Covid. Tar respinge la sospensiva, la Sardegna resta arancione 

Covid. Tar respinge la sospensiva, la Sardegna resta arancione 

Covid. Tar respinge la sospensiva, la Sardegna resta arancione 
Secondo il Tar, il ricorso “non appare assistito” da “sufficienti elementi di fondatezza”. In particolare, il Tar fa notare come l'inserimento della Sardegna in zona arancione sia coerente con le misure previste per le Regioni con un'incidenza settimanale di contagi superiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti. Il giudice evidenzia inoltre che, visto l'andamento dei dati, la Regione potrebbe tornare gialla già dal 5 febbraio. Dunque prima della camera di consiglio, fissata per il 17 febbraio. Solinas: “Sono certo che le nostre ragioni fossero prevalenti sulle argomentazioni puramente tecnicistiche del Ministero”. IL DECRETO DEL TAR

Il Tar della Sardegna ha respinto la richiesta di sospensiva presentata dal presidente della Regione, Christian Solinas, contro l’ordinanza del Ministro della Salute del 22 gennaio 2021, recante “Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 per la Regione Sardegna”, che ha decretato la permanenza della Regione in “zona arancione”. Il motivo? “Il ricorso, alla luce della documentazione e degli atti depositati” dal ministero nella giornata di ieri, “non appare assistito, ad un primo sommario esame tipico della fase cautelare, da sufficienti elementi di fondatezza”, si legge nel decreto.

A richiedere i documenti e gli atti al ministero era stato lo stesso Tar, che chiedeva di motivare la decisione di confermare l’inserimento dell’Isola in zona arancione, per spiegare i criteri seguiti per l’assegnazione delle colorazioni alle Regioni, nonché per riferire delle valutazioni fatte sui dati trasmessi dalla Sardegna al fine di ottenere il reinserimento in zona gialla.

Ed è proprio alla luce di quanto scritto nei documenti consegnati dal ministero che il Presidente della Sezione prima del Tar Sardegna, Dante D’Alessio, ha deciso di respingere la sospensiva.

Tra le varie motivazioni considerate nel decreto, si evidenzia che:

– “in particolare, per quel che qui interessa, è stata prevista l’assegnazione della c.d. “zona arancione”, alle regioni nel cui territorio si manifesta un’incidenza settimanale dei contagi superiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti, che si collocano in uno scenario almeno di “tipo 2” (con riferimento al valore del RT), con un livello di rischio almeno “moderato”, ovvero che si collocano in uno scenario di “tipo 1” e con un livello di rischio “alto”;

– la classificazione del rischio del diffondersi dell’epidemia (molto bassa, bassa, moderata, alta, molto alta), è individuata sulla base degli indicatori di cui al D.M. 30 aprile 2020, monitorati dalla citata Cabina di Regia di cui al D.M. 29 maggio 2020, che consentono una classificazione settimanale della situazione regionale;

– l’applicazione dei nuovi parametri è effettuata mediante uno schema che prevede l’assegnazione del colore in modo automatico sulla base della probabilità e dell’impatto accertati in base ai dati oggetto del rapporto settimanale dell’ISS che, sulla base delle segnalazioni trasmesse, indica il rischio epidemiologico delle regioni in base a diversi indicatori;

– la Regione Sardegna è stata assegnata in zona arancione, come si evince dallo schema riportato alla pagina 2 del verbale della riunione della Cabina di Regia del 22 gennaio 2021, perché, sulla base dei suddetti parametri predeterminati, è risultata “alta” la classificazione complessiva del livello di rischio, accertato con i dati dell’incidenza dei casi su 100.000 abitanti (rispettivamente 203,81 e 78,57 nei 14 giorni e nei 7 giorni di rilevazione); con il dato di RT (di 0,95) e con l’indicatore 1 della compatibilità RT sintomi puntuale con gli scenari di trasmissione;

– la Regione Sardegna è stata quindi assegnata in zona arancione facendo applicazione dell’art. 2 del citato DPCM secondo cui le misure previste per la “zona arancione” sono applicate alle regioni nel cui territorio si manifesti un’incidenza settimanale dei contagi superiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti e che si collocano in uno scenario di “tipo 1” e con un livello di rischio “alto”;

– la normativa vigente (articolo 1, comma 16-ter, del decreto-legge n. 33 del 2020, convertito in legge 14 luglio 2020, n. 74, che disciplina la c.d. “declassificazione”) prevede una possibile riclassificazione migliorativa quando i parametri risultino positivi in due report consecutivi (e quindi dopo due settimane), con la conseguenza che la Sardegna potrà beneficiare dell’accertato miglioramento dei suoi dati (se confermati nel report successivo), con il passaggio alla inferiore zona gialla, già nella prossima determinazione del Ministero;

– tali criteri risulta siano stati applicati anche nei confronti delle altre Regioni che hanno ottenuto una riclassificazione migliorativa (pur avendo nell’ultimo report dati peggiori rispetto alla Sardegna ma con una classificazione migliore considerate le due settimane di rilevazione);

– solo nei confronti della Regione Lombardia risulta sia stata effettuata una variazione anticipata perché è stata dimostrata l’erroneità dei dati che erano stati precedentemente trasmessi dalla stessa Regione Lombardia e che avevano determinato la precedente classificazione in zona rossa”.

Il Tar tiene inoltre conto che “il consolidarsi di dati positivi sulla diffusione epidemiologica, già rilevati dalla Cabina di Regia nella riunione del 29 gennaio 2021, potrebbe portare alla decisione di riportare la Regione Sardegna in zona gialla già nella prossima riunione della Cabina di Regia che dovrebbe tenersi il prossimo venerdì 5 febbraio”.

Il Governatore Solinas ha commentato il pronunciamento con queste parole: “Rispetto la sentenza del Tar – dichiara il Capo di giunta -, come ogni altro pronunciamento della Magistratura, ma sono certo che le ragioni della Sardegna fossero prevalenti sulle argomentazioni puramente tecnicistiche e farisaiche avanzate dal Ministero. Abbiamo condotto una battaglia difficile, ma sono orgoglioso di avere difeso gli interessi legittimi della Sardegna, che faremo emergere anche nella discussione di merito”.

“Ricordo ancora una volta che dietro i colori assegnati da certi moderni “Dottori della Legge” – prosegue il Presidente -, ci sono i volti delle persone sofferenti, le attività economiche e produttive in crisi che hanno faticato in questi mesi per restare in vita e assicurare un futuro ai propri titolari e dipendenti. I dati ufficiali e il confronto con gli indicatori di altre regioni in zona gialla attestavano l'ingiustizia del provvedimento adottato; erano già stati attivati numerosi nuovi posti in terapia intensiva e l'indicatore RT non e' mai stato tale da giustificare la collocazione in arancione. Ed anche l'ultimo rapporto Gimbe confermava una situazione pienamente sotto controllo e in continuo miglioramento”.

“Il Ministro era stato sordo alle nostre ragioni – conclude amareggiato – Solinas, e non ci era stato consentito di esprimere i nostri elementi di valutazione, che certo avrebbero consentito di pervenire a conclusioni differenti. Questa sentenza conferma purtroppo una decisione arbitraria di uno Stato ostile alla Sardegna”.

Elisabetta Caredda

Elisabetta Caredda

02 Febbraio 2021

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