Emilia Romagna. Case della Salute. Venturi: “Mai attaccato i medici. La salute è un gioco di squadra”

Emilia Romagna. Case della Salute. Venturi: “Mai attaccato i medici. La salute è un gioco di squadra”

Emilia Romagna. Case della Salute. Venturi: “Mai attaccato i medici. La salute è un gioco di squadra”
L’assessore interviene su Facebook per chiarire la sua posizione rispetto ad alcuni articoli stampa in cui “mi vengono attribuite convinzioni che non ho mai avuto”. “Come potrei pensare di tenere alta la qualità del nostro servizio sanitario regionale attaccando una categoria strategica quali sono, ad esempio, i medici di medicina generale?”. Quindi l’invito a “lavorare insieme”.

“Sulla stampa, in questi giorni, sto leggendo che mi vengono attribuite convinzioni che non ho mai avuto, retroscena che non conosco, dietrologie che non meriterebbero commenti. Commenti che invece leggo, e che faccio davvero fatica a comprendere. Partiamo da un presupposto, chiaro e perfettamente comprensibile. La salute è un diritto che si riesce a soddisfare solo se tutti i giocatori entrano in campo. Dai medici agli infermieri, dai tecnici ospedalieri agli altri professionisti della sanità che tutti i giorni mettono a disposizione le loro competenze. Come potrei, come qualche cronaca riporta, pensare di tenere alta la qualità del nostro servizio sanitario regionale attaccando una categoria strategica quali sono, ad esempio, i medici di medicina generale? Parlando poi di Case della Salute, nell’ambito delle quali questi professionisti hanno un ruolo strategico. Assurdo”. Ad affermarlo, dal suo profilo Facebook, è l’assessore alla Salute dell’Emilia Romagna, Sergio Venturi.

Venturi ribadisce di non avere mai attaccato i medici di famiglia “ma – scrive su Facebook – non vengo ascoltato perché, curiosamente, le notizie sbagliate si autoalimentano”.

L’assessore usa quindi il social per cercare di fare chiarezza: “Di cosa sono convinto? Sono convinto che le Case della Salute siano un’ottima risposta al complesso di problemi generati dall’accesso ai servizi sanitari.  Possono vivere le Case della Salute solo perché la Regione approva una delibera che le istituisce? Certamente no, perché – come dicevo prima – c’è un’intera squadra che deve scendere in campo per garantire buona sanità. Una squadra fatta da giocatori che si chiamano Ospedale, Servizi territoriali, medici di medicina generale, specialisti e Case della Salute”.

Per Venturi “pensare che si stiano ‘cercando capri espiatori’, che si aprano “campagne elettorali” sulla sanità pubblica, è anche lievemente offensivo. Specialmente se si pensa che noi, la Regione, siamo quelli che tra dicembre e gennaio hanno stabilizzato e assunto a tempo indeterminato 2.552 professionisti della sanità. Allora le Case della Salute vanno bene così come sono, laddove sono operative? Certamente no, ci sono problemi aperti. Ma abbiamo anche molte esperienze positive, dove i medici di famiglia sono inseriti attivamente in queste strutture. Realtà nelle quali stiamo assistendo ad un importante gradimento da parte della cittadinanza e ad un migliore utilizzo dei servizi”.

“Ma davvero – insiste l’assessore – qualcuno può pensare che la Regione sarebbe tanto stolta da pensare di rinunciare alla collaborazione vera con i medici di medicina generale, per poi organizzare le Case della Salute così come le vorremmo? Qui il tema non è attaccare i professionisti della sanità. E io non l’ho fatto. Qui il tema è cercare di capire come ottimizzare il loro apporto allo sviluppo del modello che stiamo mettendo in campo. Noi ci siamo, crediamo fortemente in questo modello. Per questo abbiamo investito importanti risorse e continuiamo a lavorare perché la sanità pubblica abbia una risposta articolata (ospedale, servizi territoriali, Case della Salute). Possiamo e vogliamo farlo, e sono certo – ma mi pare del tutto evidente – che riusciremo a raggiungere l’obiettivo, che è di tutti, solo attraverso il confronto con tutti gli attori in campo”.

“Francamente – conclude Venturi – vorrei girare pagina rispetto a polemiche nate sul nulla. Non ne faccio un dramma, ma invito tutti a lavorare insieme, da domani, per dare ancora più qualità ad un sistema sanitario regionale, non dimentichiamolo, che è pur tra i più avanzati d’Europa. E questo, sono certo, è un obiettivo di tutti”.

30 Gennaio 2017

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