Dalla Regione 4 milioni di euro per accordo integrativo con i pediatri di famiglia

Dalla Regione 4 milioni di euro per accordo integrativo con i pediatri di famiglia

Dalla Regione 4 milioni di euro per accordo integrativo con i pediatri di famiglia
Istituite le Aggregazioni Funzionali Territoriali di Pediatri di Famiglia; incentivate le forme associative strutturate, quali punti sul territorio collegati alla Casa della Comunità. Previsto l'incremento dell'impegno orario del personale di studio, sia amministrativo che infermieristico. I pediatri di famiglia si occuperanno anche delle conseguenze del Covid. Moratti: “Nell'ottica di migliorare l'organizzazione del settore”.

Quasi 4 milioni di euro per dare una forte spinta a forme collaborative tra pediatri, pur mantenendo il valore della prossimità nella distribuzione degli studi, in attuazione dell’Accordo Collettivo Nazionale. È uno tra gli obiettivi della delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta della vicepresidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti, che mira a ottimizzare il settore in Lombardia.

In tale prospettiva, l’Accordo Integrativo Regionale istituisce le Aggregazioni Funzionali Territoriali di Pediatri di Famiglia e incentiva le forme associative strutturate, quali punti sul territorio collegati alla Casa della Comunità. Previsto anche l’incremento dell’impegno orario del personale di studio, sia amministrativo che infermieristico. In tema progettualità di sistema, cosiddetti progetti di governo clinico, i pediatri di famiglia si occuperanno anche delle conseguenze della pandemia da SARS-CoV-2.

“L’Accordo Integrativo Regionale – ha commentato la vicepresidente e assessore al Welfare Moratti – si inserisce nel contesto di evoluzione del sistema sanitario regionale, relativamente al potenziamento dei servizi territoriali, in sinergia con quanto avviato con i Medici di Medicina Generale e l’avvio delle Case di Comunità. Con questa delibera abbiamo dato seguito all’Accordo Collettivo Nazionale e alla riforma prevista dal PNRR, nell’ottica di migliorare l’organizzazione del settore”. “Tutto ciò – ha aggiunto la vicepresidente – al fine di fornire ulteriori risposte ai cittadini”.

Tra le azioni finalizzate a ridurre il ‘carico burocratico’ dei pediatri, sono stati definiti ulteriori incentivi economici per l’impiego di personale di studio sia amministrativo che infermieristico, anche per facilitare la messa a regime dei nuovi modelli organizzativi di assistenza territoriale sempre basati sul ‘lavorare insieme’.

Tra gli screening effettuati dai pediatri sono confermati anche per il 2022 quello per l’autismo e il test sull’autostima a quattordicenni e quindicenni.
In tema progettualità di sistema (c.d. progetti di governo clinico) i pediatri di famiglia lavoreranno l’area delle conseguenze della pandemia da SARS-CoV-2. La finalità del progetto, oltre alla rilevazione dell’impatto, è quella di anticipare i possibili sviluppi negativi fornendo essenziali dati epidemiologici per l’attivazione dei sistemi di rete assistenziali. Inoltre, le azioni correlate al progetto costituiranno fondamento ad una reale e fattiva presa in carico dell’adolescente da parte del naturale interprete dei suoi bisogni assistenziali complessivi, ovvero il Pediatra di Famiglia.

Al riguardo, quest’ultimo individuerà nella lista dei propri assistiti i soggetti che compiranno il 14° anno di età nel corso del 2022 successivi all’entrata in vigore dell’AIR. Ai loro genitori proporrà di rispondere al ‘Questionario esiti sociosanitari post pandemia in adolescenti’.

11 Ottobre 2022

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