Emilia Romagna. All’Ospedale Baggiovara di Modena protesi in 3D impiantata su una donna affetta da carcinoma ovarico

Emilia Romagna. All’Ospedale Baggiovara di Modena protesi in 3D impiantata su una donna affetta da carcinoma ovarico

Emilia Romagna. All’Ospedale Baggiovara di Modena protesi in 3D impiantata su una donna affetta da carcinoma ovarico
Costruita ad hoc per la paziente, che ora sta bene, la protesi è stata impiantata durante un intervento durato otto ore eseguito dall’equipe di Chirurgia Toracica, diretta da Pier Luigi Filosso, e da quella di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, diretta da Massimo Pinelli. È il terzo di questo tipo in Italia e tra i pochi in Europa. L’assessore Fabi: “Il nostro sistema pubblico si dimostra all’avanguardia sia dal punto di vista tecnologico, sia riguardo l’attenzione ai bisogni delle persone”.

Una protesi in titanio costruita su misura e impiantata su una paziente di 68 anni, affetta da metastasi da carcinoma ovarico. L’intervento altamente innovativo, il terzo di questo tipo in Italia e tra i pochi effettuati in Europa, è stato eseguito nei giorni scorsi all’Ospedale Civile di Baggiovara (MO) e ha permesso la sostituzione quasi completa dello sterno sulla donna, già seguita dall’Oncologia di Modena.

“Ancora una volta- sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi– la sanità pubblica dell’Emilia-Romagna si dimostra all’avanguardia sia dal punto di vista tecnologico, sia riguardo l’attenzione ai bisogni del paziente. Questo intervento dimostra quanto ai nostri professionisti dobbiamo il raggiungimento di un traguardo importante grazie a straordinarie competenze e alla continua ricerca in campo chirurgico”.

“Desidero anzitutto complimentarmi con le equipe coinvolte in questo delicato intervento che conferma l’altissimo livello raggiunto dai nostri professionisti nella chirurgia di precisione- commenta Luca Baldino, direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena –. La nostra vocazione di ospedale di terzo livello è anche quella di offrire sperimentare soluzioni a problemi che sino a poco tempo fa ne erano privi. Auguro alla paziente di proseguire le cure nel migliore dei modi”.

Il caso
La donna era affetta da metastasi sternali da carcinoma ovarico già operato. Nel 2006, infatti, alla paziente era stato diagnosticato un carcinoma dell’ovaio di basso grado, un tumore raro (circa 1 caso su 10 tumori ovarici) e di solito meno aggressivo e per tale motivo fu sottoposta a chirurgia e chemioterapia. Dopo una prima recidiva nel 2009, trattata con chirurgia di nuovo e radioterapia. Nella primavera di quest’anno è tuttavia comparsa una tumefazione della parete toracica che si è rivelata una nuova recidiva localizzata a livello dello sterno. Dopo una attenta valutazione e discussione multidisciplinare con l’Oncologia diretta dal prof. Massimo Dominici, si è deciso per l’intervento chirurgico. I sanitari hanno pianificato la quasi totale resezione sternale tramite una TC eseguita a Baggiovara e, contestualmente, una protesi sternale costruita ad hoc in titanio con tecnica 3D, sulla base dell’esame radiologico.

L’intervento, eseguito dall’equipe di Chirurgia Toracica, diretta da Pier Luigi Filosso, insieme all’equipe di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, diretta da Massimo Pinelli, è durato 8 ore e si è svolto al Blocco Operatorio dell’Ospedale Civile, in collaborazione con gli anestesisti rianimatori dell’equipe diretta da Lesley De Pietri e il personale infermieristico del Blocco. I chirurghi plastici hanno iniziato a isolare il muscolo gran dorsale, a seguire quelli toracici sono intervenuti per la parte resettiva dell’intervento.

La Divisione Universitaria di Chirurgia Toracica di Baggiovara non è nuova a questi tipi di intervento: già lo scorso anno aveva eseguito un intervento di asportazione e ricostruzione sternale con questa tecnica, ma per quest’ultimo intervento la porzione di sterno asportata è stata maggiore, il tumore era molto più invasivo e le difficoltà tecniche sono state di gran lunga maggiori.

L’intervento, radicale dal punto di vista oncologico, è riuscito; la paziente ha completamente ripreso le sue normali attività della vita quotidiana e proseguirà l’iter terapeutico previsto per questo tipo di patologie.

“Si è proceduto ad asportare radicalmente la quasi totalità dello sterno, insieme ai monconi costali bilateralmente – ha spiegato Pier Luigi Filosso, direttore Chirurgia Toracica – La neoplasia però invadeva anche il diaframma, il pericardio e parte del polmone destro. Si è asportato il blocco sternale e costale, parte del diaframma, del pericardio e del polmone: l’intervento è stato radicale. In seguito, si è proceduto a posizionare la protesi in titanio a coprire completamente l’ampia breccia della parete toracica anteriore e, successivamente i Plastici hanno provveduto a posizionare il muscolo a copertura della protesi medesima. La paziente sta bene e sta per essere dimessa dal nostro reparto”.

“Gli aspetti più innovativi della nostro contributo all’’intervento – spiega Massimo Pinelli, direttore della Chirurgia Plastica e Ricostruttiva – riguardano l’ampiezza della neoplasia che colpiva la componente scheletrica toracica, e la conseguente necessità di ricostruire l’intera parete anteriore del torace con ripristino della meccanica respiratoria, tramite la realizzazione di un’innovativa protesi in titanio realizzata ad hoc grazie alla precedente indagine tramite TC. Siamo, inoltre, riusciti a ricoprire la protesi col tessuto muscolare della paziente, operazione complessa che permette la protezione meccanica della protesi. Questa tecnica permette di creare un piano biologico protettivo tra protesi e cute evitando una “usura meccanica” dei piani cutanei superficiali scongiurando il pericolo di deiscenza della ferita chirurgica, cioè della sua apertura spontanea con la conseguente esposizione della protesi, scongiurando il rischio di infezione”.

16 Ottobre 2025

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