Decreto Fare. Regioni: “Norma su fascicolo sanitario elettronico da modificare”

Decreto Fare. Regioni: “Norma su fascicolo sanitario elettronico da modificare”

Decreto Fare. Regioni: “Norma su fascicolo sanitario elettronico da modificare”
È stato un parere favorevole, ma condizionato all’accoglimento di alcuni emendamenti quello che le Regioni hanno espresso in Conferenza Unificata al Decreto. Tra le richieste di modifica quella sul fascicolo sanitario elettronico al fine anche di prestare massima attenzione al settore socio sanitario.

Via libera al “Decreto fare”, ma condizionato all’accoglimento di una serie di emendamenti.
È quanto ha espresso la Conferenza delle Regioni e delle Province nell’ultima seduta della Conferenza Unificata, l’11 luglio scorso. Per quanto riguarda la sanità, in particolare, le Regioni chiedono modifiche all’articolo 17 “Misure per favorire la realizzazione del Fascicolo sanitario Elettronico”. Una richiesta in linea con la posizione della Commissione Affari Sociali, che pur esprimendo anch’essa parere favorevole all’impianto generale del decreto ha sollevato rilievi in merito al Fascicolo sanitario elettronico.
 
Le Regioni chiedono che venga soppressa la lettera c) del comma 1 che prevedeva che, in un’ottica di ottimizzazione e razionalizzazione della spesa informatica, le regioni utilizzassero oltre a quanto già stabilito dalla legge n. 221 del 2012, “l’infrastruttura centrale per il Fse fruibile in modalità cloud computing rese disponibile dall’Agenzia per l'Italia digitale”.
 
E ancora, le Regioni propongono la riformulazione della lettera d), comma 1, secondo capoverso come segue: “15-ter. L'Agenzia per l'Italia digitale sulla base delle esigenze avanzate dalle regioni nell'ambito dei rispettivi piani cura la progettazione e la realizzazione dell'infrastruttura centrale necessaria a garantire l'interoperabilità dei fascicoli regionali”. Ed anche la riformulazione della lettera d), comma 1, quarto capoverso: “15-quinquies. Per la realizzazione dell'infrastruttura centrale di interoperabilità FSE di cui al comma 15ter, è autorizzata una spesa non superiore ai 10 milioni di euro per il 2014 e ai 5 milioni di euro a decorrere dal 2015, da definirsi su base annua con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze su proposta dell'Agenzia per l'Italia digitale".
Le motivazioni delle richieste, hanno sottolineato le Regioni, derivano “da una precedente convergenza in sede di Cabina di regia”.
 
Infine, al comma 1, lettera d) al comma 15bis, le Regioni chiedono che a quanto previsto dal Decreto, ossia che "entro il 31 dicembre 2013 le Regioni presentano all'Agenzia per l'Italia Digitale il piano di progetto per la realizzazione del FSE”, venga inserita la locuzione “provvedendo per gli aspetti sociosanitari, anche alle necessarie connessioni con il settore sociale”.
Questo perché, come già avviene in sede nazionale in ordine alla collaborazione tra Ministeri (Salute e Lavoro e Politiche Sociali), per l’area dei minori, della disabilità e della non autosufficienza “le condizioni di salute della persona sono fortemente collegate alla presenza di struttura familiare e alle condizioni ambientali ai fini del supporto che la persona minore o fragile necessita sia per gli aspetti di cura che di riabilitazione”.

15 Luglio 2013

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