Decreto Appropriatezza. Fimmg Napoli: “Vince il buon senso”

Decreto Appropriatezza. Fimmg Napoli: “Vince il buon senso”

Decreto Appropriatezza. Fimmg Napoli: “Vince il buon senso”
Per la Fimmg Napoli “la salute degli assistiti non può essere seconda ad alcun criterio di risparmio, non se queste linee guida tendono a mettere in soggezione il medico di Medicina Generale per indurlo a non prescrivere esami e prestazioni sanitarie”.

“La salute dei nostri assistiti non può essere seconda ad alcun criterio di risparmio, non se queste linee guida tendono a mettere in soggezione il medico di Medicina Generale per indurlo a non prescrivere esami e prestazioni sanitarie. Quelle trascorse sono state settimane di tensione, giorni nei quali il confronto è stato serrato e talvolta anche aspro, ma la posta in gioco era troppo alta”. Così, in una nota, i leader della Fimmg Napoli Corrado Calamaro e Luigi Sparano commentano la circolare applicativa del Ministero della Salute sul Dm appropriatezza.

Per Calamaro e Sparano “è incredibile che in Campania i medici specialisti non abbiano in dotazione il ‘ricettario rosso’, trasformando così i medici di Medicina Generale negli unici centri costo e scaricando ogni responsabilità dagli specialisti. Medici che invece hanno tutte le competenze per far parte del percorso di cura. Già oggi da tutti gli studi dei colleghi su tutto il territorio di Napoli e provincia ci arrivano segnalazioni di situazioni incredibili. Pazienti che erano già pronti ad indebitarsi pur di potersi curare stanno tirando un sospiro di sollievo, altri che avevano rinunciato agli accertamenti o alle terapie sono tornati a visita”.

Sulla questione i dottori Calamaro e Sparano ricordano l’impegno sostenuto, in primo luogo dalla Fimmg a tutti i livelli, sulla questione. “Anche gli Ordini dei Medici – aggiungono – in particolare quello di Napoli e di Bari hanno giocato un ruolo da protagonisti. Si pensi alla campagna di sensibilizzazione e informazione messa in campo nelle ultime settimane. Manifesti che hanno fatto molto discutere, aprendo uno spazio alla riflessione da parte dei cittadini e dell’opinione pubblica in generale”.

01 Aprile 2016

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