Emergenza. Fimmg: “Regione coinvolga i sindacati medici sulla riorganizzazione”

Emergenza. Fimmg: “Regione coinvolga i sindacati medici sulla riorganizzazione”

Emergenza. Fimmg: “Regione coinvolga i sindacati medici sulla riorganizzazione”
Il sindacato interviene dopo la decisione della Regione di mettere la parole fine al progetto Areu. Decisione condivisa dalla Fimmg, che ora però chiede di essere coinvolto nella discussione sul futuro modello dell’emergenza urgenza: “La riorganizzazione non può non tenere conto del parere dei medici. È inoltre giunto il momento di ridefinire a distanza di 10 anni un Accordo integrativo regionale per il settore dell’emergenza, che è ormai obsoleto”.

“Approviamo la scelta della Regione di chiudere definitivamente l’ipotesi della nuova Agenzia per l’emergenza urgenza, che poneva diverse criticità, e di procedere invece con una riorganizzazione del sistema su basi differenti. La stabilizzazione degli autisti soccorritori va del resto incontro a legittime istanze dei lavoratori” . Così Nicola Gaballo, Referente Fimmg Emergenza Urgenza Puglia, commenta, in una nota, la notizia data dal capo Dipartimento della Salute Vito Montanaro, che fa tramontare definitivamente l’AREU.

Gaballo evidenzia la necessità di far partire ora un confronto sul prossimo modello: “La riorganizzazione della rete delle postazioni non può non tenere conto del parere dei medici. È inoltre giunto il momento di ridefinire a distanza di 10 anni un Accordo integrativo regionale per il settore dell’emergenza, che è ormai obsoleto”, spiega.


L’obiettivo, spiega la Fimmg, “è continuare a dare ai cittadini pugliesi un sistema dell'emergenza di eccellenza rispetto allo scenario nazionale. Al momento il 118 pugliese, secondo i dati forniti dalle società scientifiche di settore, riesce a garantire un tempo medio di arrivo sulla scena per codici rossi e gialli, in area urbana ed extraurbana, di 16 minuti e 8 secondi, tra i più veloci in Italia; inoltre, grazie all’elevato indice di medicalizzazione e di infermierizzazione degli equipaggi di soccorso, il 30% di tutti i pazienti viene visitato, trattato e lasciato a domicilio, evitando accessi inappropriati al Pronto Soccorso”.

Secondo il sindacato, va tenuto conto che “in un momento storico in cui il modello di riferimento per il servizio sanitario regionale è basato su pochi ospedali e una rete diffusa di servizi sul territorio, il 118 deve continuare a rappresentare uno snodo importante di questa rete”.
 
“Bisogna stare attenti a non impoverire il sistema territoriale, stabilizzando i medici dell’emergenza-urgenza che hanno contratti precari, accelerando le procedure concorsuali per i contratti in convenzione a tempo indeterminato, ridefinendo l’AIR”, conclude Nicola Calabrese, segretario Fimmg Bari. “Insomma, nel ripensare l’organizzazione del sistema, ci aspettiamo che la Regione investa nelle risorse umane e convochi i sindacati ai tavoli di discussione”.

10 Dicembre 2019

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