Covid. In regione 3.317 contagi sul lavoro. La professione più colpita è quella degli infermieri

Covid. In regione 3.317 contagi sul lavoro. La professione più colpita è quella degli infermieri

Covid. In regione 3.317 contagi sul lavoro. La professione più colpita è quella degli infermieri
Con l’ultimo report sugli infortuni sul lavoro dell’Inail, si conferma che anche in Friuli Venezia Giulia la categoria più colpita risulta essere quella degli infermieri a cui si riferiscono la gran parte dei contagi avvenuti in ambiente sanitario. I rappresentanti delle Professioni infermieristiche di Udine e di Trieste, con il più alto contagio, danno la loro interpretazione. I DATI.

I contagi sul lavoro da Covid-19 in Friuli Venezia Giulia resi noti dall’Inail, e aggiornati al 31 gennaio 2021 sono stati 3.317, pari al 2,2% sul totale in Italia, mentre i morti risultano essere 3, pari allo 0,7% sul totale in Italia. Fra le città più colpite: Udine con il primato di 1.410 contagiati e 1 deceduto, a seguire Trieste con 978 contagiati e 1 deceduto, Pordenone con 647 contagiati e 1 deceduto, Gorizia con 282 contagiati.
 
Il comparto della sanità e dell’assistenza sociale ha raccolto da solo il 68,4% delle denunce e al suo interno le professioni più colpite sono quella dei tecnici della salute che coprono il 38,3% del totale delle denunce (di cui l’81,2% provenienti da infermieri, il 13% da assistenti sanitari e fisioterapisti, il 3% dai tecnici sanitari di radiologia).
 
Seguono con il 26,2% delle denunce le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali (di cui il 55,4% sono operatori socio assistenziali, il 20,2% assistenti socio sanitari con funzioni di sostegno, il 12,3% assistenti accompagnatori per disabili).
 
Infine il 7,3% delle denunce provengono da medici, di cui oltre il 50% è composto da medici internisti, generici, geriatri e anestesisti.
 
A commentare la professione più colpita con le percentuali più alte di contagio in Udine e a Trieste, gli stessi presidenti degli Ordini delle professioni infermieristiche, rispettivamente Stefano Giglio, Opi Udine e Cristina Brandolin Opi Trieste.
 
I deficit riscontrati in questo periodo, che conta nel 2020 un primato di 1 deceduto e 1.410 contagiati, secondo il presidente Opi di Udine, Stefano Giglio, sono state diverse. “A nostro avviso il problema principale è dato dal fatto che nella nostra regione è mancato un punto di riferimento infermieristico nella task force di coordinamento. Questo ha comportato alla categoria degli infermieri e alle altre professioni delle scelte organizzative spesso non condivise e che hanno inciso sugli esiti della salute del personale e della popolazione. Un esempio per tutti, è stato quello di avere aperto reparti Covid senza un minimo coinvolgimento della categoria – incalza Gliglio –  addirittura obbligando lo spostamento di risorse infermieristiche, spesso carenti nelle competenze necessarie, a gestire sistemi ad alta complessità. Il rapporto inviato ad agosto 2020 da OPI di Udine alla Regione sulla situazione delle case di riposo, esprimeva la necessità di una governance nuova ed in grado di sviluppare sistemi stabili, concreti ed in linea con i nuovi modelli assistenziali di presa in carico delle cronicità. Altro aspetto sull’alto contagio che hanno coinvolto le case di riposo”.
 
Secondo il neo presidente dell'Ordine delle Professioni Infermieristiche (Opi) di Trieste, Cristina Brandolin, Trieste ha sofferto 1 deceduto e 978 contagi perché la categoria degli infermieri è di per se quella che svolge attività relazionale-assistenziale con il paziente, inoltre “essere infermiere in tempi di Covid vuol dire avere una doppia esposizione al contagio per il motivo che ogni infermiere, come del resto anche i medici e gli operatori socio sanitari, hanno anche una vita propria, con familiari spesso anziani con altrettanti carichi assistenziali”.
 
Altro elemento affatto trascurabile e he secondo Opi di Trieste ha contribuito al contagio della professione dell’infermiere sono state “le politiche che per anni abbiamo avuto sul blocco delle assunzioni, esponendo i professionisti, con età media di 50 anni, con carichi aggiuntivi di lavoro e a turnazioni che hanno messo molte volte a rischio la salute psico-fisica degli stessi lavoratori. Abbiamo visto cosa è successo nelle strutture per anziani, dove si sono verificati molti contagi, a mio modo di vedere perché il personale era già poco e sempre lo stesso ed erano sempre lì a fare il loro dovere”,  conclude il Presidente Brandolin.
 
Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

23 Febbraio 2021

© Riproduzione riservata

Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente
Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente

Novant'anni dalla fondazione e trent'anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS): nel 2026 lo Spallanzani celebra due ricorrenze che rappresentano l'occasione per riflettere sul...

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni
Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni

Con 1.224 Case di comunità attive al 30 giugno 2026, 186 in più rispetto al target minimo di 1.038 fissato dal Pnrr, la nuova assistenza territoriale entra nella fase decisiva:...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...