Emilia Romagna. Consiglio approva la legge sul Direttore assistenziale della Asl. Donini: “Siamo i primi!”

Emilia Romagna. Consiglio approva la legge sul Direttore assistenziale della Asl. Donini: “Siamo i primi!”

Emilia Romagna. Consiglio approva la legge sul Direttore assistenziale della Asl. Donini: “Siamo i primi!”
La contestata proposta di Giunta dell’Emilia Romagna sull’istituzione della nuova figura del Direttore Assistenziale all’interno della Direzione strategica delle aziende del Servizio sanitario regionale è legge. L’Assemblea legislativa ha dato il via libera. Si attendono le reazioni dei sindacati, intanto l’assessore Donini esulta: “Siamo la prima Regione a investire realmente sul lavoro multidisciplinare dei nostri operatori sanitari. Ho l’impressione che non resteremo gli unici!”.

Le Direzioni strategiche delle aziende sanitarie dell'Emilia Romagna si dotano di una nuova figura, quella del Direttore assistenziale, che affiancherà il Direttore Generale, al vertice, il Direttore amministrativo, il Direttore sanitario, il Direttore delle attività socio-sanitarie (quest’ultimo limitatamente alle Ausl, se previsto nell’Atto aziendale). L’Assemblea legislativa regionale ha dato infatti il via definitivo alla proposta della Regione che aveva sollevato forti polemiche tra i medici e qualche perplessità, ma raccolto anche consensi.

Si attendono ora le reazioni al via libera alla alla legge, ma intanto l’assessore regionale alla Salute, Raffaele Donini, esprime soddisfazione: “La Direzione assistenziale è legge! L’impegno è stato rispettato. Oggi è stata approvata dall’Assemblea Legislativa regionale dell’Emilia – Romagna la Legge che istituisce la Direzione Assistenziale all’interno delle Direzioni Generali delle Aziende Sanitarie Locali, territoriali ed ospedaliere”, scrive su Facebook.

“Da tempo – aggiunge l’assessore – ormai le professioni sanitarie, (38.300 lavoratori in Emilia – Romagna di cui 29.300 Infernieri – l’80% dei professionisti occupati del Sistema Sanitario Regionale) hanno acquisito grandi responsabilità nella rete dell’assistenza ai malati, sia nei reparti ospedalieri che nel territorio e nell’assistenza domiciliare. Questi professionisti sono laureati, hanno vinto concorsi per dirigenti, già ora sono consultati per le decisioni strategiche delle Aziende Sanitarie”.
 
 
“Quel che abbiamo fatto – prosegue Donini –  è solo riconoscerne il valore e le competenze, formalizzarne il ruolo, ormai più che agito nella pratica, investendo sulla collaborazione e sulla comune assunzione di responsabilità fra tutti gli operatori sanitari per il bene della nostra Sanità Pubblica”.

Per Donini, però, “l'istituzione della direzione assistenziale non è solo il riconoscimento di queste professionalità e competenze: è anzitutto la vorizzazione della componente assistenziale e di cura che una sanità a misura di persona porta con sé, accanto a quella strettamente "medica". E non è certo una componente sanitaria di rango "minore" o che richieda minor professionalità e qualità, programmazione e organizzazione”.

“Siamo la prima Regione in Italia a investire realmente sul lavoro multidisciplinare dei nostri operatori sanitari. Ho l’impressione che non resteremo gli unici!”, conclude l’assessore.

Dall’Assemblea regionale una nota diffonde le reazioni dei vari consiglieri. Con questo provvedimento, ha spiegato il relatore di maggioranza Giuseppe Paruolo (Pd), “si definisce la possibilità di istituire una figura sanitaria aggiuntiva all’interno della direzione strategica aziendale territoriale: il direttore assistenziale, un incarico che di fatto esiste già ma che non era stabilito per legge”. Scopo del progetto di legge, ha aggiunto, “è dunque quello di legittimare la figura del direttore assistenziale, senza tuttavia comprimere l’autonomia organizzativa aziendale”. Previste, ha concluso, “linee guida regionali, per rendere omogeneo questo percorso, sarà poi coinvolta l’Assemblea legislativa nella valutazione dei risultati”.

Critico sui contenuti del provvedimento il relatore di minoranza Daniele Marchetti (Lega): “L’approccio è sbagliato, la nostra rete sanitaria ha bisogno di altro, le priorità non sono queste”. Con questo provvedimento, ha evidenziato, “si introduce, sostanzialmente, solo una nuova figura dirigenziale”. Con la pandemia, ha poi rilevato il consigliere, “il sistema sanitario regionale è stato travolto, molte prestazioni sono state sospese, e voi rispondete con un progetto di legge in cui semplicemente si prevedere una nuova poltrona. Peraltro non siete stati neppure chiari sui costi di questa operazione”. La Lega ha poi presentato un emendamento per chiedere, sul tema delle liste d’attesa, “l’obbligo- ha specificato Marchetti- della presa in carico dei pazienti, con prestazioni sanitarie garantite” (emendamento respinto dall’Assemblea).

“Con questo progetto di legge sulla riorganizzazione delle aziende sanitarie-  ha rimarcato Marco Lisei (Fratelli d’Italia) in aula- ci saremmo attesi misure per sopperire alla carenza di risorse in sanità, per il recupero delle prestazioni sanitarie arretrate, per reperire medici di base sui territori, per valorizzare le Case della salute, e, quindi, per potenziare la territorialità sanitaria, per potenziare il servizio del 118, per tutelare maggiormente il personale infermieristico e per ridurre le code nei pronto soccorso. Invece no, presentate un progetto di legge ‘poltronissima’, semplicemente per creare delle nuove figure dirigenziali”. Ci saremmo aspettati, ha concluso, “un cambio di passo”.

Per Simone Pelloni (Lega) “questa figura costerà, eccome: 14 nuovi dirigenti potrebbero arrivare a costare tra gli 1,5 e i 2 milioni in più al sistema sanitario”. Inoltre, ha aggiunto, “con questa operazione non sono garantiti servizi aggiuntivi per i cittadini”. Ci saremmo attesi, ha concluso, “una riforma più organica del sistema”.

23 Novembre 2021

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