Emilia Romagna. Accordo Regione e Cgil, Cisl e Uil: 16 milioni di euro per il salario accessorio dei lavoratori del comparto del Ssr

Emilia Romagna. Accordo Regione e Cgil, Cisl e Uil: 16 milioni di euro per il salario accessorio dei lavoratori del comparto del Ssr

Emilia Romagna. Accordo Regione e Cgil, Cisl e Uil: 16 milioni di euro per il salario accessorio dei lavoratori del comparto del Ssr
L’intesa porta al tetto massimo previsto le risorse economiche disponibili per il contratto integrativo del comparto sanitario, con valore retroattivo dal 1° gennaio del 2022. Coinvolti oltre 56mila professionisti: operatori socio-sanitari, funzionari amministrativi e tecnici non dirigenti, altri operatori non medici

Le risorse per il salario accessorio dei lavoratori della sanità dell’Emilia-Romagna ci sono e raggiungono il tetto massimo previsto dalla legge, grazie all’impegno della Regione: 16 milioni di euro.

Lo stabilisce un accordo sottoscritto lo scorso 8 marzo dalla Regione Emilia-Romagna con le organizzazioni sindacali confederali Cgil, Cisl e Uil in un verbale di confronto. Non solo, sono garantite le risorse che alimentano i fondi contrattuali del personale del comparto delle aziende sanitarie, ma si individuano specifiche risorse economiche aggiuntive – che ammontano a 16 milioni di euro nel 2023 – al lordo degli oneri riflessi ed Irap.

I fondi della contrattazione integrativa delle aziende del Ssr, spiega una nota della Regione, saranno quindi incrementati nella misura massima prevista dal Contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto sottoscritto il 2 novembre 2022, con valore retroattivo a partire dal 1^ gennaio 2022.

Le risorse individuate finanzieranno il trattamento economico accessorio. Complessivamente sono coinvolti oltre 56mila professionisti del comparto sanitario: operatori e funzionari amministrativi e tecnici non dirigenti, operatori sociosanitari e altri operatori non medici.

Rimane temporaneamente escluso il personale dirigenziale, per il quale si attende la sottoscrizione dei Ccnl relativi al triennio 2019-2021 per valutare, con le organizzazioni sindacali, le modalità di impiego delle risorse stanziate dalla legge di bilancio 2022.

Le disponibilità economiche potranno essere indirizzate dalle aziende, in sede di contrattazione integrativa aziendale, per perseguire politiche di crescita e valorizzazione professionale del personale quali per esempio le progressioni tra le aree o il riconoscimento delle indennità collegate alle particolari condizioni di lavoro.

“Siamo orgogliosi di annunciare la sottoscrizione di questo accordo- commentano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini – perché ci consente di riconoscere e valorizzare, anche sotto il profilo economico, l’impegno e la dedizione di chi ogni giorno svolge un’attività fondamentale e ha svolto un ruolo decisivo per superare gli anni durissimi della pandemia: professionisti, tecnici, funzionari, operatori. Lavoratori che, insieme ai dirigenti, ogni giorno sono in prima linea per affrontare le esigenze e i bisogni di salute della popolazione, in condizioni spesso difficili. Non era un risultato scontato, visto il contesto particolarmente critico causato dal perdurante sottofinanziamento dei Servizi sanitari regionali, ma riusciamo a mettere a disposizione il massimo di risorse possibili, condividendo con le organizzazioni sindacali e l’intero sistema regionale l’obiettivo di rafforzare la sanità pubblica migliorando le condizioni di chi vi lavora”.

Nel verbale, la Regione si impegna così a dare applicazione alle disposizioni contrattuali relative al triennio 2019-2021. Tali disposizioni prevedono di incrementare fondi, a seguito degli stanziamenti disposti dalla legge di bilancio 2022, già a partire dall’annualità 2022 e fino al limite massimo superiore individuato in sede di contratto collettivo nazionale di lavoro. Limite che, per la Regione Emilia-Romagna, era appunto di circa 16 milioni di euro.

Il confronto, conclude la nota della Regione, si colloca nell’ambito degli impegni assunti della Giunta regionale con le parti sociali attraverso il Patto per il lavoro e per il clima. Con specifico riferimento al Ssr, il patto prevede che gli obiettivi condivisi individuino strumenti e percorsi diretti a sostenere e rafforzare il sistema socio-sanitario pubblico ed universalistico, anche attraverso l’adeguata promozione e sviluppo dei percorsi di crescita e valorizzazione professionale del personale che lavoro nelle aziende ed enti del Servizio sanitario regionale.

13 Marzo 2023

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