Disturbi alimentari. L’Asl di Avezzano istituisce un ambulatorio multidisciplinare

Disturbi alimentari. L’Asl di Avezzano istituisce un ambulatorio multidisciplinare

Disturbi alimentari. L’Asl di Avezzano istituisce un ambulatorio multidisciplinare
Per la prima volta lavorano in équipe e in modo integrato nutrizionista, pediatra, psicologo e psichiatra. Ogni anno, nella Asl, sono 200 i nuovi accessi di bambini per obesità e sovrappeso e 12 i pazienti (14-23 anni) con disturbi del comportamento alimentare. Ma il timore di uscire allo scoperto lascia sommerso un fenomeno molto più ampio.

Ogni anno 200 nuovi accessi in ambulatorio di bambini, per obesità e sovrappeso e 12 nuovi pazienti (14-23 anni) per disturbi del comportamento alimentare. Cifre di patologie che si coniugano con vocaboli come anoressia e bulimia, capaci di evocare immediatamente sofferenza, travaglio e drammi familiari. Un fenomeno di proporzioni notevoli nella Marsica che la Asl ha deciso di contrastare con strategie ancora più efficaci. Per la prima volta, infatti, un team di specialisti, all’interno dell’ospedale di Avezzano, ha cominciato a lavorare in sinergia su questi pazienti, giovani e giovanissimi, ma l’ambulatorio  si occuperà anche di adulti.

Si tratta di un nuovo servizio che ha fatto il suo debutto il 4 febbraio scorso e che, spiega la Asl in una nota, “assicura un’attività multidisciplinare di grande impatto medico e sociale”. Al quinto piano del presidio ospedaliero, nell’ala degli ambulatori di pediatra e ginecologia, è infatti iniziata l’attività dell’ambulatorio per i disturbi del comportamento alimentare.

L’ambulatorio, in questa fase di avvio, è aperto il primo giovedì di ogni mese (prenotazione al Cup  con impegnativa del medico di famiglia o pediatra di libera scelta) e si avvale  dell’attività di auxologia-endocrinologia del reparto di pediatria, diretto da Antonella Gualtieri, della psicologa Nadia Di Domenico, dello psichiatra  Lucio Pasqualone  e della nutrizionista Anita Scarsella.

“Questo tipo di patologia – spiega ancora la nota – interessa fasce sempre più ampie di popolazione e,oltre a bambini e adolescenti, anche donne post menopausa e soggetti della terza età. Attualmente, per anoressia e bulimia, sono 16 i nuovi pazienti, di età 13-24 anni, seguiti dalla Asl con cicli di psicoterapia che durano da un anno e mezzo a 2 e che, anche dopo la fine del trattamento, continuano ad accompagnare il paziente nella guarigione”.

Dal 2002 (anno di istituzione del servizio di psicologia adolescenziale) fino al dicembre 2015 sono stati 217 i ragazzi  che hanno chiesto aiuto allo specialista della Asl contro anoressia e bulimia. Il 30%, “una parte consistente ma ‘fisiologica’ come statistica nazionale”, dopo la prima visita si perde per strada tra problematiche non rientranti nello specifico servizio e rinuncia a curarsi. In 178, dal 2002 fino allo scorso anno, sono riusciti a imboccare la strada dell’emancipazione dalle patologie e, dopo il trattamento con lo psicologo, 54 di loro sono stati presi in cura anche dallo psichiatra (che può ricorrere, se necessario, anche ai farmaci).

“Al di là delle statistiche ufficiali – osserva la Asl – il fenomeno ha dimensioni molto più ampie poiché molti pazienti, per timore di uscire allo scoperto, non trovano la forza di varcare gli ambulatori della Asl.  Altrettanto delicata è la situazione che riguarda i piccoli pazienti (0-15 anni), seguiti  dall’ambulatorio di  auxologia-endocrinologia  del reparto di pediatria”. Questo ambulatorio segue attualmente oltre 200 bambini e adolescenti con obesità e sovrappeso. “Tra l’altro, secondo uno studio del 2014, la Marsica ha una percentuale di obesità, tra i piccoli utenti, superiore del 4% alla media nazionale (26 contro 22%)”.

“Dopo la valutazione del team multidisciplinare di specialisti”, dichiara Gualtieri, “i pazienti, bambini, adolescenti e adulti, seguiranno uno specifico percorso terapeutico: ambulatorio, ricovero in ospedale (per i casi più gravi) o  in una struttura residenziale  di riabilitazione”
  

18 Febbraio 2016

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