Emilia Romagna. Il terremoto del 2012 non ha avuto ripercussioni sulla salute. Ma quei giorni non si dimenticano

Emilia Romagna. Il terremoto del 2012 non ha avuto ripercussioni sulla salute. Ma quei giorni non si dimenticano

Emilia Romagna. Il terremoto del 2012 non ha avuto ripercussioni sulla salute. Ma quei giorni non si dimenticano
Dall’indagine condotta dall’Ausl di Modena emerge il quadro di una popolazione resiliente, in grado di far fronte in maniera positiva a quel drammatico evento. I sintomi depressivi non sono aumentati e gli stili di vita non sono peggiorati. Ma una persona su due ricorda rivive nella mente il terremoto anche quando non vuole.

Un’indagine per valutare quali sono le condizioni di salute della popolazione in provincia di Modena a 4 anni dal terremoto. È questo l’obiettivo di Istmo (Impatto sulla Salute del Territorio in provincia di Modena), una ricerca dell’Ausl di Modena realizzata tra novembre 2014 e settembre 2015, anche grazie al contributo delle Fondazioni Cassa di Risparmio di Carpi e di Mirandola, per valutare stato di salute, stili di vita e ricorso ai servizi di prevenzione. La ricerca è stato effettuata attraverso interviste sottoposte a 1.700 interviste a persone tra 18 e 69 anni residenti nei 18 comuni modenesi colpiti dal terremoto. I risultati saranno presentati nel dettaglio sabato 11 giugno a Medolla, alla presenza del presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, ma una nota della Ausl fornisce già qualche anticipazione

Emerge il quadro di una popolazione ‘resiliente’, ovvero in grado di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, che non riferisce evidenti cambiamenti nello stato di salute percepito. Una persona su due, però, ricorda ancora l’evento traumatico anche quando non vuole. “Una testimonianza di quanto il sisma sia stato un evento pervasivo nella vita delle persone e di quanto abbia rappresentato uno spartiacque tra la vita prima e dopo il sisma”, spiega la Ausl.

I sintomi depressivi non sono aumentati, così come gli stati d’ansia che restano più diffusi tra chi ha subito danni durante il terremoto. Anche gli stili di vita non hanno globalmente risentito di un impatto fortemente negativo: la prevalenza dei fumatori si è ridotta (dal 31 al 27%), ma è diminuita anche la percentuale di coloro che praticano attività fisica (dal 35 al 29%) ed è leggermente aumentata la percentuale di persone con problemi di obesità (dal 10 al 15%). È rimasta stabile invece la copertura della vaccinazione antinfluenzale nelle persone con patologie croniche e il ricorso agli esami preventivi per la diagnosi precoce dei tumori.

Dall’indagine emerge inoltre che l’1,9% delle persone intervistate è rimasto ferito a seguito del sisma, mentre il 2,8% ha subito un decesso in famiglia o tra le persone che conosceva. Quattro persone su dieci riferiscono di aver subito danni economici. Su 100 persone circa il 6,5% ha avuto l’abitazione parzialmente o completamente inagibile. Oltre il 70% ha abitato fuori casa almeno per un periodo.

09 Giugno 2016

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