Covid. Sicilia, Fismu denuncia: “A Catania 7 laboratori su 8 inutilizzati per analizzare i tamponi e la Regione appalta i test ai privati”

Covid. Sicilia, Fismu denuncia: “A Catania 7 laboratori su 8 inutilizzati per analizzare i tamponi e la Regione appalta i test ai privati”

Covid. Sicilia, Fismu denuncia: “A Catania 7 laboratori su 8 inutilizzati per analizzare i tamponi e la Regione appalta i test ai privati”
Per il sindacato la situazione è “sempre più fuori controllo, siamo prossimi ad essere il fanalino di coda in Italia per i tamponi e siamo in crisi anche per la buona organizzazione della campagna per i vaccini anti influenzali, perché insufficienti o distribuiti in modo disomogeneo”. Criticità che, secondo il sindacato, dipendono anche da fatto che "non ci sono medici specialisti a dirigere i posti chiave della sanità in Sicilia”.

“Degli 8 laboratori presenti nella provincia di Catania solo 1, quello di Caltagirone sta operando per analizzare i tamponi per il Covid19. Il resto dei test viene scaricato sul Policlinico Universitario, con evidenti, e gravi, conseguenze, e ritardi, nei tracciamenti dei pazienti positivi". Lo denuncia, in una nota, Cosimo Trovato, coordinatore provinciale di Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti-Fismu Catania, sottolineando anche come “la parte pubblica si rivolga poi a laboratori privati (da pagare) per ridurre le attuali inefficienze, invece di attrezzare e attivare le strutture esistenti”.

I dirigente di Fismu segnala un’altra anomalia: “A livello provinciale la gestione degli interventi sanitari per contrastare il Covid19 non è affidata a medici igienisti ed epidemiologi”. Su questo punto, Trovato, (che ha anche già scritto in merito al direttore generale dell’Asp Maurizio Lanza) ricorda, "vista la gravità dell’epidemia, quanto sia sbagliato che non sia dia impulso al dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria etnea, puntando su medici specialisti”. “È superfluo sottolineare la delicatezza e l'importanza strategica del dipartimento alla luce dell’attuale pandemia che richiede specifiche competenze, non solo gestionali, e una seria organizzazione della sorveglianza sanitaria che assicuri efficacia e continuità di azione. Appare francamente singolare, quindi, al di là dei meriti e della qualità professionali, che sia un ingegnere a dirigere il dipartimento di prevenzione medica”.

“Ma non c’è da meravigliarsi della situazione catanese – stigmatizza Paolo Carollo, segretario regionale Fismu – visto che anche il dirigente generale dell’assessorato alla salute è un ingegnere, mentre la dirigente generale del dipartimento delle attività sanitarie e dell'osservatorio epidemiologico è una commercialista-revisore contabile. Sicuramente eccellenti professionisti, ma non ci sono medici specialisti a dirigere i posti chiave della sanità in Sicilia. Come sempre in Sicilia la farsa si accompagna alla tragedia”.

“La situazione è sempre più fuori controllo – conclude Carollo – siamo prossimi ad essere il fanalino di coda in Italia per i tamponi e siamo in crisi anche per la buona organizzazione della campagna per i vaccini anti influenzali, perché insufficienti o distribuiti in modo disomogeneo. La realtà sanitaria nell’isola richiede urgentemente chiarezza e interventi a tutela della popolazione e dei medici che operano in prima linea. Si attivano e attrezzino tutti i laboratori pubblici per analizzare i test, invece di ricorrere ai privati, si avvii una fornitura adeguata di vaccini, si potenzino tutti i dipartimenti di prevenzione affidandoli a medici specialisti in tutta la regione. Si faccia subito tutto quanto necessario per contrastare davvero l’epidemia”.

19 Novembre 2020

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