Coronavirus. L’Ordine Tsrm-Pstrp di Lecce propone alla Regione Puglia progetto di sorveglianza attiva

Coronavirus. L’Ordine Tsrm-Pstrp di Lecce propone alla Regione Puglia progetto di sorveglianza attiva

Coronavirus. L’Ordine Tsrm-Pstrp di Lecce propone alla Regione Puglia progetto di sorveglianza attiva
L’idea è quella di attivare una "UOC di Laboratorio COVID” dedicata e “con adeguato Livello di Biosicurezza” per consentire "la centralizzazione di risorse strumentali e professionali in un’unica struttura, in modo tale da ottimizzare procedure, percorsi di accettazione e refertazione in tempi rapidi”. In questo modo, secondo l'Ordine Tsrm-Pstrp di Lecce, sarebbe possibile isolare tempestivamente le persone contagiate e asintomatiche e diminuire i ricoveri.

“Con un Sistema sanitario oggettivamente più fragile rispetto a quello delle regioni del nord, effettuare una sorveglianza più estesa, consentirebbe di isolare le persone contagiate da Coronavirus e asintomatiche così da diminuire progressivamente i ricoveri, unico modo per evitare il collasso”. È partendo da questa considerazione che il Presidente dell’Ordine delle Professioni Sanitarie della Provincia di Lecce (TSRM PSTRP) Dott. Piero Giorgio Pede e la Presidente della Commissione d’albo dei TSLB Dott.ssa Angela Pati hanno presentato alla Regione Puglia un progetto di sorveglianza attiva.
 
L’idea nasce alla luce della “necessità di un monitoraggio più capillare del personale sanitario, delle comunità ad alto rischio quali RSA e Carceri e del territorio, attraverso la mappatura dei casi asintomatici e sintomatici con sintomi lievi tramite analisi molecolare dell’Rna virale nel tampone rino-faringeo e/o escreato al fine di circoscrivere il contagio”.
 
La proposta è quella di attivare una “UOC di Laboratorio COVID con adeguato Livello di Biosicurezza, dedicata, eccezionalmente per tutta la fase di emergenza e ubicata preferibilmente presso il DEA nel rispetto delle Caratteristiche dei livelli di contenimento (Linee guida su base WHO)”.
 
“L’attivazione di suddetto Laboratorio – spiegano Pede e Pati – consentirebbe la centralizzazione di risorse strumentali e professionali in tale unica struttura, in modo tale da ottimizzare procedure, percorsi di accettazione e refertazione in tempi rapidi senza gravare ulteriormente sul Laboratorio di Patologia clinica dell'Ospedale "V.Fazzi"  e di recente anche sul Laboratorio del P.O. di Galatina, già investiti di un carico di lavoro improvviso, rilevante e di alta responsabilità dato dall’ esecuzione dei test molecolari urgenti”.

01 Aprile 2020

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