al Sindaco di Conegliano Fabio Chies.

“Il potenziamento sarà sia strutturale che tecnologico – ha  anticipato Benazzi -. Dal punto di vista strutturale doteremo il Centro, che opera in sinergia con quello di Oderzo e la cui attività è in continuo incremento, di nuovi locali, in continuità con l’attuale sede, destinati ad ospitare degenze e uffici. Per quanto riguarda, invece, le apparecchiature, acquisteremo un micromanipolatore e un incubatore a cassettini, per un investimento complessivo di circa 100mila euro”.

“L’incubatore a cassettini – ha precisato Andrea Baffoni, responsabile del Centro – andrà ad affiancare i due incubatori già disponibili. La presenza dei cassettini ci permetterà di riservare uno spazio a ciascun paziente. Nel cassettino sarà collocato il vetrino con gli embrioni prelevati.  Il micromanipolatore, invece, andrà a raddoppiare l’attuale dotazione, e sarà utilizzato per effettuare la tecnica Icsi”.

“Questo Centro – ha commentato nel corso della visita il Presidente Fregolent – rappresenta una realtà importante per il nostro Distretto. L’auspicio è che continui a essere potenziata per dare una risposta adeguata a tutte quelle coppie che incontrano  difficoltà nell’avere un figlio”.  “Siamo di fronte a una struttura di eccellenza del nostro territorio – ha sottolineato invece il Sindaco Chies – struttura che è importante rafforzare affinché sia in grado di rispondere alle sempre maggiori richieste che arrivano”.

Dell’attività del Centro di Pma di Conegliano, e delle nuove tecniche di procreazione assistita si parlerà diffusamente, con alcuni dei maggiori specialisti a livello nazionale, nel corso del Convegno “La salute in rosa” in programma sabato 17 novembre dalle ore 8.30.

Un evento, quello in programma all’Accademia, nel corso del quale si parlerà, oltre che di Pma, anche di numerosi altri aspetti legati alla “Salute in rosa”, che vanno dall’umanizzazione del percorso nascita alla prevenzione.  

Il Convegno è aperto  tutti: per partecipare è necessario iscriversi qui. L’evento sarà in partnership con la “Corri in rosa 2018”, organizzata da Maratona di Treviso e giunta quest’anno alla quinta edizione, che si terrà il giorno successivo a San Vendemiano.

L’attività del centro
“Siamo estremamente soddisfatti dei risultati raggiunti, sia per quanto riguarda il numero di coppie seguite sia relativamente alle percentuali di gravidanze – ha commentato Baffoni. Va ricordato che, se abbiamo potuto raggiungere questi risultati è grazie ai notevoli investimenti fatti dalla Direzione, sia in termini di strutture sia di risorse umane. L’incremento continua  a riguardare soprattutto i trattamenti di secondo livello, per i quali in passato dovevamo appoggiarci a strutture esterne: siamo passati dalle 32 coppie seguite nel 2013 per l’inseminazione artificiale con le tecniche Fivet e Icsi, alle 302 dello scorso anno. Altro dato importante è quello relativo alla percentuale di gravidanze ottenute, percentuale che, considerando i trasferimenti di embrioni effettuati, si attesta sull’ordine del 23%”.

Tra i servizi importanti attivati dal Centro la crioconservazione di ovuli e spermatozoi dei pazienti con diagnosi di tumore: sono una decina i pazienti che annualmente vengono presi in carico.

L’età media delle pazienti che si sottopongono all’inseminazione artificiale è attorno ai 40 anni. Più bassa, ovviamente, l’età per quanto riguarda i trattamenti di 1° livello (vale a dire rapporti sessuali mirati e inseminazione intrauterina): quasi il 70% delle pazienti è under 40.

22 Ottobre 2018

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