Debiti PA. Intervista ad Alberti (Fiaso): “Decreto deludente. Pagamenti a rischio”

Debiti PA. Intervista ad Alberti (Fiaso): “Decreto deludente. Pagamenti a rischio”

Debiti PA. Intervista ad Alberti (Fiaso): “Decreto deludente. Pagamenti a rischio”
Il presidente della Federazione delle aziende sanitarie giudica in chiaro scuro il provvedimento del Governo e segnala alcuni nodi, a partire dal fatto che “contiene molte criticità nel testo sulle modalità di erogazione che potrebbero vanificare l’intento positivo delle misure e ridurne gli effetti”.

“Sollecitavamo da tempo un intervento che consentisse di rimettere in moto la macchina dei pagamenti” ma il provvedimento del Governo prevede “parecchi passaggi burocratici in un lasso di tempo limitato e questo certamente è un aspetto decisivo sui cui si dovrà agire”. A parlare è Valerio Alberti, presidente della Fiaso che in questa intervista, oltre al peso della burocrazia evidenzia come il decreto sullo sblocco dei pagamenti dei debiti della Pa vi è anche il problema che riguarda le Regioni in Piano di rientro, senza dimenticare la questione degli ammortamenti sterilizzati.
 
 
Presidente come giudica il decreto per lo sblocco dei pagamenti dei debiti della Pa?
Sollecitavamo da tempo un intervento che consentisse di rimettere in moto la macchina dei pagamenti verso i fornitori e da questo punto di vista è positivo che il Governo abbia adottato una misura del genere. Anche perché garantire tempi di pagamento congrui per le aziende sanitarie significa migliorare i rapporti con chi assicura beni e servizi con ricadute sicuramente positive anche sulla qualità dell’assistenza erogata. Tuttavia, vi sono molte criticità nel testo sulle modalità di erogazione che potrebbero vanificare l’intento positivo delle misure e ridurne gli effetti.
 
E quali sono queste criticità?
La prima riguarda le procedure che prevedono parecchi passaggi burocratici in un lasso di tempo limitato e questo certamente è un aspetto decisivo sui cui si dovrà agire. Sono state contate 36 procedure attuative. Forse un po’ troppe…
 
E poi?
 
Il decreto prevede per la sanità lo sblocco di 5 mld per il 2013 e di altri 9 mld nel 2014 per un totale di 14 miliardi. Certamente una cifra cospicua ma che non rappresenta nemmeno il 50% dei 40 miliardi stimati di debito della sanità nei confronti delle imprese. E poi ci potrebbe essere un problema anche per quanto riguarda le Regioni in piano di rientro.
 
In che senso?
Tra le condizioni per lo sblocco delle risorse, nel decreto si chiede alle Regioni di presentare un piano di misure, anche legislative, idonee e congrue di copertura annuale del rimborso dell'anticipazione di liquidità. Pr sottoscrivere nuovi prestiti e mutui, inoltre, sarà indispensabile dimostrare che il bilancio regionale è in una situazione di equilibrio strutturale. Ebbene mi chiedo come possano aderire a tutto ciò le Regioni in piano di rientro e che hanno già una situazione di difficoltà economica. Quest’aspetto è molto delicato in quanto proprio negli enti locali in deficit si concentrano le criticità maggiori nei tempi di pagamento. E infine, vorrei evidenziare come non tutte le risorse potrebbero andare effettivamente alle aziende. Nell’articolo 3 comma 1 lettera a del decreto è previsto che parte delle risorse vadano a coprire le quote di ammortamento per gli investimenti in edilizia sanitaria ex articolo 20, che per un precedente accordo con l’Economia dal 2001 al 2011 non sono state realmente coperte. Somme che al momento è difficile quantificare.
 
 
Viste le criticità cosa vi aspettate che possa succedere?
Il nostro auspicio, trattandosi di un decreto è che il Parlamento possa intervenire su alcune grosse criticità. La prima delle quali da sciogliere è quella che riguarda il peso dei passaggi burocratici contenuti nel provvedimento. Ma sarebbe importante anche rimuovere le cause che fino ad oggi hanno generato i ritardi di pagamento. Prima tra tutte la politica di non garantire un flusso fluido della cassa una volta stabilito lo stanziamento del Fondo sanitario, nell’illusione che dando 90 anziché 100 si finisse per spendere meno. Un metodo che ha creato negli anni problemi di liquidità che sono una delle principali cause dell’indebitamento delle nostre Aziende.
 
 
Luciano Fassari

Luciano Fassari

10 Aprile 2013

© Riproduzione riservata

Dipendenze. “Potenziamento dei SerD anche nelle Case della Comunità e con servizi per i giovani”. Le priorità di FeDerSerD
Dipendenze. “Potenziamento dei SerD anche nelle Case della Comunità e con servizi per i giovani”. Le priorità di FeDerSerD

Rafforzare la qualità dei sistemi informativi per restituire una lettura più completa dei fenomeni legati alle dipendenze, potenziare la sanità territoriale per intercettare il bisogno sommerso e valorizzare il lavoro...

Grandi anziani. Al via i progetti Pnrr per la presa in carico domiciliare di 60mila over 80 fragili
Grandi anziani. Al via i progetti Pnrr per la presa in carico domiciliare di 60mila over 80 fragili

Favorire la cura a domicilio di grandi anziani con più di 80 anni, mediante l’adozione di strumenti digitali e la telemedicina, riducendo così il rischio di perdita dell’autosufficienza, con interventi...

Umbria. Indennità di Pronto Soccorso: ripartiti 7,7 milioni alle Aziende sanitarie
Umbria. Indennità di Pronto Soccorso: ripartiti 7,7 milioni alle Aziende sanitarie

La Giunta regionale dell’Umbria, su proposta della presidente Stefania Proietti, ha approvato il riparto e l’assegnazione alle Aziende sanitarie regionali delle risorse destinate all’indennità di Pronto Soccorso per il personale...

Case di Comunità. Polemiche in Piemonte sul reclutamento degli infermieri tramite Amos
Case di Comunità. Polemiche in Piemonte sul reclutamento degli infermieri tramite Amos

Il possibile reclutamento di infermieri tramite la società in house Amos per garantire il funzionamento delle future Case e degli Ospedali di Comunità in Piemonte accende il confronto tra Ordini...