Defibillatori automatici. In Sardegna ci sono Comuni ancora sforniti. Le proposte del PD 

Defibillatori automatici. In Sardegna ci sono Comuni ancora sforniti. Le proposte del PD 

Defibillatori automatici. In Sardegna ci sono Comuni ancora sforniti. Le proposte del PD 
L’intento del gruppo PD è potenziare il territorio di dispositivi DEA salva-vita. Deriu: “Volgendo appello all’assessore Carlo Doria, ritengo utile nell’imminente compiere una mappatura della cardio-protezione in Sardegna, qualora non già disponibile. Sarebbe inoltre opportuno cogliere le esigenze dei Comuni e mettere tutti i dati a disposizione, anche attraverso l’eventuale coinvolgimento delle associazioni operanti nel settore”.

I giornali della Sardegna riportano ancora oggi notizie su decessi per arresto cardiaco improvviso avvenuti senza alcuna possibilità di tentare una rianimazione immediata attraverso l’uso di defibrillatori automatici esterni (DEA) a causa dell’assenza di questi dispositivi nelle vicinanze. Una mancanza che, in situazioni tempo-dipendenti come quelle di un arresto cardiaco improvviso, può anche fare la differenza tra la morte e la vita. Sulla questione interviene il consigliere regionale del PD, Roberto Deriu, che, in condivisione col Gruppo PD, porta in Consiglio alcune proposte e che sensibilizza, facendo appello all’assessore alla Sanità, attraverso il nostro giornale.

“In Sardegna – spiega il consigliere a Quotidiano Sanità -, le principali patologie croniche rilevate nei pazienti residenti sul territorio sono rappresentate per lo più, com’è risaputo, dalle malattie cardiovascolari e dai tumori. Basti pensare che secondo i dati Istat 2019, le malattie cardiovascolari rappresentano nel nostro territorio isolano la seconda causa di mortalità”.

“Ora – prosegue Deriu -, la Regione Sardegna in proposito posso dire ha sempre dato prova di interesse nei confronti della cardio-protezione su tutto il territorio; basti pensare alla misura denominata propriamente “Progetto regionale relativo all’acquisizione e diffusione dei Defibrillatori Semiautomatici Esterni (DAE) sul territorio”, approvato con deliberazione di Giunta n. 48/28 del 1° dicembre 2011”. Quindi in attuazione al Decreto interministeriale del 18 marzo 2011 che ha riguardato la “Determinazione dei criteri e delle modalità di diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni di cui all’articolo 2 comma 46 della legge n. 191/2009”. Il decreto ministeriale andava a definire il piano di acquisto e distribuzione dei DAE, tenendo conto dei dispositivi già presenti sul territorio e prendendo in particolare considerazione i luoghi a maggior rischio, nonché quelli con maggior difficoltà di collegamento”.

“Oltre a ciò – aggiunge il consigliere -, ricordo poi il progetto “Sardegna: isola cardio-protetta” promosso dall’Associazione sarda “Farmacia Politica”, nata anni fa dall’idea e l’unione di alcuni studenti universitari. Un progetto finalizzato a sostenere l’installazione di DAE nei comuni della Sardegna privi di defibrillatori o che necessitano di una maggior copertura, nonché a creare partenariati pubblico-privato per facilitare la clonazione di DAE e per sensibilizzare stili di vita atti a prevenire l’insorgenza di malattie cardio-circolatorie. Ancora, annovero inoltre la legge 4 agosto 2021, n. 116, sulle ‘Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici’”.

Deriu avanza le sue proposte: “L’utilizzo dei defibrillatori è consolidato essere ormai il più potente strumento salva-vita nell’attesa dell’arrivo dei soccorsi. Prendendo dunque atto di ciò, e volgendo appello all’assessore Carlo Doria, ritengo possa essere utile nell’imminente compiere una mappatura della cardio-protezione della Sardegna, qualora non sia già disponibile. Inoltre, sarebbe opportuno cogliere le esigenze e le scoperture dei comuni della Sardegna e mettere a disposizione i dati raccolti, anche attraverso l’eventuale coinvolgimento delle associazioni operanti nel settore”.

Elisabetta Caredda

Elisabetta Caredda

25 Maggio 2023

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