Diabete e cancro. Un convegno all’Asl AT per la creazione di una rete per la gestione del paziente

Diabete e cancro. Un convegno all’Asl AT per la creazione di una rete per la gestione del paziente

Diabete e cancro. Un convegno all’Asl AT per la creazione di una rete per la gestione del paziente
Sabato al Cardinal Massaia esperti di tutta la regione a confronto in un evento organizzato dalla struttura di Diabetologia dell’azienda astigiana in collaborazione con la Rete oncologica Piemonte e Valle d’Aosta e la Scuola di medicina dell’Università di Torino.

Appuntamento sabato, 30 gennaio, all’ospedale Cardinal Massaia di Asti per il convegno “Il management del paziente neoplastico con alterazioni endocrino-diabetometaboliche: appropriatezza organizzativa per un team di rete” organizzato dalla struttura di Diabetologia dell’azienda astigiana in collaborazione con la Rete oncologica Piemonte e Valle d’Aosta e la Scuola di medicina dell’Università di Torino.

Pur trattandosi di un argomento di estrema complessità, il convegno si pone degli obiettivi pratici e concreti così come spiega il dott. Luigi Gentile direttore della Struttura di Diabetologia dell’AslAT: “Innanzi tutto vogliamo rappresentare un momento di crescita culturale e di confronto permanente sull’interrelazione tra due importanti “capitoli” della Medicina. Questo momento di crescita intende favorire il miglioramento dei risultati clinici e della qualità dei servizi offerti al paziente diabetico (o con patologia endocrina) oncologico, in una logica di facilitazione del suo percorso all’interno della cronicità, ponendo attenzione anche alla “nuova categoria” rappresentata dai cancer survivors con alterazioni endocrinometaboliche, offrendo una risposta organica alla frammentazione della cura, al trattamento inappropriato e alla deviazione dalle linee guida”.

L’evento di sabato prossimo intende anche favorire l’integrazione, nel rispetto dei reciproci ruoli, tra Endocrinologi-Diabetologi ed Oncologi al fine di migliorare l’efficacia clinica e l'appropriatezza clinico-organizzativa, coniugandola con l’ottimizzare delle risorse, per arrivare alla condivisione di PDTA con approccio interdisciplinare, in grado di dare una risposta tanto nella gestione acuta del paziente in ospedale, quanto della post-acuzie sul territorio, costruendo pertanto un Team di Rete intra e sovra-aziendale, che integri le competenze e le conoscenze dei diversi specialisti coinvolti, garantendo così il superamento dell’organizzazione a “compartimenti stagni”, in una logica di miglioramento continuo e di integrazione tra i diversi “saperi” professionali.

“Tutto questo – conclude Gentile – nell’ottica di favorire lo sviluppo delle competenze professionali e di un serie di capacità di collaborazione e integrazione, di trasferimento delle proprie conoscenze, di comunicazione ai fini del miglioramento del servizio e della qualità della cura, consentendo di coniugare quindi, efficacia, sicurezza, appropriatezza clinica, equità, sostenibilità ed appropriatezza organizzativa”.

Diabete e cancro sono condizioni cliniche sempre più comuni, la cui gestione nello stesso individuo presenta spesso importanti difficoltà. "È noto inoltre – ricorda l'Asl – come la presenza di diabete si associ a un aumentato rischio di sviluppare vari tipi di neoplasie e come la coesistenza di diabete conferisca un incremento del rischio di mortalità per numerose patologie tumorali. La presenza di diabete nel paziente oncologico pone diversi problemi complessi relativi alla gestione clinica, quali gli obiettivi di compenso glicometabolico da perseguire, le modalità terapeutiche da adottare per controllare nel modo migliore l’iperglicemia, le potenziali limitazioni dei consueti trattamenti antitumorali e le eventuali ripercussioni generali dei suddetti trattamenti". Le condizioni che più comunemente richiedono l’intervento del diabetologo per un soggetto con patologia tumorale sono: 1) il trattamento di un paziente oncologico con diabete mellito noto e pre-esistente; 2) le turbative dell’omeostasi endocrino-metabolica in corso di terapia oncologica di soggetti senza malattia diabetica nota.

"Molto spesso Oncologo ed Endocrinologo-Diabetologo, si sono trovati a lavorare in modo scoordinato, determinando problemi quali la duplicazione degli interventi, ricoveri inappropriati, ritardi nell’accesso ai servizi da parte dei diabetici, lavoro improprio con appiattimento delle prestazioni, demotivazione e perdita di professionalità da parte di entrambi", evidenzia la Asl. "Nella gestione della complessità delle persone con malattia diabetica e malattia oncologica – conclude -, ha pertanto un ruolo determinante la collaborazione e l’interazione tra Oncologi e Diabetologi /Endocrinologi, promuovendo l'incontro tra le rispettive reti di assistenza, valorizzando il modello Hub&Spoke Regionale, creando sinergia tra quanto già costruito e formalizzato a livello regionale per la due discipline (Rete Oncologica Piemonte Valle d’Aosta // Pdta, già approvato dalla Regione per Asl AT, Asl AL, Aso AL) ed implementando la traslazione delle evidenze scientifiche in Pdta per le persone con malattie oncologiche ed alterazioni endocrinometaboliche, di cui un primo esempio concreto è il Pdta “Paziente Oncologico con Diabete Mellito” già formalizzato dalla Rete Oncologica ed oggetto di presentazione ufficiale in occasione dell'evento odierno".

27 Gennaio 2016

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