Dal dipartimento delle professioni sanitarie agli ambulatori infermieristici sul territorio. Le richieste dell’Opi Pescara alla Regione

Dal dipartimento delle professioni sanitarie agli ambulatori infermieristici sul territorio. Le richieste dell’Opi Pescara alla Regione

Dal dipartimento delle professioni sanitarie agli ambulatori infermieristici sul territorio. Le richieste dell’Opi Pescara alla Regione
Le istanze presentate a un incontro promosso dall’Opi alla presenza, tra gli altri, dell’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì. Per la presidente Opi, Irene Rosini “l’attivazione del dipartimento delle professioni sanitarie è fondamentale per il riconoscimento culturale della professione infermieristica”. Dalla Regione l’impegno a istituire un tavolo tecnico permanente tra le istituzioni e gli Ordini degli infermieri per realizzare l'integrazione fra i servizi ospedalieri e territoriali.

Attivazione del dipartimento delle professioni sanitarie e degli ambulatori infermieristici nelle quattro province abruzzesi, presa in carico del paziente fragile e riorganizzazione della rete assistenziale sul territorio con l’introduzione della figura dell’infermiere di famiglia. Sono queste le proposte avanzate dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche (Opi) di Pescara nel corso dell’incontro “Com’è cambiata la sanità pubblica e privata in risposta ai nuovi determinanti della salute” che si è tenuto negli scorsi giorni all’Auditorium Petruzzi di Pescara.

Il convegno, organizzato dal consiglio direttivo dell’Opi Pescara presieduto da Irene Rosini, è stato moderato da Elisa Di Tullio e Giuseppe di Maggio, e ha visto la partecipazione di un nutrito parterre di relatori: Carla Collicelli, ricercatore senior associato Cnr-Itb; Tonino Aceti, portavoce Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (Fnopi); Tullio Spina, anestesista e rianimatore; Alessio Sichetti, vicepresidente dell’Opi di Pescara e coordinatore infermieristico al Pronto Soccorso; Irene Rosini, presidente dell’Opi di Pescara e coordinatrice infermieristica della Terapia Intensiva; Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (Fnopi).

La carenza ordinaria e straordinaria di infermieri in Abruzzo, le criticità rilevate in alcuni reparti dell’ospedale civile di Pescara e l’analisi dei bisogni di salute dei cittadini sono state discusse nel corso della tavola rotonda finale con l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì e con i presidenti dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Pescara (Irene Rosini), Chieti (Giuseppe Cicolini), L’Aquila (Maria Luisa Ianni) e Teramo (Cristian Pediconi). “Il dibattito – riferisce l’Opi Pescara in una nota –  si è chiuso con un impegno preciso da parte della Regione: la firma, nelle prossime settimane, di un protocollo che andrà a istituire un tavolo tecnico permanente tra le istituzioni e i rappresentanti dell’Ordine degli infermieri per realizzare la necessaria integrazione fra i servizi ospedalieri e territoriali. L’integrazione ospedale-territorio, infatti, come ha garantito l’assessore Verì, farà parte del nuovo piano territoriale compreso nel piano di rientro dal disavanzo sanitario”.

La necessità di riorganizzare la rete assistenziale sul territorio, spiega infatti l’Opi, “si somma al problema cronico degli organici ridotti all’osso che pregiudica la qualità e la sicurezza delle cure per i cittadini”. Complessivamente, com’è stato reso noto nel corso dell’incontro “Com’è cambiata la sanità pubblica e privata in risposta ai nuovi determinanti della salute”, in Abruzzo mancano all’appello 2.482 infermieri tra carenze ordinarie e straordinarie, pensionamenti previsti e raggiungimento di quota 100. Di contro, il progressivo invecchiamento della popolazione e l’aumento delle cronicità e del numero di pazienti complessi portano all’insorgenza di nuovi bisogni assistenziali e alla crescita degli accessi al Pronto Soccorso. Solo a Pescara ogni anno si verificano 95mila ingressi: un numero enorme se si considera che il 20% delle prestazioni potrebbe essere erogato negli ambulatori di zona. In parallelo aumenta anche il tasso di occupazione in alcuni reparti critici dell’ospedale: nel primo semestre 2019 Geriatria ha raggiunto il 149%, a fronte del 121% registrato a dicembre 2018, mentre Medicina generale ha toccato il 109% rispetto all’88% dello scorso anno.

“C’è bisogno di un cambiamento culturale nella gestione dell’assistenza primaria e delle cronicità con un miglioramento nell’accesso alle cure – sottolinea nella nota Irene Rosini – si stima che un coordinamento assistenziale inadeguato comporta una spesa di 2,58 miliardi di euro all’anno. L’attivazione del dipartimento delle professioni sanitarie, come riportato negli atti aziendali, è fondamentale perché soltanto attivandolo possiamo avere il riconoscimento culturale della professione infermieristica. È dimostrato che gli infermieri con competenze avanzate, gli infermieri specialistici clinici e gli infermieri nei dipartimenti di emergenza hanno un impatto positivo sulla qualità delle cure, sulla soddisfazione dei pazienti e sui costi sanitari, ma anche sul tasso di ospedalizzazione e sulla gestione stessa delle patologie croniche”.

28 Ottobre 2019

© Riproduzione riservata

Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente
Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente

Novant'anni dalla fondazione e trent'anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS): nel 2026 lo Spallanzani celebra due ricorrenze che rappresentano l'occasione per riflettere sul...

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni
Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni

Con 1.224 Case di comunità attive al 30 giugno 2026, 186 in più rispetto al target minimo di 1.038 fissato dal Pnrr, la nuova assistenza territoriale entra nella fase decisiva:...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...