Covid. Appello degli psicologi piemontesi per la riapertura della scuola

Covid. Appello degli psicologi piemontesi per la riapertura della scuola

Covid. Appello degli psicologi piemontesi per la riapertura della scuola
La scuola, spiegano gli psicologi del Piemonte, “rappresenta il luogo per elezione del confronto e della crescita degli individui, della costruzione di soggetti capaci di affrontare le sfide della vita”. La conseguenza è l'aumento del disagio. Per gli psicologi del Piemonte, inoltre, la chiusura della scuola, contemporanea alla riapertura delle attività commerciali, “trasmette ai ragazzi disattenzione nei loro confronti se non come consumatori”. Da qui l'appello a “non sottovalutare le conseguenze del disinvestimento sulla dimensione di crescita”.

“Sono oltre 170 giorni che una classe non si riunisce tutta insieme: Dimenticati A Domicilio”. È questo, per gli psicologi del Piemonte, il nuovo significato dell’acronimo DAD nato per indicare la Didattica a Distanza. “Dimenticati a Domicilio è il modo che gli alunni utilizzano per ricordare alle istituzioni che la scuola in presenza vale più delle lezioni al computer.”

Da marzo la pandemia ha tenuto a casa buona parte degli studenti. In particolare sono le scuole superiori a pagare il prezzo più alto, e in parte anche le scuole medie. Ma l’Ordine degli Psicologi del Piemonte chiede di non sottovalutare le conseguenze di questo sacrificio chiesto ai ragazzi in nome della salute collettiva. “Da uno studio recente dell'Associazione di Psicologi ‘Donne e Qualità della Vita’, svolto nel corso del 2020, fatto su un campione di 600 soggetti tra i 12 e i 19 anni, risulta che 1 su 3 ha sviluppato un disturbo di tipo ansioso-depressivo che si manifesta attraverso gesti autolesionistici, tentativi suicidari, disturbi del comportamento alimentare, disturbi da attacco di panico, fino ad arrivare a stati dissociativi importanti accompagnati da depersonalizzazione e derealizzazione”.

Dati che, prosegue l’Ordine degli psicologi piemontesi, “sono in correlazione diretta con il fatto di non recarsi fisicamente a scuola. A questo studio si aggiungono quello del Gaslini di Genova e dell’Istituto Mario Negri di Milano e del Regina Margherita di Torino, in cui è stato evidenziato l’aumento dei tentativi di suicidio e dei suicidi compiuti nell’ultimo anno. Studi recenti esplorano gli effetti dell’isolamento, della quarantena e del distanziamento sociale. Uno di questi (Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, novembre 2020) sottolinea che I bambini e gli adolescenti hanno probabilmente maggiori probabilità di sperimentare alti tassi di depressione e molto probabilmente ansia a causa dell'isolamento forzato”. 

La chiusura delle scuole, la stretta alle relazioni sociali, spiegano gli psicologi, fa cresce la paura. “Il mantenimento delle scuole chiuse toglie ai ragazzi un luogo di confronto dove potersi immaginare attori del loro futuro, e dove essere sostenuti nel poterlo pensare e diventare. Questo tipo di atteggiamento, che non considera prioritaria la condizione dei ragazzi, ricade sugli stessi in modo depressivo”.


Inoltre, secondo gli psicologi piemontesi, “quello che i ragazzi vivono trova riscontro nel mondo circostante che apre al consumo e non allo studio". La chiusura della scuola, contemporanea alla riapertura delle attività commerciali, “trasmette ai ragazzi disattenzione nei loro confronti se non come consumatori. Si sottovalutano le conseguenze del disinvestimento sulla dimensione di crescita, se non esclusivamente in termini di soggetti abilitati a spendere denaro”.

Gli psicologi lanciano dunque un appello alla riaperturea delle scuole: “Siamo molto preoccupati degli effetti che la chiusura protratta della scuola e il confinamento dentro le mura domestiche hanno sulla salute mentale dei bambini e dei ragazzi. La salute e la cura delle giovani generazioni è un bene comune e noi psicologi siamo chiamati ad esplicitare, viste le nostre competenze, quali sono i danni che la gestione di questa pandemia sta producendo”.

14 Gennaio 2021

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