Covid. Tsrm e Pstrp piemontesi contro lo scambio di competenze tra professionisti, ma disponili ad eseguire i tamponi

Covid. Tsrm e Pstrp piemontesi contro lo scambio di competenze tra professionisti, ma disponili ad eseguire i tamponi

Covid. Tsrm e Pstrp piemontesi contro lo scambio di competenze tra professionisti, ma disponili ad eseguire i tamponi
In una lettera ai vertici della sanità regionale, l’Ordine di Torino, Aosta, Alessandria e Asti  contestano la direttiva con cui si chiede alle aziende, dove necessario, di far svolgere ad altre figure professionali il lavoro degli infermieri. “Così si incorrere nell’esercizio abusivo di una professione”. Diverso, per l’Ordine Tsrm e Pstrp, il caso dell’esecuzione di tamponi naso-faringei da parte di qualsiasi professionista sanitario, anche gli iscritti Ordini  Tsrm e Pstrp. Ferma restando la necessità di una “precedentemente idonea formazione con conseguente certificazione della competenza acquisita”.

Chi non è infermiere non può fare l'infermiere. Dopo i medici, anche l’Ordine TSRM e PSTRP di Torino, Aosta, Alessandria, Asti prende netta posizione in merito alla direttiva che la Direzione Welfare regionale ha dato alle aziende per far fronte alla carenza di personale. Nella comunicazione si parla, infatti, “nelle more delle assuzioni dei profili sanitari ricercati”, di “voler procedere all'assunzione di altre figure sanitarie o tecniche equivalenti e, qualora necessario, di profili superiori”.


 


“Pur tenendo conto dell’oggettiva difficoltà di reperire il personale sanitario necessario a gestire in modo sicuro ed efficace l’attività assistenziale richiesta dall’emergenza pandemica – scrive la presidente dell’Ordine, Monica Franconeri, in una lettera ai vertici della sanità piemontese -, non si possono condividere iniziative che non tengono in debito conto i campi di esercizio tipici e riservati delle singole professioni sanitarie, così come previsti dalla normativa statuale, determinati dai profili professionali, dalla formazione universitaria di base e post base e dai codici deontologici e resi operativi dall’abilitazione all’esercizio. Le attività tipiche e riservate che lo Stato attribuisce a ogni singola professione sanitaria non possono essere svolte da soggetti diversi da quelli che, per formazione e conseguente abilitazione, vi appartengano; nel farlo si incorrerebbe nell’esercizio abusivo di una professione”.

Ciò premesso, per Franconeri diverso è invece il caso dei tamponi naso faringei. “E’  prevedibile che tutte le professioni sanitarie vengano coinvolte nell’effettuazione di atti che non sono tipici e riservati di alcuna di esse. A esempio – contina la prsidente dei TSRM e PSTRP di Torino, Aosta, Alessandria, Asti – nulla osterebbe nei confronti dell’esecuzione di tamponi naso-faringei da parte di qualsiasi professionista sanitario precedentemente sottoposto a idonea formazione con conseguente certificazione della competenza acquisita. Tenuto conto sia del fatto che l’attività non è tipica e riservata di alcuna professione sanitaria, sia del predetto stato di emergenza, gli iscritti agli Ordini TSRM e PSTRP, potrebbero anche beneficiare della copertura prevista dalla polizza assicurativa federativa".

11 Novembre 2020

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