Dolore cronico. Presentato a Bologna il primo progetto della “Fondazione Anaste Humanitas”

Dolore cronico. Presentato a Bologna il primo progetto della “Fondazione Anaste Humanitas”

Dolore cronico. Presentato a Bologna il primo progetto della “Fondazione Anaste Humanitas”
Il progetto è finalizzato al trattamento dei pazienti non oncologici affetti da dolore cronico attraverso nuove apparecchiature elettromedicali, moderne e sicure, senza ricorrere ai farmaci. Partirà in Emilia Romagna (regione pilota), Lombardia, Toscana e Lazio.

Presentata nel weekend a Bologna la Fondazione ANASTE Humanitas insieme al suo primo Protocollo clinico sulle terapie innovative nel trattamento del paziente anziano affetto da dolore cronico. Il progetto con impronta e valenza scientifica partirà dapprima nelle regioni Emilia Romagna (regione pilota), Lombardia, Toscana e Lazio.

L’incontro di Bologna è stata anche l’occasione per presentare l’ossatura clinica e scientifica della Fondazione, presieduta da Alberto De Santis. Il comitato è composto Paolo Moneti, vice presidente vicario, Alba Malara presidente del Comitato scientifico di Anaste, Silvio Rossi docente di terapia fisica e riabilitazione presso l’Università di Roma “La Sapienza”, Renato Lauro già Magnifico Rettore della seconda università di Roma “Tor Vergata”, Gianfranco Tonnarini titolare cattedra di Bioetica presso “La Sapienza” di Roma, Averardo Orta amministratore delegato del Consorzio Ospedaliero Colibrì.

“I fondamenti di ‘Humanitas’ sono da molto tempo nel cuore e nella mente di chi come me ha creduto nel progetto – afferma Alba Malara -. Sono molti i pazienti anziani affetti da dolore cronico e non trattati nel modo più adeguato. La Fondazione attraverso la ricerca innovativa mira a mettere in campo un approccio di tipo bio-psico-sociale non solo per dare sollievo al paziente sofferente ma per consentire una sua ripresa funzionale, il miglioramento del tono dell’umore e l’aumento  complessivo della qualità di vita”.

“Il progetto – ha spiegato Silvio Rossi – ha l’ambizione di unire la tecnologia del futuro con l’uomo del passato, ovvero il paziente anziano. L’obiettivo è trattare il dolore cronico attraverso nuove apparecchiature elettromedicali, moderne e sicure, senza ricorrere ai farmaci come spesso accade. Il primo step sarà quello di formare i terapisti e creare sinergia all’interno del personale delle strutture di accoglienza e cura della popolazione geriatrica. Obiettivi sono: il miglioramento clinico funzionale, della qualità di vita, aumento dell’indipendenza del paziente in un’ottica complessiva di risparmio sociale”.

“La ricerca e la formazione – ha detto Averardo Orta – costituiscono due pilastri fondamentali nella cura e nella risposta ai bisogni dei pazienti. La presa in carico dell’utente anziano è un percorso completo di questo progetto che si avvale di un’ossatura scientifica e clinica di livello. Il progetto è stato condiviso dal Consorzio Colibrì insieme di strutture e di servizi regionali (sanitari, socio sanitari, ospedalieri, assistenziali, educativi, domiciliari, etc) allo scopo di offrire una risposta unitaria, con prestazioni efficienti ed efficaci anche ai bisogni più complessi”.

08 Marzo 2017

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