Emilia Romagna. Approvato Piano della prevenzione 2015-18. Dal lavoro alla scuola. Ecco obiettivi e indicatori per misurare i risultati

Emilia Romagna. Approvato Piano della prevenzione 2015-18. Dal lavoro alla scuola. Ecco obiettivi e indicatori per misurare i risultati

Emilia Romagna. Approvato Piano della prevenzione 2015-18. Dal lavoro alla scuola. Ecco obiettivi e indicatori per misurare i risultati
Un gruppo di lavoro regionale garantisce il coordinamento e il monitoraggio di tutti i progetti. Obiettivo è costruire alleanze con enti e associazioni locali. Quattro gli ambiti di intervento articolati in 68 progetti: ambienti di lavoro, scuola, ambito sanitario, comunità (declinata in tre aree: programmi rivolti alla popolazione, interventi per fasce di età, interventi per condizioni specifiche). IL PIANO.

La Regione Emilia Romagna ha approvato il nuovo Piano della prevenzione che tutela e promuove la salute di tutti i cittadini dell'Emilia-Romagna.
Equità, integrazione, partecipazione sono le parole chiave alla base di questo strumento che individua obiettivi, criteri e indicatori dei risultati.
Sei gli ambiti di intervento articolati in 68 progetti che vanno dalla prevenzione di infortuni e malattie professionali agli screening oncologici, dalla sorveglianza delle malattie infettive alle strategie per favorire l’attività fisica all'educazione all’affettività e alla sessualità.
 
Il piano è online sul prortale della Regione e inoltre fino al 30 settembre si può partecipare alla discussione sulla promozione della salute sulla piazza web "Costruire salute" attiva sulla piattaforma regionale "IoPartecipo+".
 
"La prevenzione è una nostra priorità. E questo Piano è uno strumento moderno che affronta bisogni nuovi con strategie innovative”, sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi. “E’ molto importante per noi l’attenzione che abbiamo voluto rivolgere alla valutazione dei risultati che saremo capaci di raggiungere, alla verifica del loro impatto sulla salute”.
“Con il Piano della prevenzione mettiamo a sistema il lavoro di tutti i servizi”, spiega Venturi. “La salute, intesa nella sua accezione più ampia, è influenzata da molteplici fattori e di conseguenza dipende dallo sviluppo di reti e alleanze. Il nostro obiettivo è di costruire sempre più sinergie e integrazione tra i servizi territoriali e i servizi e i presidi ospedalieri e di favorire la costruzione di alleanze con enti e associazioni locali per affermare sempre più il ruolo cruciale della promozione della salute e della prevenzione come fattori di sviluppo della società e di sostenibilità del welfare”.
 
Cosa prevede il Piano
Il Piano individua in modo preciso gli obiettivi e i criteri e gli indicatori per misurare i risultati. Un gruppo di lavoro regionale garantisce il coordinamento e il monitoraggio di tutti i progetti.
Il Piano, adottato dalla Giunta regionale con una propria delibera, è il risultato di un percorso di confronto tra Regione, Aziende sanitarie e i diversi soggetti del territorio interessati (Enti locali, terzo settore, privato sociale, volontariato, scuola, università, associazioni di categoria).
 
Quattro gli ambiti di intervento, ambiente lavoro, ambiente sanitario, scuola e comunità, articolati in 68 progetti, da realizzare favorendo integrazione e trasversalità per garantirne l’efficacia: ambienti di lavoro, scuola, ambito sanitario (inteso come prevenzione e contrasto dei fattori di rischio nei cittadini e nella comunità, con interventi proattivi da parte dei servizi), comunità (declinata in tre aree: programmi rivolti alla popolazione, interventi per fasce di età, interventi per condizioni specifiche).
 
Equità, integrazione, partecipazione sono le parole chiave del nuovo Piano della prevenzione dell’Emilia-Romagna. Principi da applicare attraverso le sinergie che verranno realizzate a livello locale.
 
L’integrazione delle politiche sanitarie con le politiche sociali, ma anche ambientali, urbanistiche, abitative, si affianca all’integrazione delle competenze, delle professionalità, dei servizi per riuscire a dare risposte nella globalità e garantire gli interventi più efficaci possibili. Il ri-orientamento dei servizi sanitari è la risposta ai nuovi bisogni di salute della popolazione, attraverso soluzioni e modalità innovative.
Per attuare gli interventi previsti, le Aziende sanitarie devono ora predisporre il piano operativo triennale.
 
Partecipazione: la piazza web di "IoPartecipo+
Costruire salute, piazza su Io partecipoPer confronti e proposte sui temi della promozione della salute, uno strumento di partecipazione è la piazza web "Costruire salute" all'interno di "IoPartecipo+", la piattaforma della Regione Emilia-Romagna che supporta i processi di partecipazione realizzati nell'ambito delle proprie politiche.
La piazza “Costruire salute” è aperta a tutti fino al 30 settettembre, previa iscrizione.
E' stato inoltre realizzato un sito dove è possibile scaricare il nuovo Piano regionale della prevenzione e trovare informazioni, approfondimenti, ambiti di intervento, appuntamenti e il collegamento alla piazza "Costruire salute".

10 Luglio 2015

© Riproduzione riservata

Lazio. Regione: “Conti della sanità in utile per il terzo anno consecutivo, condizioni per avviare l’uscita dal Piano di rientro”
Lazio. Regione: “Conti della sanità in utile per il terzo anno consecutivo, condizioni per avviare l’uscita dal Piano di rientro”

Per il terzo anno consecutivo il bilancio della sanità del Lazio chiude in utile. Anche per il 2025, infatti, l’esercizio delle aziende del Servizio Sanitario della Regione Lazio è in...

Le cosiddette riforme si moltiplicano e si impongono, ma l’innovazione esisteva già
Le cosiddette riforme si moltiplicano e si impongono, ma l’innovazione esisteva già

Gentile Direttore,che il maggior quotidiano economico nazionale, Il Sole 24 Ore, dedichi una riflessione alla medicina generale territoriale (“Io medico di famiglia in Casa di Comunità ci vado per scelta...

Rsa. Circa 1 residente su 40 ha un’infezione correlata all’assistenza. Dal progetto Ccm una ‘cassetta degli attrezzi’ per prevenirle
Rsa. Circa 1 residente su 40 ha un’infezione correlata all’assistenza. Dal progetto Ccm una ‘cassetta degli attrezzi’ per prevenirle

Nelle Rsa italiane le infezioni correlate all’assistenza restano un nemico silenzioso. Colpiscono migliaia di residenti, sono spesso sostenute da microrganismi resistenti agli antibiotici e, in molti casi, potrebbero essere evitate...

Santa Lucia, si chiude il commissariamento: la Fondazione LIFE rileva l’IRCCS. Schillaci: “Modello strategico per il sistema della ricerca”
Santa Lucia, si chiude il commissariamento: la Fondazione LIFE rileva l’IRCCS. Schillaci: “Modello strategico per il sistema della ricerca”

Si chiude dopo diciannove mesi il commissariamento dell'IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma. Dal 1° luglio la proprietà dell'Istituto è passata alla Fondazione LIFE, organismo costituito da Regione Lazio, Inail...