Cure ai senza dimora. L’Emilia-Romagna rinnova l’impegno

Cure ai senza dimora. L’Emilia-Romagna rinnova l’impegno

Cure ai senza dimora. L’Emilia-Romagna rinnova l’impegno
Dal 2021 i cittadini italiani privi di residenza anagrafica ma presenti in Emilia-Romagna hanno diritto al medico di base e alle prestazioni previste dai Lea: devono solo richiedere, con il supporto dei servizi sociali, una registrazione annuale all’anagrafe sanitaria. Alle Aziende sanitarie 100mila euro per garantire il servizio. Donini e Taruffi: “Un sistema è tanto più forte quanto più si prende cura dei più fragili”

“Senza tetto non vuol dire senza diritti”. Con queste parole la Regione Emilia-Romagna annuncia la conferma del proprio impegno per garantire il diritto alla salute delle persone senza dimora, che continueranno a usufruire dell’assistenza sanitaria come tutti i cittadini. Una delibera di Giunta, approvata nell’ultima seduta, assegna alle Aziende sanitarie 100mila euro, necessari per coprire le spese di questo servizio per il 2023.

C’è una legge, infatti, in Emilia-Romagna, la numero 10 del 29 luglio 2021, che riconosce ai cittadini italiani privi di qualsiasi assistenza sanitaria la possibilità di iscriversi nelle liste degli assistiti delle Aziende Usl del territorio regionale. In questo modo possono scegliere il medico di medicina generale e accedere alle stesse prestazioni garantite dai Livelli essenziali di assistenza per i cittadini italiani residenti nel nostro Paese.

“Il diritto alla salute è un diritto fondamentale dell’individuo riconosciuto dalla Carta costituzionale, che sottolinea anche come lo Stato debba garantire cure gratuite agli indigenti- è il commento congiunto gli assessori alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, e al Welfare, Igor Taruffi-. La Regione Emilia-Romagna crede in una sanità pubblica e universalistica e questo provvedimento non fa altro che confermare il nostro impegno perché siano tutelati i diritti di tutte le persone. Un sistema sanitario è tanto più forte quanto più si prende cura dei più fragili”.

La normativa regionale individua con precisione i destinatari di questi servizi: cittadini italiani privi di residenza anagrafica in Italia o all’estero che, pur non avendo una dimora fissa, sono presenti sul territorio regionale. I servizi sociali dei Comuni sono chiamati a identificare e prendere in carico tali persone e a seguirle negli adempimenti necessari per l’iscrizione e la scelta del medico. In questo processo possono richiedere per esempio la collaborazione degli assistenti sociali dei servizi ospedalieri o del Sert, o quella dei soggetti del Terzo settore che svolgono attività a favore delle persone in situazione di fragilità.

La persona senza dimora deve recarsi all’anagrafe sanitaria portando con sé il proprio documento di identità, il codice fiscale o l’estratto dell’atto di nascita, oltre al modulo rilasciato dai servizi sociali che attesta il possesso dei requisiti richiesti. Al cittadino viene rilasciato il promemoria di iscrizione al Servizio sanitario regionale da parte dell’anagrafe sanitaria, che ha validità annuale come l’assegnazione al medico di base.

Le persone sono registrate a tempo determinato nell’anagrafe degli assistiti come domiciliati esterni a scadenza. Qualora dovessero in seguito dichiarare la residenza anagrafica in un Comune, la loro posizione verrebbe regolarizzata e risulterebbero iscritti a tempo indeterminato nell’Anagrafe sanitaria.

Una persona senza dimora infatti ha diritto all’iscrizione anagrafica. Deve rivolgersi all’Ufficio anagrafe del Comune di riferimento e presentare l’istanza di iscrizione: a quel punto, in assenza di un’abitazione, le sarà assegnato l’indirizzo presso una via fittizia presente appositamente nello stradario comunale.

07 Novembre 2023

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